Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

Profilo LinkedIn ›

I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Articolo 426 Codice Penale: Inondazione, frana o valanga

    Articolo 426 Codice Penale: Inondazione, frana o valanga

    Art. 426 c.p. – Inondazione, frana o valanga

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Chiunque cagiona un’inondazione o una frana, ovvero la caduta di una valanga, è punito con la reclusione da cinque a dodici anni.

  • Art. 427 c.p.: Danneggiamento seguito da inondazione, frana o valanga

    Art. 427 c.p.: Danneggiamento seguito da inondazione, frana o valanga

    Art. 427 c.p. – Danneggiamento seguito da inondazione, frana o valanga

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Chiunque rompe, deteriora o rende in tutto o in parte inservibili chiuse, sbarramenti, argini, dighe o altre opere destinate alla difesa contro acque, valanghe o frane, ovvero alla raccolta o alla condotta delle acque, al solo scopo di danneggiamento, è punito, se dal fatto deriva il pericolo di un’inondazione o di una frana, ovvero della caduta di una valanga, con la reclusione da uno a cinque anni.

    Se il disastro si verifica, la pena è della reclusione da tre a dieci anni.

  • Art. 428 c.p.: Naufragio, sommersione o disastro aviatorio

    Art. 428 c.p.: Naufragio, sommersione o disastro aviatorio

    Art. 428 c.p. – Naufragio, sommersione o disastro aviatorio

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Chiunque cagiona il naufragio o la sommersione di una nave o di un altro edificio natante, ovvero la caduta di un aeromobile, di altrui proprietari, è punito con la reclusione da cinque a dodici anni.

    La pena è della reclusione da cinque a quindici anni se il fatto è commesso distruggendo, rimuovendo o facendo mancare le lanterne o altri segnali, ovvero adoperando falsi segnali o altri mezzi fraudolenti.

    Le disposizioni di questo articolo si applicano anche a chi cagiona il naufragio o la sommersione di una nave o di un altro edificio natante, ovvero la caduta di un aeromobile, di sua proprietà, se dal fatto deriva pericolo per la incolumità pubblica.

  • Articolo 429 Codice Penale: Danneggiamento seguito da naufragio

    Articolo 429 Codice Penale: Danneggiamento seguito da naufragio

    Art. 429 c.p. Danneggiamento seguito da naufragio

    In vigore dal 1° luglio 1931

    Chiunque, al solo scopo di danneggiare una nave, un edificio natante o un aeromobile, ovvero un apparecchio prescritto per la sicurezza della navigazione, lo deteriora, ovvero lo rende in tutto o in parte inservibile, è punito se dal fatto deriva pericolo di naufragio, di sommersione o di disastro aviatorio, con la reclusione da uno a cinque anni.

    Se dal fatto deriva il naufragio, la sommersione o il disastro, la pena è della reclusione da tre a dieci anni.

  • Articolo 430 Codice Penale: Disastro ferroviario

    Articolo 430 Codice Penale: Disastro ferroviario

    Art. 430 c.p. Disastro ferroviario

    In vigore dal 1° luglio 1931

    Chiunque cagiona un disastro ferroviario è punito con la reclusione da cinque a quindici anni.

  • Art. 431 c.p.: Pericolo di disastro ferroviario causato da danneggiamento

    Art. 431 c.p.: Pericolo di disastro ferroviario causato da danneggiamento

    Art. 431 c.p. Pericolo di disastro ferroviario causato da danneggiamento

    In vigore dal 1° luglio 1931

    Chiunque, al solo scopo di danneggiare una strada ferrata, ovvero macchine, veicoli, strumenti, apparecchi o altri oggetti che servono all’esercizio di essa, li distrugge in tutto o in parte, li deteriora o li rende altrimenti in tutto o in parte inservibili, è punito se dal fatto deriva il pericolo di un disastro ferroviario, con la reclusione da due a sei anni.

    Se dal fatto deriva il disastro, la pena è della reclusione da tre a dieci anni. Per le strade ferrate la legge penale intende, oltre le strade ferrate ordinarie, ogni altra strada con rotaie metalliche, sulla quale circolino veicoli mossi dal vapore, dall’elettricità, o da un altro mezzo di trazione meccanica.

  • Articolo 432 Codice Penale: Attentati alla sicurezza dei trasporti

    Articolo 432 Codice Penale: Attentati alla sicurezza dei trasporti

    Art. 432 c.p. Attentati alla sicurezza dei trasporti

    In vigore dal 1° luglio 1931

    Chiunque, fuori dei casi preveduti dagli articoli precedenti, pone in pericolo la sicurezza dei pubblici trasporti per terra, per acqua o per aria, è punito con la reclusione da uno a cinque anni. Si applica la reclusione da tre mesi a due anni a chi lancia corpi contundenti o proiettili contro veicoli in movimento, destinati a pubblici trasporti per terra, per acqua o per aria. Se dal fatto deriva un disastro, la pena è della reclusione da tre a dieci anni.

  • Art. 411 c.p.: Distruzione, soppressione o sottrazione di cadavere

    Art. 411 c.p.: Distruzione, soppressione o sottrazione di cadavere

    Art. 411 c.p. – Distruzione, soppressione o sottrazione di cadavere

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Chiunque distrugge, sopprime o sottrae un cadavere, o una parte di esso, ovvero ne sottrae o disperde le ceneri, è punito con la reclusione da due a sette anni.

    La pena è aumentata se il fatto è commesso in cimiteri o in altri luoghi di sepoltura, di deposito o di custodia.

    Non costituisce reato la dispersione delle ceneri di cadavere autorizzata dall’ufficiale dello stato civile sulla base di espressa volontà del defunto.

    La dispersione delle ceneri non autorizzata dall’ufficiale dello stato civile, o effettuata con modalità diverse rispetto a quanto indicato dal defunto, è punita con la reclusione da due mesi a un anno e con la multa da lire cinque milioni a lire venticinque milioni .

  • Articolo 412 Codice Penale: Occultamento di cadavere

    Articolo 412 Codice Penale: Occultamento di cadavere

    Art. 412 c.p. Occultamento di cadavere

    In vigore dal 1° luglio 1931

    Chiunque occulta un cadavere, o una parte di esso, ovvero ne nasconde le ceneri, è punito con la reclusione fino a tre anni.

  • Articolo 413 Codice Penale: Uso illegittimo di cadavere

    Articolo 413 Codice Penale: Uso illegittimo di cadavere

    Art. 413 c.p. – Uso illegittimo di cadavere

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Chiunque disseziona o altrimenti adopera un cadavere, o una parte di esso, a scopi scientifici o didattici, in casi non consentiti dalla legge, è punito con la reclusione fino a sei mesi o con la multa fino a lire cinquemila.

    La pena è aumentata se il fatto è commesso su un cadavere, o su una parte di esso, che il colpevole sappia essere stato da altri mutilato, occultato o sottratto.

  • Articolo 415 Codice Penale: Istigazione a disobbedire alle leggi.

    Articolo 415 Codice Penale: Istigazione a disobbedire alle leggi.

    Art. 415 c.p. – Istigazione a disobbedire alle leggi

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Chiunque pubblicamente istiga alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico, ovvero all’odio fra le classi sociali, è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni.

    La pena è aumentata se il fatto è commesso all’interno di un istituto penitenziario ovvero a mezzo di scritti o comunicazioni diretti a persone detenute .

  • Articolo 416-bis Codice Penale: Associazioni di tipo mafioso anche straniere

    Articolo 416-bis Codice Penale: Associazioni di tipo mafioso anche straniere

    Art. 416-bis c.p. – Associazioni di tipo mafioso anche straniere Chiunque fa parte di un’associazione di tipo mafioso formata da tre o più persone, è punito con la reclusione (da dieci a quindici anni

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Associazioni di tipo mafioso anche straniere Chiunque fa parte di un’associazione di tipo mafioso formata da tre o più persone, è punito con la reclusione da dieci a quindici anni .

    Coloro che promuovono, dirigono o organizzano l’associazione sono puniti, per ciò solo, con la reclusione da dodici a diciotto anni .

    L’associazione è di tipo mafioso quando coloro che ne fanno parte si avvalgono della forza di intimidazione del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento e di omertà che ne deriva per commettere delitti, per acquisire in modo diretto o indiretto la gestione o comunque il controllo di attività economiche, di concessioni, di autorizzazioni, appalti e servizi pubblici o per realizzare profitti o vantaggi ingiusti per sé o per altri ovvero al fine di impedire od ostacolare il libero esercizio del voto o di procurare voti a sé o ad altri in occasione di consultazioni elettorali.

    Se l’associazione è armata si applica la pena della reclusione da dodici a venti anni nei casi previsti dal primo comma e da quindici a ventisei anni nei casi previsti dal secondo comma.

    L’associazione si considera armata quando i partecipanti hanno la disponibilità, per il conseguimento della finalità dell’associazione, di armi o materie esplodenti, anche se occultate o tenute in luogo di deposito.

    Se le attività economiche di cui gli associati intendono assumere o mantenere il controllo sono finanziate in tutto o in parte con il prezzo, il prodotto, o il profitto di delitti, le pene stabilite nei commi precedenti sono aumentate da un terzo alla metà.

    Nei confronti del condannato è sempre obbligatoria la confisca delle cose che servirono o furono destinate a commettere il reato e delle cose che ne sono il prezzo, il prodotto, il profitto o che ne costituiscono l’impiego. PERIODO ABROGATO DALLA L. 19 MARZO 1990, N.

    55.

    Le disposizioni del presente articolo si applicano anche alla camorra, alla ’ndrangheta e alle altre associazioni, comunque localmente denominate, anche straniere, che valendosi della forza intimidatrice del vincolo associativo perseguono scopi corrispondenti a quelli delle associazioni di tipo mafioso.

Informazione di carattere generale. I calcoli e le indicazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e si basano sulle fonti ufficiali indicate nel metodo editoriale. Non sostituiscono il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato, a un commercialista o a un consulente iscritto al proprio albo.