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Ultimo aggiornamento: 30 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
  • Il direttore dell'ispettorato compartimentale può rendere il pilotaggio obbligatorio nelle acque interne dove 'particolari esigenze' lo richiedano.
  • L'obbligatorietà ha carattere temporaneo: non è una misura permanente ma dipende dalla persistenza delle esigenze che la giustificano.
  • La norma attribuisce una discrezionalità tecnica all'autorità competente nella valutazione delle condizioni che rendono necessario il pilotaggio.
  • Il sistema rispecchia quello dell'art. 89 per il pilotaggio marittimo, adattato al contesto della navigazione interna.

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 98 Codice della Navigazione — Pilotaggio obbligatorio

R.D. 30 marzo 1942, n. 327 — Codice della navigazione

Nei luoghi dove particolari esigenze lo richiedano, il direttore dell'ispettorato compartimentale può rendere temporaneamente obbligatorio il pilotaggio.

Commento

Ratio e parallelismo con il pilotaggio marittimo

L'art. 98 del Codice della navigazione introduce per la navigazione interna un meccanismo analogo a quello dell'art. 89 per il pilotaggio marittimo: la possibilità per l'autorità competente di rendere il pilotaggio obbligatorio in determinate aree quando particolari condizioni di sicurezza o di traffico lo rendano necessario. L'obbligatorietà del pilotaggio nella navigazione interna risponde alla medesima logica di fondo che la giustifica in ambito marittimo: in determinati contesti, la complessità delle manovre, la pericolosità delle acque o la densità del traffico rendono indispensabile la presenza a bordo di un esperto locale che integri le competenze del comandante dell'unità. Il fatto che il Codice del 1942 abbia previsto questo strumento anche per le acque interne testimonia la consapevolezza del legislatore che la navigazione fluviale e lacustre presenta rischi specifici non trascurabili.

L'autorità competente: il direttore dell'ispettorato compartimentale

La competenza a rendere obbligatorio il pilotaggio è attribuita al 'direttore dell'ispettorato compartimentale', non — come per il pilotaggio marittimo (art. 89) — all'autorità marittima locale. Questa distinzione riflette la diversa organizzazione dell'amministrazione preposta alla navigazione interna rispetto a quella marittima. L'ispettorato compartimentale è un organo con competenza territoriale su un'area geografica definita (compartimento di navigazione interna), che comprende generalmente un bacino idrografico o una rete di canali. Il direttore di tale ispettorato dispone della conoscenza tecnica e del potere di vigilanza necessari per valutare quando le condizioni locali giustifichino l'imposizione del pilotaggio obbligatorio.

Le 'particolari esigenze' come presupposto

La norma non definisce in modo tassativo le 'particolari esigenze' che legittimano il provvedimento, lasciando all'autorità un margine di discrezionalità tecnica. Nella prassi applicativa, le esigenze che tipicamente giustificano il pilotaggio obbligatorio nelle acque interne includono: modifiche significative dei fondali (per siccità, alluvioni, interventi di dragaggio); variazioni eccezionali della portata fluviale; situazioni temporanee di traffico intenso (ad esempio in corrispondenza di eventi o fiere fluviali); lavori di manutenzione di chiuse o strutture idrauliche che modificano le condizioni di navigazione; nebbia fitta prolungata che riduce drasticamente la visibilità. In tutti questi casi, la presenza di un pilota locale è ritenuta necessaria per garantire la sicurezza della navigazione e delle infrastrutture idrauliche.

Il carattere temporaneo del provvedimento

L'art. 98 sottolinea esplicitamente che il pilotaggio può essere reso 'temporaneamente' obbligatorio. Questa qualificazione non è casuale: il provvedimento è una misura contingente, giustificata da esigenze transitorie e destinata a cessare quando queste vengano meno. Non è uno strumento di regolamentazione stabile del traffico fluviale, bensì uno strumento di risposta emergenziale o precauzionale a situazioni eccezionali. Il direttore dell'ispettorato compartimentale ha dunque anche il dovere di revocare o non rinnovare il provvedimento quando le condizioni che lo avevano giustificato siano cessate. Un'imposizione del pilotaggio obbligatorio sine die, senza una verifica periodica delle esigenze sottostanti, potrebbe essere censurata dal giudice amministrativo per eccesso di potere.

Conseguenze del mancato rispetto dell'obbligo

La violazione dell'obbligo di pilotaggio imposto ai sensi dell'art. 98 espone il comandante dell'unità alle sanzioni previste dal Codice della navigazione per l'inosservanza delle disposizioni dell'autorità, nonché alla responsabilità civile integrale per i danni eventualmente cagionati senza la guida del pilota prescritto. In caso di sinistro occorso in una zona con pilotaggio obbligatorio senza che il comandante si sia avvalso di un pilota, la giurisprudenza tende a valutare con rigore la condotta del comandante, attribuendogli un grado elevato di colpa per la violazione della norma precauzionale specifica.

Casi pratici

Caso 1: Piena eccezionale su un fiume navigabile

A seguito di abbondanti piogge, un fiume navigabile registra una portata eccezionale con correnti molto accelerate e modifiche dei fondali. Il direttore dell'ispettorato compartimentale emette un provvedimento che rende obbligatorio il pilotaggio per tutti i natanti commerciali superiori a 300 tonnellate fino al rientro nella normalità delle condizioni idrografiche; Tizio, comandante di un rimorchiatore, è tenuto a imbarcare un pilota autorizzato prima di risalire il tratto interessato.

Caso 2: Lavori di manutenzione di una chiusa

Durante lavori di riparazione di una chiusa fluviale che modificano temporaneamente la sagoma del canale navigabile, il direttore dell'ispettorato rende obbligatorio il pilotaggio per il transito nel tratto interessato. Caio, armatore di una chiatta, deve assumere un pilota locale autorizzato per effettuare il transito, con conseguente addebito della tariffa approvata.

Caso 3: Revoca dell'obbligo al cessare delle esigenze

Sempronio, rappresentante di un'associazione di armatori fluviali, segnala all'ispettorato compartimentale che le condizioni di pericolosità che avevano giustificato il pilotaggio obbligatorio sono cessate da settimane. Il direttore effettua una verifica tecnica e, confermato il ripristino delle normali condizioni, revoca il provvedimento restituendo la facoltà ai comandanti di navigare senza pilota.

Domande frequenti

Chi ha il potere di rendere obbligatorio il pilotaggio nella navigazione interna?

Il direttore dell'ispettorato compartimentale, nell'esercizio dei propri poteri di vigilanza sulla navigazione interna, può con provvedimento motivato rendere temporaneamente obbligatorio il pilotaggio nelle aree dove particolari esigenze lo richiedano.

Il pilotaggio obbligatorio nella navigazione interna può essere permanente?

No: l'art. 98 ne prevede il carattere 'temporaneo', legato alla persistenza delle esigenze che lo giustificano. L'autorità ha il dovere di revocarlo quando le condizioni di emergenza o eccezionalità siano venute meno.

Quali conseguenze subisce il comandante che naviga senza pilota in una zona con pilotaggio obbligatorio?

Il comandante è soggetto alle sanzioni previste dal Codice per l'inosservanza degli ordini dell'autorità e risponde integralmente dei danni causati, senza poter beneficiare della limitazione di responsabilità collegata alla presenza del pilota.

L'obbligo di pilotaggio si applica a tutti i tipi di natanti?

Il provvedimento del direttore dell'ispettorato può limitare l'obbligo a categorie specifiche di natanti (ad es. per stazza o carico) in funzione delle esigenze concrete che lo giustificano.

Qual è la differenza tra l'art. 98 e l'art. 89 del Codice della navigazione?

L'art. 89 disciplina il pilotaggio obbligatorio nel contesto marittimo e attribuisce la competenza all'autorità marittima locale, mentre l'art. 98 riguarda le acque interne e attribuisce la competenza al direttore dell'ispettorato compartimentale.

Vedi anche

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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