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Ultimo aggiornamento: 20 Aprile 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
  • L'AGCOM può imporre obblighi di separazione contabile per specifiche attività di interconnessione o accesso, imponendo all'impresa verticalmente integrata di rendere trasparenti i prezzi all'ingrosso e i prezzi di trasferimento interni.
  • La separazione contabile serve a garantire il rispetto degli obblighi di non discriminazione e a evitare sussidi incrociati abusivi tra le attività wholesale e retail dell'impresa dominante.
  • L'AGCOM può specificare il formato e la metodologia contabile da adottare, standardizzando le modalità di presentazione dei dati.
  • Per verificare la trasparenza e la non discriminazione, l'Autorità può richiedere le scritture contabili, inclusi i dati sui ricavi provenienti da terzi, e pubblicare le informazioni rilevanti per il mercato.

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 82 D.Lgs. 259/2003 — Obbligo di separazione contabile

Codice delle comunicazioni elettroniche (D.Lgs. 1 agosto 2003, n. 259)

1. Ai sensi dell’articolo 79, l’Autorità può imporre obblighi di separazione contabile in relazione a particolari attività nell’ambito dell’interconnessione o dell’accesso…, l’Autorità può obbligare un’impresa verticalmente integrata a rendere trasparenti i propri prezzi all’ingrosso e i prezzi di trasferimento interno, segnatamente per garantire l’osservanza di un obbligo di non discriminazione ai sensi dell’articolo 81 o, se del caso, per evitare sussidi incrociati abusivi. L’Autorità può specificare il formato e la metodologia contabile da usare.

2. Fatto salvo quanto disposto dall’articolo 20, per agevolare la verifica dell’osservanza degli obblighi di trasparenza e di non discriminazione, l’Autorità può richiedere che siano prodotte le scritture contabili, compresi i dati relativi alle entrate provenienti da terzi. L’Autorità può pubblicare informazioni che contribuiscano a un mercato aperto e concorrenziale, in conformità del diritto dell’Unione e nazionale sulla riservatezza commerciale. articolo precedente articolo successivo

Commento

La separazione contabile come strumento di trasparenza interna

La separazione contabile si colloca a metà strada tra il semplice obbligo di trasparenza informativa (art. 80) e la più radicale separazione funzionale (art. 88). Il suo obiettivo è rendere verificabile dall'interno il rispetto degli obblighi di non discriminazione: se un'impresa verticalmente integrata utilizza gli stessi sistemi contabili per le attività wholesale e retail, è impossibile verificare dall'esterno se i prezzi di trasferimento interni — cioè il prezzo al quale la divisione retail «acquista» i servizi dalla divisione wholesale della stessa impresa — siano equivalenti ai prezzi applicati ai concorrenti esterni. La separazione contabile impone di costruire una contabilità separata che renda visibili questi prezzi interni, consentendo il confronto con i prezzi applicati ai terzi.

Il problema dei sussidi incrociati

L'articolo 82 menziona esplicitamente l'obiettivo di evitare «sussidi incrociati abusivi». Questo fenomeno si verifica quando un'impresa verticalmente integrata con potere di mercato nel segmento wholesale utilizza le rendite da tale posizione per sovvenzionare le proprie attività competitive nel mercato retail, offrendo prezzi ai clienti finali che non riflettono i costi reali e che un concorrente privo di quella rendita non potrebbe sostenere. La separazione contabile, rendendo trasparenti i flussi di ricavo e di costo tra le diverse attività dell'impresa, consente all'AGCOM di identificare e contestare questi comportamenti. In assenza di separazione contabile, tali pratiche sarebbero di fatto inattaccabili per mancanza di prove documentali.

I poteri dell'AGCOM nella specificazione della metodologia contabile

Il primo comma conferisce all'AGCOM il potere di specificare «il formato e la metodologia contabile da usare». Si tratta di un potere significativo: la scelta del metodo di ripartizione dei costi comuni tra attività wholesale e retail (full cost attribution, activity-based costing, ecc.) influisce direttamente sui prezzi di trasferimento interni e quindi sulla valutazione della discriminazione. L'Autorità può quindi imporre metodi contabili che rendano più rigorosa la separazione, riducendo i margini di discrezionalità dell'impresa nella ripartizione dei costi. Nella pratica italiana, l'AGCOM ha fatto uso di questo potere attraverso delibere che disciplinano in dettaglio il sistema di contabilità regolatoria degli operatori dominanti.

La pubblicazione delle informazioni e la riservatezza commerciale

Il secondo comma consente all'AGCOM di richiedere le scritture contabili — compresi i dati sui ricavi provenienti da terzi — e di pubblicare informazioni che contribuiscano a un mercato aperto e concorrenziale, nel rispetto del diritto della riservatezza commerciale. Questo bilanciamento tra trasparenza e tutela dei segreti aziendali è delicato: l'Autorità pubblica di norma i dati aggregati o anonimizzati, o quelli che i concorrenti hanno diritto di conoscere per verificare il rispetto degli obblighi, senza divulgare informazioni che potrebbero facilitare condotte anticoncorrenziali di tipo collusivo.

Casi pratici

Caso 1: Imposizione della separazione contabile e rilevamento di sussidio incrociato

L'AGCOM, dopo aver constatato che Alfa S.p.A. pratica prezzi retail particolarmente aggressivi che i concorrenti non riescono a replicare pur acquistando il wholesale agli stessi prezzi, impone la separazione contabile tra le attività di rete di accesso e le attività di servizi retail. L'analisi della contabilità separata rivela che il prezzo di trasferimento interno applicato dalla divisione wholesale alla divisione retail è inferiore del 15% rispetto al prezzo applicato agli operatori alternativi, e che parte di questo divario è giustificato da un utilizzo di asset comuni imputati integralmente all'attività wholesale. L'AGCOM contesta la metodologia di ripartizione dei costi e impone un adeguamento dei prezzi di trasferimento interni.

Caso 2: Specifica della metodologia contabile da parte dell'AGCOM

Nell'ambito del procedimento di analisi di mercato, l'AGCOM adotta una delibera che impone ad Alfa S.p.A. di adottare il metodo activity-based costing per la ripartizione dei costi comuni tra le attività wholesale e retail, in sostituzione del metodo precedente basato sui ricavi che l'Autorità ritiene distorsivo. Alfa contesta la modifica metodologica sostenendo che comporta un aumento significativo dei prezzi di trasferimento interni e quindi dei prezzi wholesale offerti ai concorrenti, riducendo la propria competitività sul mercato retail. L'AGCOM mantiene la propria decisione dopo aver verificato che il metodo imposto riflette più accuratamente l'effettiva struttura dei costi dell'impresa.

Caso 3: Richiesta di scritture contabili per la verifica della non discriminazione

L'operatore alternativo Beta S.r.l. segnala all'AGCOM di sospettare che Alfa S.p.A. applichi condizioni più favorevoli alla propria divisione retail nella fornitura di servizi di accesso attivo. L'Autorità avvia una richiesta di informazioni ai sensi dell'articolo 82, secondo comma, richiedendo ad Alfa le scritture contabili relative ai ricavi provenienti da terzi e i dettagli dei prezzi di trasferimento interni per il periodo in esame. Alfa fornisce la documentazione richiesta; l'analisi conferma la presenza di differenziali di trattamento non giustificati da differenze di costo, e l'AGCOM avvia un procedimento sanzionatorio per violazione degli obblighi di non discriminazione.

Domande frequenti

Qual è la differenza tra separazione contabile e separazione funzionale?

La separazione contabile impone di tenere conti separati per le diverse attività (wholesale e retail), rendendo trasparenti i flussi interni, ma l'impresa rimane un'unica entità organizzativa. La separazione funzionale (art. 88) è molto più invasiva: impone la creazione di un'entità commerciale separata per la gestione delle attività wholesale, con governance autonoma e indipendente dalla società madre.

Perché la metodologia contabile è importante nella separazione contabile?

La metodologia determina come vengono ripartiti i costi comuni tra le attività wholesale e retail. Un metodo favorevole all'impresa può ridurre artificialmente i prezzi di trasferimento interni, mascherando un sussidio incrociato. L'AGCOM può imporre la metodologia ritenuta più accurata per garantire che i prezzi di trasferimento riflettano i costi reali.

Un operatore può opporre il segreto aziendale alla richiesta di scritture contabili?

No. L'AGCOM ha il potere di richiedere le scritture contabili per verificare il rispetto degli obblighi regolamentari e l'operatore è tenuto a fornirle. Le informazioni acquisite sono soggette agli obblighi di riservatezza dell'Autorità, che può pubblicare solo i dati rilevanti per il mercato nel rispetto della disciplina sulla riservatezza commerciale.

Che cos'è un sussidio incrociato abusivo nel settore delle telecomunicazioni?

Si verifica quando un operatore utilizza i proventi della propria posizione dominante nel mercato wholesale (dove non c'è concorrenza effettiva) per finanziare prezzi retail insostenibilmente bassi nel mercato competitivo al dettaglio, espellendo i concorrenti che non dispongono di quella rendita. È considerato abusivo perché distorce la concorrenza sul merito nei mercati a valle.

Vedi anche

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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