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Ultimo aggiornamento: 30 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
  • Il comandante del porto regola e vigila il movimento delle navi nelle acque portuali, in base alle disposizioni del regolamento di esecuzione del Codice della navigazione.
  • Le operazioni sottoposte alla regolazione comprendono entrata e uscita dal porto, movimento, ancoraggi e ormeggi delle navi.
  • La norma include anche la regolazione dell'ammaramento, stazionamento e movimento degli idrovolanti nelle acque portuali, estendendo la competenza al traffico aereo-acquatico.
  • Il potere di regolazione è discrezionale ma vincolato dal regolamento: il comandante del porto opera nell'ambito delle procedure stabilite dalla normativa secondaria.
  • La sicurezza e l'ordine del traffico navale nel porto sono il fine ultimo della norma, che attribuisce al comandante del porto una funzione di controllo del traffico marittimo portuale.

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 62 Codice della Navigazione — Movimento delle navi nel porto

R.D. 30 marzo 1942, n. 327 — Codice della navigazione

Il comandante del porto regola e vigila, secondo le disposizioni del regolamento, l'entrata e l'uscita, il movimento, gli ancoraggi e gli ormeggi delle navi, l'ammaramento, lo stazionamento e il movimento degli idrovolanti nelle acque del porto.

Commento

Funzione e ratio della norma

L'articolo 62 del Codice della navigazione inaugura il Capo dedicato all'attività amministrativa e di polizia nei porti, attribuendo al comandante del porto il potere di regolare e vigilare il movimento delle navi nelle acque portuali. La disposizione risponde a un'esigenza fondamentale della vita portuale: il porto è uno spazio chiuso e intensamente utilizzato, dove la coesistenza di navi di dimensioni e velocità diverse, in entrata, in uscita e in manovra, richiede un coordinamento centrale che eviti collisioni, incagli e interferenze con le operazioni di carico e scarico. Il comandante del porto — oggi identificabile nel comandante della Capitaneria di porto — svolge in questo contesto un ruolo analogo a quello del controllore del traffico aereo in un aeroporto: assegna le posizioni, coordina le manovre e garantisce la sicurezza di tutte le operazioni.

L'ambito di applicazione: le acque del porto

Il potere del comandante del porto si esercita nelle acque del porto, un ambito delimitato dai confini della circoscrizione portuale stabiliti dagli atti amministrativi competenti. All'interno di questo spazio, la norma copre un'ampia gamma di operazioni: l'entrata e l'uscita dal porto, con il controllo dei flussi di traffico in ingresso e in uscita; il movimento, comprensivo delle manovre di spostamento all'interno delle acque portuali; gli ancoraggi, con l'assegnazione delle aree di sosta delle navi alla fonda; e gli ormeggi, con l'allocazione dei posti barca lungo le banchine e i pontili. La varietà delle operazioni contemplate riflette la complessità del traffico portuale e la necessità di una gestione centralizzata e coordinata.

La regolazione degli idrovolanti

L'articolo 62 estende la competenza del comandante del porto anche all'ammaramento, allo stazionamento e al movimento degli idrovolanti nelle acque del porto. Questa previsione, che potrebbe apparire anacronistica agli occhi contemporanei, riflette la realtà operativa del 1942, quando gli idrovolanti erano mezzi di trasporto diffusi e i porti costituivano spesso i terminal di partenza e arrivo del traffico aereo civile e militare. L'inclusione nella norma di queste operazioni testimonial la visione integrata del Codice del 1942, che non distingueva nettamente tra navigazione marittima e navigazione aerea quando questa avveniva in contesti portuali. Il riferimento agli idrovolanti ha oggi una portata applicativa limitata, ma mantiene la sua validità normativa per le operazioni di questo tipo ancora praticate.

Il ruolo del regolamento

La norma fa espresso rinvio alle «disposizioni del regolamento» per le modalità di esercizio dei poteri del comandante del porto. Il regolamento per l'esecuzione del Codice della navigazione (D.P.R. 328/1952) e la normativa secondaria successiva disciplinano nel dettaglio le procedure per le manovre di entrata e uscita, le regole di precedenza tra navi, le modalità di assegnazione degli ormeggi e le procedure da seguire in caso di emergenza. Il rinvio al regolamento garantisce la flessibilità necessaria ad adattare le procedure alle specificità di ciascun porto, pur mantenendo un quadro normativo primario uniforme.

Profili pratici: obblighi dell'armatore e del comandante della nave

Dal punto di vista operativo, il comandante della nave deve attenersi alle istruzioni impartite dal comandante del porto per tutte le operazioni di entrata, uscita e manovra nelle acque portuali. La violazione di tali istruzioni costituisce una violazione delle norme del Codice della navigazione e può comportare responsabilità disciplinari e risarcitorie in caso di danni. Il comandante del porto, dal canto suo, esercita i propri poteri in modo da garantire l'efficienza del traffico portuale e la sicurezza di tutte le navi presenti, tenendo conto delle condizioni meteo-marine, della profondità dei fondali e delle caratteristiche dimensionali delle navi interessate.

Casi pratici

Caso 1: Tizio, comandante di una nave da carico, riceve istruzioni per l'ormeggio

Tizio comanda una nave da carico in arrivo nel porto e riceve via VHF le istruzioni del comandante del porto per la manovra di attracco: il comandante del porto gli assegna il posto di ormeggio sulla banchina est e gli comunica le modalità di avvicinamento in accordo con le disposizioni del regolamento portuale. Tizio è tenuto a rispettare le istruzioni ricevute e a coordinare la manovra con il pilota di porto eventualmente imbarcato a bordo.

Caso 2: Caio contesta l'assegnazione del posto di ormeggio da parte del comandante del porto

Caio, armatore di un rimorchiatore, ritiene che il posto di ormeggio assegnatogli dal comandante del porto sia scomodo e chieda di essere spostato in una posizione migliore. Il comandante del porto, esercitando il potere discrezionale attribuitogli dall'art. 62, nega il trasferimento adducendo le esigenze di ottimizzazione del traffico portuale; Caio non può opporre un diritto all'ormeggio in una posizione specifica, ma solo in una posizione sicura e conforme alle norme di sicurezza.

Caso 3: Sempronio gestisce il movimento di un idrovolante nelle acque del porto

Sempronio, pilota di un idrovolante che opera un servizio turistico, deve ammarare nelle acque del porto per imbarcare i passeggeri. In conformità all'art. 62, che estende la competenza del comandante del porto anche agli idrovolanti, Sempronio richiede preventivamente l'autorizzazione all'ammaramento e riceve le istruzioni per la manovra di atterraggio sull'acqua in sicurezza, coordinate con il traffico navale presente.

Domande frequenti

Chi regola il traffico delle navi all'interno del porto?

Il comandante del porto, ai sensi dell'articolo 62 del Codice della navigazione, che regola e vigila entrata, uscita, movimento, ancoraggi e ormeggi delle navi nelle acque portuali, secondo le disposizioni del regolamento.

Il comandante della nave è obbligato a seguire le istruzioni del comandante del porto?

Sì. Le istruzioni impartite dal comandante del porto per le manovre nelle acque portuali sono vincolanti. La loro violazione può comportare responsabilità disciplinari e risarcitorie in caso di incidenti.

L'art. 62 si applica anche agli idrovolanti?

Sì. La norma include espressamente l'ammaramento, lo stazionamento e il movimento degli idrovolanti nelle acque del porto tra le operazioni soggette alla regolazione del comandante del porto.

In base a quale normativa il comandante del porto esercita i propri poteri?

Secondo le disposizioni del regolamento per l'esecuzione del Codice della navigazione (D.P.R. 328/1952) e la normativa secondaria portuale applicabile. La legge primaria (art. 62) stabilisce il potere, il regolamento ne disciplina le modalità operative.

Il comandante del porto può rifiutare l'accesso a una nave?

Sì, nell'esercizio del potere di regolazione attribuitogli dall'art. 62, il comandante del porto può regolare i flussi di entrata e, per ragioni di sicurezza o di ordine portuale, disporre l'attesa o il divieto temporaneo di ingresso per determinate navi.

Vedi anche

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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