Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 43 DPR 495/1992 – Deviazioni di itinerario

Decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495 – Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada

1. Si ha una deviazione di itinerario quando tutto il traffico o parte di esso viene trasferito su una sede diversa (itinerario deviato) dall'itinerario normale. Le deviazioni possono essere obbligatorie (deviazione vera e propria) oppure facoltative (itinerario raccomandato). Qualsiasi deviazione può essere decisa ed autorizzata dall'ente proprietario o concessionario della strada interrotta. Qualora l'itinerario deviato coinvolga altri enti proprietari o concessionari occorrono l'accordo e l'intesa preventivi di tutti gli enti interessati.

2. La segnaletica di indicazione necessaria è la seguente: a) PREAVVISO DI DEVIAZIONE (fig. II.405) da porre a 100 m sulla viabilità ordinaria e da porre a 300 m ed a 150 m sulle autostrade e sulle strade extraurbane principali (fig. II.406); b) SEGNALI DI DIREZIONE da porre in corrispondenza delle intersezioni (figg. II.407/a e II.407/b); c) in caso di limitazioni di sagoma o di massa sull'itinerario normale, devono essere installati, alla intersezione che precede il cantiere, PREAVVISI DI DEVIAZIONE sui quali sono inseriti i simboli relativi alle limitazioni, per segnalare l'itinerario deviato (fig. II.408); d) una deviazione obbligatoria solo per una o più particolari categorie di veicoli deve essere segnalata col segnale di DIREZIONE OBBLIGATORIA integrato dal o dai simboli delle categorie veicolari escluse (figg. II.409/a, II.409/b); e) una deviazione facoltativa solo per una o più particolari categorie di veicoli deve essere segnalata col segnale di DIREZIONE CONSIGLIATA integrato dal o dai simboli delle categorie veicolari escluse (figg. II.410/a, II.410/b).

3. Sulle strade a carreggiate separate con due o più corsie per senso di marcia vanno impiegati i seguenti segnali di indicazione per la disponibilità e l'uso delle corsie: a) il segnale CORSIA O CORSIE CHIUSE (figg. II.411/a, II.411/b, II.411/c, II.411/d) deve essere impiegato quando, su una carreggiata a due o più corsie, si riduce il numero di quelle disponibili nel senso di marcia. La chiusura di due o più corsie deve essere sfalsata nello spazio in modo da operare la chiusura di una corsia per volta. La rappresentazione grafica del simbolo varia secondo la situazione stradale ed il numero di corsie interessate. Il segnale può essere preceduto dal preavviso, costituito dallo stesso segnale corredato da un pannello integrativo indicante la distanza dal punto in cui è localizzata la chiusura; b) il segnale CARREGGIATA CHIUSA (figg. II.412/a, II.413/az, II. 413/b) deve essere impiegato quando su una strada a carreggiate sepa- rate, una di esse viene chiusa al traffico; c) il segnale RIENTRO IN CARREGGIATA (figg. II.412/b, II.413/c) deve essere impiegato per indicare il ripristino delle condizioni viabili normali; d) il segnale USO CORSIE può essere impiegato per indicare l'utilizzo delle corsie disponibili per le diverse categorie di veicoli (fig. II.414).

4. La segnaletica di prescrizione necessaria è la seguente: a) segnali DARE PRECEDENZA oppure FERMARSI E DARE PRECEDENZA (secondo le condizioni di visibilità) a tutte le intersezioni del percorso deviato, qualora la strada interrotta goda del diritto di precedenza; b) segnali DIVIETO DI TRANSITO, DIREZIONE OBBLIGATORIA, barriere direzionali nel numero necessario; c) segnalamento del possibile accesso ai residenti lungo la strada interrotta, ma in modo da escludere dubbi od esitazioni per il traffico a transito vietato.

In sintesi

  • Una deviazione di itinerario si verifica quando il traffico (tutto o in parte) viene trasferito su una sede alternativa rispetto al percorso normale, per lavori, eventi o emergenze.
  • Le deviazioni si distinguono in obbligatorie (deviazione vera e propria, percorso imposto) e facoltative (itinerario raccomandato, percorso alternativo suggerito).
  • L'autorizzazione spetta all'ente proprietario o concessionario della strada interrotta; se l'itinerario deviato tocca più enti, occorre l'accordo preventivo di tutti.
  • La segnaletica obbligatoria include preavvisi di deviazione (100 m sulle strade ordinarie, 300 m e 150 m sulle autostrade), segnali di direzione alle intersezioni e, in caso di limitazioni di sagoma o massa, simboli integrativi sui preavvisi.
  • Sulle strade a carreggiate separate con più corsie si usano segnali specifici per la chiusura di corsia o carreggiata e per il rientro in carreggiata, con chiusura sfalsata corsia per corsia.
  • La segnaletica di prescrizione prevede segnali di precedenza o stop alle intersezioni del percorso deviato, divieti di transito e barriere direzionali, con accesso garantito ai residenti della strada interrotta.
Indice dei contenuti

Che cos'è una deviazione di itinerario e perché viene disposta

L'art. 43 del DPR 495/1992 disciplina le deviazioni di itinerario, ovvero le situazioni in cui il traffico ordinario deve abbandonare temporaneamente il percorso normale per seguire una sede alternativa. Le cause più frequenti sono i cantieri stradali, gli eventi eccezionali (frane, alluvioni, ponti danneggiati), le manifestazioni pubbliche e le emergenze di sicurezza.

La norma distingue due tipologie fondamentali: la deviazione obbligatoria, nella quale il transito sull'itinerario normale è precluso e tutti i veicoli - o le categorie indicate - devono seguire il percorso alternativo; e l'itinerario raccomandato (deviazione facoltativa), nel quale il percorso alternativo è solo consigliato e il conducente può ancora scegliere. La distinzione è rilevante sia sul piano organizzativo sia su quello sanzionatorio: il mancato rispetto di una deviazione obbligatoria integra una violazione delle prescrizioni del segnale verticale.

Chi autorizza la deviazione e come si coordina tra enti diversi

Il potere di istituire una deviazione compete all'ente proprietario o concessionario della strada interrotta: per le strade comunali sarà il Comune, per le provinciali la Provincia, per le statali ANAS, per le autostrade il concessionario autostradale. Quando l'itinerario deviato si sviluppa su strade appartenenti a enti diversi - situazione frequente quando una strada nazionale viene deviata su strade comunali - il comma 1 richiede l'accordo e l'intesa preventivi di tutti gli enti coinvolti. Questo requisito, spesso trascurato nella prassi, è essenziale: senza l'assenso dell'ente proprietario dell'itinerario alternativo, la deviazione è priva di base giuridica e l'ente che la impone ne risponde civilmente in caso di danni derivanti dall'uso anomalo della strada alternativa.

La segnaletica di indicazione: preavvisi, direzioni e simboli categoriali

Il comma 2 elenca in modo tassativo la segnaletica di indicazione necessaria per guidare i conducenti lungo l'itinerario deviato:

  • Il preavviso di deviazione (fig. II.405) deve essere posizionato a 100 m dall'intersezione di deviazione sulle strade ordinarie, mentre sulle autostrade e sulle strade extraurbane principali sono previsti due preavvisi rispettivamente a 300 m e a 150 m (fig. II.406), per consentire ai conducenti a velocità più elevata il tempo di reazione necessario.
  • I segnali di direzione (figg. II.407/a e II.407/b) vanno collocati in corrispondenza di ogni intersezione del percorso deviato, così da guidare il conducente passo dopo passo lungo l'itinerario alternativo.
  • Quando l'itinerario normale è percorribile ma con limitazioni di sagoma o di massa (per es. un ponte con portata ridotta), l'intersezione precedente il cantiere deve recare un preavviso di deviazione con i simboli delle limitazioni (fig. II.408), in modo che i veicoli che non possono transitare vengano incanalati in anticipo.
  • Se la deviazione è obbligatoria solo per determinate categorie di veicoli (es. solo per i mezzi pesanti superiori a una certa massa), il segnale di direzione obbligatoria deve essere integrato dal simbolo delle categorie escluse dall'itinerario normale (figg. II.409/a e II.409/b). Analogamente, una deviazione facoltativa per categorie specifiche si segnala con il segnale di direzione consigliata con il simbolo delle categorie (figg. II.410/a e II.410/b).

Gestione delle corsie e delle carreggiate su strade a doppia carreggiata

Il comma 3 riguarda le strade a carreggiate separate con due o più corsie per senso di marcia (autostrade, tangenziali, superstrade): su questi assi il traffico è elevato e la chiusura parziale va gestita con segnaletica specifica per evitare code improvvise e incidenti:

  • Il segnale «Corsia o corsie chiuse» (figg. II.411/a-d) indica la riduzione del numero di corsie disponibili in un senso di marcia. La norma impone che la chiusura di più corsie avvenga in modo sfalsato nello spazio, chiudendo una corsia alla volta, per consentire ai conducenti di adattarsi progressivamente alla minor capacità stradale.
  • Il segnale «Carreggiata chiusa» (figg. II.412/a, II.413/a-b) si usa quando un'intera carreggiata - cioè l'insieme delle corsie di uno dei due sensi di marcia - viene chiusa al transito.
  • Il segnale «Rientro in carreggiata» (figg. II.412/b, II.413/c) segnala il termine del restringimento e il ripristino delle condizioni viabili normali.
  • Il segnale «Uso corsie» (fig. II.414) può essere impiegato per indicare quali corsie sono destinate a specifiche categorie di veicoli (autocarri, autobus, veicoli lenti), ottimizzando il flusso residuo durante i lavori.

La segnaletica di prescrizione lungo il percorso deviato

Il comma 4 completa il quadro con la segnaletica di prescrizione, che ha carattere imperativo (la violazione è sanzionata dal Codice della Strada). Sulla via deviata si incontrano spesso strade secondarie prive di diritto di precedenza rispetto al percorso interrotto; se questo godeva di priorità, il percorso alternativo deve essere attrezzato con segnali di «Dare precedenza» o «Fermarsi e dare precedenza» a tutte le intersezioni, scelti in base alle condizioni di visibilità.

Ulteriori prescrizioni riguardano: i segnali di divieto di transito sull'itinerario normale per i veicoli non autorizzati; i segnali di direzione obbligatoria e le barriere direzionali, che fisicamente impediscono l'errato percorso; infine, il segnalamento che consente l'accesso ai residenti della strada interrotta, garantendo al contempo che il traffico a transito vietato non sia indotto in errore. Questo ultimo aspetto richiede particolare cura progettuale: la segnaletica deve essere chiara e non ambigua, per evitare che chi ha diritto di accedere alla zona chiusa si confonda con il traffico che deve deviare.

Implicazioni pratiche per i conducenti

Per il conducente comune, l'art. 43 si traduce in un sistema coerente di cartelli che deve seguire. Quando si incontra il pannello di preavviso di deviazione, il conducente deve già prepararsi alla manovra: ridurre la velocità, inserirsi nella corsia corretta e seguire i segnali di direzione posizionati alle intersezioni successive. In autostrada, la presenza dei doppi preavvisi (300 m e 150 m) consente di mettere la freccia e spostarsi in sicurezza senza frenate brusche.

Un errore frequente è confondere la deviazione facoltativa con quella obbligatoria: il segnale di direzione consigliata lascia libertà di scelta, mentre quello di direzione obbligatoria impone il percorso. Ignorare un segnale di deviazione obbligatoria e continuare lungo la strada interrotta espone il conducente alle sanzioni previste dal Codice della Strada per il mancato rispetto dei segnali verticali.

Casi pratici

Caso 1:

Caso 2:

Caso 3:

Domande frequenti

Chi decide e autorizza una deviazione di itinerario?

L'ente proprietario o concessionario della strada interrotta. Se il percorso deviato tocca strade di altri enti (es. una strada statale deviata su strade comunali), occorre l'accordo preventivo di tutti gli enti coinvolti, ai sensi dell'art. 43, comma 1, del DPR 495/1992.

Qual è la differenza tra deviazione obbligatoria e itinerario raccomandato?

La deviazione obbligatoria impone il percorso alternativo a tutti i veicoli (o alle categorie indicate): l'itinerario normale è chiuso o vietato. L'itinerario raccomandato è solo un suggerimento: il conducente può liberamente scegliere se seguirlo o restare sull'itinerario normale.

A che distanza va posto il preavviso di deviazione?

Sulle strade ordinarie a 100 m dall'intersezione di deviazione. Sulle autostrade e sulle strade extraurbane principali sono previsti due preavvisi: uno a 300 m e uno a 150 m, per consentire ai conducenti che viaggiano a velocità più alta di prepararsi in tempo.

Come si chiude in sicurezza una corsia su una strada a doppia carreggiata?

Il segnale 'Corsia o corsie chiuse' (fig. II.411) indica la riduzione disponibile. Se si devono chiudere più corsie, la chiusura deve avvenire in modo sfalsato nello spazio - una corsia per volta - per non bloccare bruscamente il flusso. La chiusura dell'intera carreggiata richiede il segnale 'Carreggiata chiusa'.

Chi percorre il tragitto deviato deve cedere la precedenza agli incroci?

Dipende dai segnali installati. L'art. 43, comma 4, prescrive che, se la strada interrotta godeva del diritto di precedenza, lungo il percorso deviato devono essere installati segnali di 'Dare precedenza' o 'Stop' a tutte le intersezioni. Il conducente sul percorso deviato deve sempre rispettare questi segnali, anche se la sua strada appare più ampia.

A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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