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Ultimo aggiornamento: 30 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
  • Iniziativa del capo del compartimento: quando necessario o opportuno, il capo del compartimento marittimo può promuovere la delimitazione di determinate zone del demanio marittimo, invitando pubbliche amministrazioni e privati interessati a presentare deduzioni e ad assistere alle operazioni.
  • Risoluzione in via amministrativa: le contestazioni sorte nel corso della delimitazione sono risolte dal direttore marittimo, di concerto con l'intendente di finanza, con provvedimento definitivo in sede amministrativa di primo grado.
  • Accordo delle parti: se tutte le parti si accordano, il provvedimento del direttore marittimo dà atto nel verbale dell'accordo intervenuto, che acquista efficacia vincolante.
  • Controllo ministeriale: in caso di contestazione, il provvedimento è trasmesso al Ministro per la marina mercantile, che entro sessanta giorni può annullarlo con decreto notificato agli interessati; in caso di annullamento, la decisione spetta al ministro di concerto con quello per le finanze.
  • Tutela giurisdizionale: nelle controversie davanti all'autorità giurisdizionale, la tutela dei beni demaniali spetta esclusivamente al Ministro per le finanze.

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 32 Codice della Navigazione — Delimitazione di zone del demanio marittimo

R.D. 30 marzo 1942, n. 327 — Codice della navigazione

Il capo del compartimento, quando sia necessario o se comunque ritenga opportuno promuovere la delimitazione di determinate zone del demanio marittimo, invita, nei modi stabiliti dal regolamento, le pubbliche amministrazioni e i privati che possono avervi interesse a presentare le loro deduzioni e ad assistere alle relative operazioni. Le contestazioni che sorgono nel corso della delimitazione sono risolte in via amministrativa dal direttore marittimo, di concerto con l'intendente di finanza, con provvedimento definitivo. In caso di accordo di tutte le parti interessate il provvedimento del direttore marittimo dà atto nel relativo processo verbale dell'accordo intervenuto. Negli altri casi il provvedimento deve essere comunicato, con i relativi documenti, al Ministro per la marina mercantile, il quale entro sessanta giorni dalla ricezione può annullarlo con suo decreto, da notificarsi, entro i dieci giorni successivi, agli interessati per tramite del direttore marittimo. In caso di annullamento, la risoluzione in via amministrativa della contestazione spetta al Ministro per la marina mercantile, di concerto con quello per le finanze. Nelle controversie innanzi alle autorità giurisdizionali, la tutela dei beni demaniali spetta esclusivamente al Ministro per le finanze .

Commento

Ratio e struttura del procedimento di delimitazione

L'articolo 32 del Codice della navigazione disciplina il procedimento amministrativo per la delimitazione di specifiche zone del demanio marittimo, introducendo un meccanismo partecipativo e decisionale che si colloca tra la norma generale dell'articolo 31 (limiti del demanio nelle zone di transizione) e la disciplina dei titoli concessori. La delimitazione di zone demaniali è un'operazione di accertamento che può essere promossa d'ufficio dal capo del compartimento marittimo — figura apicale a livello compartimentale nell'organizzazione marittima — sia quando sia necessaria per ragioni giuridiche o pratiche, sia quando egli lo ritenga opportuno in via discrezionale. La norma si distingue dall'articolo 31 perché riguarda non i 'limiti' generali del demanio nelle zone di transizione, ma la delimitazione di zone specifiche, eventualmente all'interno di aree già riconosciute come demanio marittimo.

La fase partecipativa: deduzioni e assistenza alle operazioni

Il procedimento prevede innanzitutto una fase partecipativa: il capo del compartimento invita, nei modi stabiliti dal regolamento, le pubbliche amministrazioni e i privati che possono avere interesse nella delimitazione a presentare le proprie deduzioni e ad assistere alle relative operazioni. Questa previsione anticipa di molti decenni i principi di partecipazione procedimentale che la L. 241/1990 avrebbe poi generalizzato per l'intero diritto amministrativo. La ratio è evidentemente quella di raccogliere tutte le informazioni rilevanti (titoli di proprietà privata, usi consolidati, esigenze delle pubbliche amministrazioni confinanti) prima che il procedimento si concluda, riducendo il rischio di contestazioni successive e garantendo la correttezza dell'accertamento. I privati 'che possono avervi interesse' sono tipicamente i proprietari di fondi confinanti con le aree demaniali, i titolari di concessioni, e chiunque vanti un diritto reale o personale sull'area in questione.

Le contestazioni e il ruolo del direttore marittimo

Quando nel corso delle operazioni di delimitazione sorgono contestazioni — tipicamente tra l'amministrazione marittima e un privato o un ente che rivendicano la proprietà di una zona, oppure tra due diverse autorità pubbliche — la norma prevede che esse siano risolte in via amministrativa dal direttore marittimo, di concerto con l'intendente di finanza. Si tratta di un provvedimento qualificato come 'definitivo' nel testo, ma la definitività va intesa in senso tecnico-amministrativo: chiude il procedimento in prima sede senza possibilità di ricorso gerarchico all'interno del procedimento di delimitazione, ma non esclude il successivo controllo ministeriale. La partecipazione dell'intendente di finanza (oggi Agenzia del Demanio, nella sua articolazione territoriale) riflette il duplice interesse statale nella delimitazione: quello marittimo-navigatorio e quello patrimoniale-finanziario.

Accordo delle parti e verbale

La norma prevede una fattispecie speciale: se tutte le parti interessate raggiungono un accordo, il provvedimento del direttore marittimo si limita a dare atto di tale accordo nel verbale delle operazioni. Questa previsione ha un valore conciliativo importante: consente alle parti di risolvere consensualmente la delimitazione, con il provvedimento amministrativo che funge da strumento di formalizzazione e pubblicità dell'accordo. L'accordo raggiunto nel procedimento vincola le parti e produce effetti nella sfera dei loro diritti, pur rimanendo un atto procedimentale che si inserisce nel provvedimento finale del direttore marittimo.

Il controllo ministeriale: potere di annullamento e rimessione

In assenza di accordo, il provvedimento del direttore marittimo — insieme ai relativi documenti — viene comunicato al Ministro per la marina mercantile, che ha sessanta giorni dalla ricezione per annullarlo con proprio decreto. Il decreto di annullamento deve essere notificato agli interessati entro i dieci giorni successivi all'adozione. Si tratta di un controllo di legittimità o di merito (la norma non ne specifica la natura) esercitato d'ufficio dal ministro, che può intervenire autonomamente senza aspettare ricorsi delle parti. In caso di annullamento, la risoluzione della contestazione passa direttamente al ministro per la marina mercantile, che decide di concerto con il ministro per le finanze: si crea così un secondo livello decisionale ministeriale, che garantisce la definitività della determinazione sui limiti del demanio marittimo.

Tutela giurisdizionale e ruolo del Ministro per le finanze

L'ultima parte dell'articolo introduce una norma di grande rilevanza processuale: nelle controversie davanti alle autorità giurisdizionali (civili o amministrative) relative ai beni demaniali, la tutela spetta esclusivamente al Ministro per le finanze. Questa disposizione riflette il principio per cui lo Stato, in quanto proprietario dei beni demaniali, deve essere rappresentato in giudizio dall'amministrazione responsabile del patrimonio statale, che nel sistema originario del codice era il Ministero delle finanze (oggi, nelle sue articolazioni: Ministero dell'economia e delle finanze, Agenzia del Demanio). L'amministrazione marittima — che pure gestisce e vigila il demanio — non ha autonoma legittimazione a tutelare il bene demaniale in giudizio: l'azione spetta al Ministro per le finanze, con un'impostazione che distingue nettamente tra gestione/vigilanza (marittima) e tutela patrimoniale in senso stretto (finanziaria).

Casi pratici

Caso 1: Tizio contesta i confini della spiaggia demaniale nel corso delle operazioni di delimitazione

Tizio, proprietario di un fondo confinante con una spiaggia, partecipa alle operazioni di delimitazione promosse dal capo del compartimento e presenta le proprie deduzioni, sostenendo che parte della zona indicata come demaniale ricade sulla sua proprietà privata; il direttore marittimo, di concerto con l'intendente di finanza, esamina la documentazione catastale e i titoli di Tizio e adotta il provvedimento di delimitazione, che Tizio potrà eventualmente impugnare davanti al giudice amministrativo.

Caso 2: Caio raggiunge un accordo nel procedimento di delimitazione

Caio e l'amministrazione marittima, nel corso di un procedimento di delimitazione di una zona demaniale portuale, raggiungono un accordo sulla linea di confine tra la darsena demaniale e un'area privata adiacente; il direttore marittimo dà atto dell'accordo nel verbale delle operazioni, che viene formalizzato nel provvedimento finale e produce effetti vincolanti per entrambe le parti.

Caso 3: Sempronio impugna in giudizio la qualificazione demaniale di un'area

Sempronio ha già esaurito i rimedi amministrativi e vuole agire in giudizio per contestare la qualificazione come demanio marittimo di un'area costiera; l'azione giudiziaria a tutela del bene demaniale spetta in via esclusiva al Ministro per le finanze, sicché Sempronio dovrà convenire in giudizio l'amministrazione finanziaria dello Stato, non la Capitaneria di porto o l'amministrazione marittima.

Domande frequenti

Chi può promuovere la delimitazione di zone del demanio marittimo?

Il capo del compartimento marittimo, quando lo ritiene necessario o opportuno; invita le pubbliche amministrazioni e i privati interessati a presentare deduzioni e ad assistere alle operazioni.

Come si risolvono le contestazioni nel corso della delimitazione?

Il direttore marittimo, di concerto con l'intendente di finanza, adotta un provvedimento definitivo in sede amministrativa; se non vi è accordo tra le parti, il provvedimento è trasmesso al ministro per eventuali annullamento o decisione.

Il ministro può annullare il provvedimento del direttore marittimo?

Sì: entro sessanta giorni dalla ricezione del provvedimento, il Ministro per la marina mercantile può annullarlo con proprio decreto, notificato agli interessati entro dieci giorni; in tal caso la decisione spetta al ministro di concerto con quello per le finanze.

Chi tutela i beni demaniali marittimi nelle controversie giudiziarie?

La tutela nelle controversie davanti all'autorità giurisdizionale spetta esclusivamente al Ministro per le finanze (oggi Ministero dell'economia e delle finanze/Agenzia del Demanio), non all'amministrazione marittima.

L'accordo raggiunto tra le parti nel procedimento di delimitazione è vincolante?

Sì: se tutte le parti si accordano, il direttore marittimo ne dà atto nel verbale delle operazioni e nel provvedimento finale, che ha efficacia vincolante per tutti i soggetti coinvolti.

Vedi anche

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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