Testo dell'articoloVigente
Art. 318 DPR 495/1992 – Rilascio del certificato di idoneità alla guida di filoveicoli
Decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495 – Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada
1. Il direttore dell'Ufficio Speciale Trasporti Impianti Fissi (USTIF) della Direzione generale della M.C.T.C. rilascia, ai candidati che hanno superato gli esami, un certificato di idoneità alle funzioni di guidatore di filoveicoli, conforme al modello approvato dal Ministro dei trasporti e della navigazione, che è valido solo se accompagnato dalla patente di guida per autoveicoli e dall'eventuale certificato di abilitazione professionale, secondo quanto prescritto dall'articolo 118, commi 1 e 2, del codice. I certificati di idoneità rilasciati in base alla normativa precedentemente in vigore conservano la loro validità.
2. Il certificato di idoneità abilita a condurre filoveicoli presso le aziende di trasporto pubblico sulle quali resta ferma la competenza degli USTIF di cui all' articolo 12 della legge 1 dicembre 1986, n. 870.
In sintesi
Indice dei contenuti
I filoveicoli e il loro regime giuridico nel sistema dei trasporti pubblici
L'articolo 318 del DPR 495/1992 disciplina una figura specialistica e relativamente poco nota nel panorama della mobilità italiana: il certificato di idoneità alla guida dei filoveicoli. I filoveicoli (o «filobus») sono autobus a trazione elettrica alimentati da cavi aerei, privi di motore termico, che circolano su strada ma seguono percorsi determinati dalla presenza del doppio filo di alimentazione. Per molti anni diffusi nelle grandi città italiane, sono stati progressivamente dismessi nella seconda metà del Novecento, ma negli ultimi decenni stanno conoscendo una significativa rinascita nell'ambito delle politiche di mobilità sostenibile: città come Bologna, Modena, Lecce e vari altri centri hanno reintrodotto o potenziato le proprie reti filoviarie.
Il regime giuridico del filobus è peculiare: si tratta di un veicolo stradale - circola sulla carreggiata come un autobus ordinario - ma è anche un impianto fisso, perché la sua operatività dipende dall'infrastruttura di alimentazione elettrica aerea (le cosiddette «linee di contatto»). Questa duplice natura spiega perché la competenza sull'abilitazione dei guidatori sia affidata a un ufficio specifico del Ministero, l'USTIF, che sovrintende proprio agli impianti fissi di trasporto.
L'USTIF e le sue competenze
Il rilascio del certificato di idoneità è affidato al direttore dell'Ufficio Speciale Trasporti Impianti Fissi (USTIF) della Direzione Generale della MCTC (Motorizzazione Civile e dei Trasporti in Concessione, ora riorganizzata nell'ambito del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti). L'USTIF è l'organo che esercita le funzioni di vigilanza tecnica e di sicurezza sugli impianti di trasporto a fune, sui sistemi metropolitani, sulle linee tranviarie e, appunto, sulle reti filoviarie. La sua competenza è definita dall'art. 12 della legge 1 dicembre 1986, n. 870 (legge di riordinamento del settore dei trasporti).
La scelta di affidare all'USTIF - e non alla Motorizzazione ordinaria - il rilascio del certificato di idoneità per i conducenti di filobus riflette la specificità tecnica di questi mezzi: il guidatore di un filobus deve non solo saper guidare un veicolo pesante, ma anche comprendere il funzionamento del sistema di alimentazione elettrica aerea, saper gestire le procedure in caso di de-perticazione (distacco accidentale delle aste di captazione dai fili di alimentazione), e conoscere le procedure di sicurezza specifiche degli impianti fissi.
Il certificato come titolo aggiuntivo alla patente ordinaria
Il comma 1 specifica che il certificato di idoneità è valido solo se accompagnato dalla patente di guida per autoveicoli e dall'eventuale certificato di abilitazione professionale (CAP), secondo quanto previsto dall'art. 118, commi 1 e 2, del Codice della Strada. Questo sistema a titoli cumulativi riflette la natura del filobus: è comunque un veicolo stradale, e il suo conducente deve possedere le abilitazioni di base previste per la guida di veicoli pesanti destinati al trasporto di persone.
In pratica, un aspirante guidatore di filobus deve percorrere il seguente iter: conseguire la patente di guida per autoveicoli (e in particolare le categorie rilevanti per i veicoli pesanti), ottenere il certificato di abilitazione professionale per la guida di veicoli adibiti al trasporto di persone se richiesto dalla normativa in vigore, e solo in aggiunta a questi titoli superare gli esami USTIF e ottenere il certificato di idoneità specifico per i filoveicoli. La compresenza di tutti i titoli è condizione di validità dell'abilitazione a condurre filobus: l'uno senza gli altri non è sufficiente.
Il perimetro dell'abilitazione: aziende di trasporto pubblico e competenza USTIF
Il comma 2 delimita il campo di applicazione del certificato: esso abilita il guidatore a condurre filoveicoli presso le aziende di trasporto pubblico sulle quali resta ferma la competenza degli USTIF ai sensi dell'art. 12 della legge 870/1986. Questa formulazione circoscrive l'abilitazione ai contesti di trasporto pubblico regolamentato, escludendo implicitamente gli usi privatistici o diversi dal servizio di linea pubblico - che in realtà non si configurano per i filobus, strutturalmente legati all'infrastruttura di una rete viaria specifica.
La permanenza della competenza degli USTIF anche nella fase di esercizio (non solo di rilascio del certificato) significa che l'ufficio mantiene un ruolo di vigilanza continuativa sulle aziende filoviarie: verifica periodica dei requisiti dei conducenti, controllo delle condizioni di sicurezza degli impianti, ispezioni tecniche. Il certificato di idoneità non è un titolo «una volta per sempre», ma si inserisce in un sistema di sorveglianza continua che l'USTIF esercita sul settore.
La continuità dei certificati precedenti
Il comma 1, in fine, prevede che i certificati di idoneità rilasciati in base alla normativa precedentemente in vigore conservino la propria validità. Questa clausola di salvaguardia è di grande importanza pratica: assicura che i guidatori di filobus già in servizio all'entrata in vigore del DPR 495/1992 non debbano ripetere gli esami né rinnovare il titolo. Si tratta di una previsione standard nelle normative di settore, che tutela le situazioni giuridiche consolidate ed evita oneri burocratici irragionevoli per i soggetti già abilitati secondo le regole vigenti al momento del conseguimento del titolo.
Attualità della norma: la rinascita del filobus nella mobilità sostenibile
L'art. 318, che potrebbe sembrare una norma di nicchia, acquista rinnovata rilevanza nel contesto attuale della transizione energetica nel trasporto pubblico locale. Con la spinta verso la riduzione delle emissioni nel trasporto urbano, i filoveicoli - a emissioni zero in fase di esercizio e compatibili con le infrastrutture esistenti - stanno tornando protagonisti nei piani di mobilità di molte città. Le nuove generazioni di filobus ibridi, capaci di circolare anche fuori dalla rete di alimentazione con batterie di bordo, ampliano ulteriormente le possibilità di impiego di questi mezzi. In questo scenario, la figura del guidatore di filobus abilitato dall'USTIF è destinata a tornare di maggiore attualità rispetto ai decenni di dismissione delle reti filoviarie.
Casi pratici
Caso 1:
Caso 2:
Caso 3:
Domande frequenti
Cosa è il certificato di idoneità alla guida di filoveicoli e chi lo rilascia?
È un titolo abilitativo specifico per la guida dei filobus (autobus a trazione elettrica con alimentazione da fili aerei). È rilasciato dal direttore dell'USTIF (Ufficio Speciale Trasporti Impianti Fissi) ai candidati che superano gli esami previsti.
Un autista di autobus con patente D può guidare un filobus?
No, non automaticamente. La patente di guida per autoveicoli è una condizione necessaria ma non sufficiente. Occorre anche il certificato di idoneità rilasciato dall'USTIF, che attesta la specifica preparazione tecnica per la conduzione di veicoli alimentati da impianti fissi elettrici aerei.
Chi possedeva il certificato prima del DPR 495/1992 deve rifarlo?
No. L'art. 318, comma 1, prevede espressamente che i certificati rilasciati in base alla normativa precedente conservino la propria validità. Non è necessario ripetere gli esami né ottenere un nuovo titolo.
Qual è la differenza tra la patente, il CAP e il certificato USTIF per i filobus?
Sono tre titoli distinti e cumulativi: la patente di guida autorizza la guida del veicolo stradale; il CAP (certificato di abilitazione professionale) abilita al trasporto professionale di persone; il certificato USTIF attesta la specifica idoneità alla conduzione di filoveicoli con alimentazione da impianti fissi. Tutti e tre devono essere presenti e validi contemporaneamente.
Dove si svolgono gli esami per ottenere il certificato USTIF per filobus?
Gli esami si svolgono presso gli uffici USTIF del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Le aziende di trasporto pubblico che gestiscono reti filoviarie organizzano di norma percorsi formativi interni che preparano i candidati agli esami USTIF.