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Ultimo aggiornamento: 30 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
  • Se non è possibile rifornirsi ai sensi dell'articolo 300, il comandante deve ridurre le razioni di viveri in misura adeguata.
  • La riduzione riguarda sia l'equipaggio sia i passeggeri, senza distinzione tra le due categorie.
  • Il criterio è la proporzionalità rispetto alle normali previsioni di rifornimento: la riduzione deve essere calibrata sulla durata attesa dell'emergenza.
  • La norma costituisce un obbligo del comandante, non una facoltà: la decisione non è rimessa alla sua discrezionalità assoluta ma deve seguire criteri di ragionevolezza.

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 301 Codice della Navigazione — Riduzione delle razioni di viveri

R.D. 30 marzo 1942, n. 327 — Codice della navigazione

Se alla deficienza delle provviste alimentari di bordo non è possibile sopperire a norma dell'articolo precedente, il comandante deve ridurre in misura adeguata le razioni di viveri dovute all'equipaggio e ai passeggeri, in rapporto alle normali previsioni di un possibile rifornimento.

Commento

Collocazione sistematica e rapporto con l'articolo 300

L'articolo 301 del Codice della navigazione si pone come disposizione subordinata e consequenziale rispetto all'articolo 300, che disciplina la gestione ordinaria delle situazioni di mancanza di provviste. Mentre l'articolo 300 contempla i rimedi attivi — richiedere rifornimenti alle navi incontrate, approdare nel porto più vicino, utilizzare le merci del carico — l'articolo 301 si occupa della misura interna di razionamento che il comandante deve adottare quando nessuno di quei rimedi sia praticabile. Si tratta di una disciplina di secondo livello, applicabile solo quando la deficienza alimentare non sia altrimenti risolvibile, che attribuisce al comandante il potere-dovere di gestire la scarsità razionando equamente le provviste disponibili.

Il presupposto applicativo: impossibilità di sopperire alla deficienza

La norma si attiva solo quando risulti impossibile sopperire alla deficienza delle provviste alimentari nei modi previsti dall'articolo 300. Il comandante non può procedere immediatamente alla riduzione delle razioni senza prima avere esaurito i rimedi previsti dall'articolo precedente: deve cercare di rifornirsi, deve valutare la possibilità di deviare verso un porto, deve — in extremis — considerare l'utilizzo delle merci del carico per le esigenze alimentari dell'equipaggio. Solo quando tutti questi strumenti siano stati tentati senza successo o siano oggettivamente inapplicabili alla situazione concreta, scatta l'obbligo di riduzione delle razioni.

La riduzione delle razioni: criteri di adeguatezza e proporzionalità

La riduzione deve essere 'in misura adeguata', in rapporto alle 'normali previsioni di un possibile rifornimento'. Il criterio è essenzialmente temporale e probabilistico: il comandante deve stimare il tempo atteso prima che sia possibile ottenere un rifornimento e calibrare la riduzione in modo da garantire la sopravvivenza di tutti i soggetti a bordo fino a quel momento. Non si tratta quindi di una riduzione arbitraria né minimale: deve essere una misura concreta, sufficientemente significativa da consentire alle provviste disponibili di coprire il periodo di emergenza previsto, ma non tanto severa da mettere in pericolo la salute dell'equipaggio e dei passeggeri nel breve termine. La valutazione richiede competenze di gestione delle riserve alimentari che il comandante deve possedere o acquisire in tempo reale con il supporto dell'ufficiale di cambusa o del medico di bordo.

L'eguaglianza tra equipaggio e passeggeri

La norma non distingue tra equipaggio e passeggeri: la riduzione si applica a entrambe le categorie. Questo principio di parità ha una valenza sia pratica che simbolica: in un'emergenza alimentare, il comandante non può privilegiare l'equipaggio — che è alle sue dipendenze — a scapito dei passeggeri che sono parte debole della spedizione. La parità di trattamento riflette l'obbligo di cura che il comandante ha nei confronti di tutti i soggetti a bordo, senza distinzione di status. In caso di situazioni eccezionali — presenza di malati, neonati, anziani che richiedono un regime alimentare minimo — il comandante potrà modulare la riduzione per garantire le esigenze minime di tali categorie vulnerabili, in applicazione dei principi generali di tutela della persona.

Responsabilità del comandante e natura dell'obbligo

L'articolo 301 pone in capo al comandante un obbligo, non una facoltà: il termine 'deve' è inequivoco. Il comandante che non provvede al razionamento quando le condizioni lo impongono risponde del deterioramento della situazione: se la mancata riduzione porta all'esaurimento anticipato delle provviste con conseguente danno alla salute di persone a bordo, egli ne risponde civilmente e, in ipotesi di dolo o colpa grave, anche penalmente. D'altro canto, il comandante che dispone una riduzione ingiustificata o eccessiva, senza che ricorrano i presupposti dell'impossibilità di rifornimento, è inadempiente agli obblighi di cura verso i passeggeri previsti dal contratto di trasporto e dalla normativa speciale.

Casi pratici

Caso 1: Razionamento dopo avaria ai motori in oceano aperto

Un cargo comandato da Tizio subisce un'avaria grave ai motori in Oceano Pacifico, a dieci giorni dal porto più vicino: non avendo potuto rifornirsi da navi incontrate e non essendo possibile deviare, il comandante dispone una riduzione del 30% delle razioni giornaliere di cibo e acqua per equipaggio e passeggeri, calibrata sulla previsione di soccorso entro cinque giorni segnalata dal coordinamento SAR.

Caso 2: Riduzione delle razioni su veliero in traversata atlantica

Un veliero con a bordo Caio e Sempronio come passeggeri viene fermato per dieci giorni da una bonaccia eccezionale che prolunga oltre il previsto la traversata atlantica: il comandante Tizio, verificata l'impossibilità di rifornirsi a distanza, riduce le razioni alimentari di equipaggio e passeggeri in misura proporzionale ai giorni attesi prima dell'approdo alle Azzorre.

Caso 3: Rifiuto ingiustificato di riduzione delle razioni

Il comandante Sempronio, di fronte a provviste ridotte all'osso per un errore di approvvigionamento, rifiuta di ridurre le razioni dell'equipaggio per non creare malcontento a bordo, a scapito dei passeggeri Tizio e Caio: la mancanza di razionamento porta all'esaurimento anticipato del cibo e il comandante risponde del danno subito dai passeggeri per inadempimento dell'obbligo ex articolo 301.

Domande frequenti

Il comandante può razionare i viveri prima di avere esaurito i rimedi dell'articolo 300?

No: la riduzione delle razioni è un rimedio sussidiario, applicabile solo quando risulti impossibile procurarsi provviste tramite navi vicine, deviazione in porto o utilizzo delle merci del carico.

La riduzione delle razioni vale anche per i passeggeri?

Sì: l'articolo 301 non distingue tra equipaggio e passeggeri; entrambi sono soggetti alla riduzione in misura adeguata e proporzionale.

Come deve calcolare il comandante la misura del razionamento?

Deve stimare il tempo previsto prima del prossimo rifornimento e calibrare la riduzione in modo che le provviste disponibili coprano quel periodo, garantendo la sopravvivenza di tutti a bordo.

Il passeggero può rifiutarsi di accettare il razionamento?

No: la riduzione è un atto d'autorità del comandante nell'esercizio dei poteri attribuiti dalla legge; il passeggero non può pretendere la razione completa durante un'emergenza alimentare documentata.

Il comandante risponde se la riduzione delle razioni risulta eccessiva?

Sì: se la riduzione è sproporzionata rispetto alle effettive necessità e causa danni alla salute dei soggetti a bordo, il comandante risponde civilmente per inadempimento degli obblighi di cura.

Vedi anche

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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