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Ultimo aggiornamento: 30 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
  • La navigazione nei corsi e negli specchi d'acqua che attraversano o sono vicini ai centri abitati è soggetta anche alle norme dei regolamenti comunali.
  • I regolamenti comunali devono essere approvati dal ministro per le comunicazioni, di concerto con il ministro per gli interni, per assumere efficacia.
  • Il sistema di doppia approvazione ministeriale garantisce la coerenza delle norme locali con la disciplina statale della navigazione e con le esigenze di ordine pubblico.
  • Si configura un concorso di fonti normative: oltre al Codice della navigazione e ai decreti ministeriali, si aggiunge il regolamento comunale approvato.
  • La disposizione si applica specificamente alle acque interne prossime a centri abitati, riconoscendo le particolari esigenze di sicurezza e di convivenza urbana in tali contesti.

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 231 Codice della Navigazione — Regolamenti comunali

R.D. 30 marzo 1942, n. 327 — Codice della navigazione

La navigazione nei corsi e negli specchi d'acqua, che attraversano centri abitati o sono nelle vicinanze dei medesimi, è sottoposta anche alla osservanza delle norme stabilite da regolamenti comunali, approvati dal ministro per le comunicazioni, di concerto con quello per gli interni. DELLA PROPRIETÀ E DELL'ARMAMENTO DELLA NAVE DELLA COSTRUZIONE DELLA NAVE

Commento

Ratio della norma e inquadramento sistematico

L'articolo 231 del Codice della navigazione introduce un elemento di pluralismo normativo nella disciplina della navigazione interna: accanto alle norme statali del codice e ai decreti ministeriali, riconosce la competenza dei comuni a dettare regole aggiuntive per la navigazione che si svolge su acque interne in prossimità di centri abitati. La ratio è evidente: la navigazione in ambiente urbano o periurbano presenta esigenze specifiche che difficilmente possono essere gestite da una normativa statale uniforme. Le acque interne che attraversano o costeggiamo città e paesi sono spesso oggetto di usi molteplici e sovrapposti — navigazione commerciale, trasporto passeggeri, attività ricreative, pesca — e possono interferire con la sicurezza dei residenti, il decoro urbano, l'inquinamento acustico e ambientale. Il comune, quale ente esponenziale della comunità locale, è il soggetto istituzionalmente più idoneo a regolare queste specificità.

Il regime di approvazione ministeriale: fondamento e scopo

Il comma unico dell'articolo 231 subordina l'efficacia dei regolamenti comunali a una doppia approvazione ministeriale: del ministro per le comunicazioni (competente in materia di navigazione) e del ministro per gli interni (competente in materia di ordine pubblico e sicurezza). Questo meccanismo riflette la tradizionale logica del diritto amministrativo italiano, in cui gli atti degli enti locali in materie di rilievo statale erano soggetti a controllo preventivo di legittimità e merito da parte dell'amministrazione centrale. L'approvazione ministeriale ha la funzione di: verificare la conformità del regolamento comunale alle norme di rango superiore (codice della navigazione, decreti ministeriali sulle caratteristiche tecniche e sulle tariffe); evitare che regolamentazioni locali troppo restrittive o incoerenti compromettano la continuità e la sicurezza della navigazione; garantire il coordinamento tra la disciplina della navigazione e quella dell'ordine pubblico in ambito urbano.

Ambito di applicazione: acque in prossimità di centri abitati

La norma delimita il proprio ambito territoriale con un criterio topografico: si applica ai corsi e specchi d'acqua che attraversano centri abitati o ne sono nelle vicinanze. Il riferimento ai 'centri abitati' non ha un significato tecnico-urbanistico rigido, ma indica genericamente le aree con presenza stabile di popolazione e infrastrutture. La prossimità al centro abitato è il presupposto che giustifica l'intervento regolamentare comunale: in assenza di tale prossimità, la navigazione ricade esclusivamente nella disciplina statale, senza margini per regolamentazioni locali. Dal punto di vista pratico, l'articolo 231 può trovare applicazione per laghi interni, tratti fluviali urbani (si pensi ai grandi fiumi che attraversano città come Torino, Pavia, Piacenza, Ferrara), canali navigabili nei centri storici e simili.

Il concorso tra fonti normative e la prevalenza della disciplina statale

L'articolo 231 costruisce un sistema di integrazione normativa in cui il regolamento comunale si aggiunge — non si sostituisce — alla disciplina statale. Il termine 'anche' indica chiaramente che le norme comunali operano in aggiunta a quelle del codice e dei decreti ministeriali, non in deroga. Questo significa che il regolamento comunale può imporre prescrizioni più restrittive (ad esempio, limitazioni di velocità, orari di navigazione, divieti in alcune zone) ma non può autorizzare ciò che la normativa statale vieta, né derogare ai requisiti tecnici e tariffari fissati dal ministro. La gerarchia delle fonti rimane intatta: in caso di conflitto, prevale la norma statale.

Profili pratici e attualità

Con il decentramento amministrativo e le riforme del Titolo V della Costituzione (L. cost. 3/2001), le competenze in materia di trasporto e navigazione interna sono state parzialmente attribuite alle regioni, con riflessi anche sui poteri comunali. In ogni caso, il principio di cui all'articolo 231 — la legittimità di una regolamentazione locale della navigazione in area urbana, subordinata all'approvazione delle autorità competenti — rimane valido come espressione del principio di sussidiarietà verticale. Sul piano pratico, i regolamenti comunali in materia di navigazione lacustre e fluviale in area urbana continuano ad essere adottati, disciplinando aspetti quali la navigazione a motore, le zone riservate alla balneazione, i limiti di potenza dei motori, la segnaletica e i pontili di ormeggio temporaneo.

Casi pratici

Caso 1: Regolamento comunale sul lago non approvato: inapplicabilità

Il comune rivierasco di Tizio approva un regolamento che vieta la navigazione a motore nelle ore notturne sul lago. Senza la prescritta approvazione ministeriale, il regolamento non è efficace e gli operatori lacustri non sono tenuti a rispettarlo: un'ordinanza di questo tipo può essere impugnata davanti al TAR per vizio di legittimità.

Caso 2: Regolamento comunale più restrittivo della norma statale

Il comune in cui scorre il fiume frequentato da battelli turistici approva, con regola correttamente autorizzata dai ministeri, una limitazione della velocità massima di navigazione nel tratto urbano inferiore a quella prevista dal decreto ministeriale generale. Caio, armatore di un battello, deve rispettare il limite comunale più basso: la normativa locale integrativa è pienamente vincolante.

Caso 3: Conflitto tra regolamento comunale e norma statale

Sempronio, gestore di un servizio di trasporto fluviale, si trova di fronte a un regolamento comunale che, pur approvato, dispone orari di navigazione incompatibili con le modalità di servizio stabilite dal ministro ai sensi dell'articolo 226. In caso di conflitto, prevale la norma statale: il regolamento comunale può integrare ma non derogare alle disposizioni del Codice della navigazione.

Domande frequenti

Possono i comuni disciplinare la navigazione sulle acque interne?

Sì, ai sensi dell'articolo 231 del Codice della navigazione i comuni possono adottare regolamenti per la navigazione sui corsi e specchi d'acqua in prossimità dei centri abitati, a condizione che tali regolamenti siano approvati dal ministro per le comunicazioni di concerto con quello per gli interni.

Il regolamento comunale è autonomo rispetto alla disciplina statale della navigazione?

No: il regolamento comunale si aggiunge alla normativa statale senza sostituirla. Non può derogare al Codice della navigazione né ai decreti ministeriali, ma solo integrare la disciplina con prescrizioni più specifiche per il contesto locale.

Cosa succede se un comune adotta un regolamento di navigazione senza la prescritta approvazione ministeriale?

Il regolamento privo di approvazione ministeriale è inefficace e non obbligatorio per i naviganti; può essere impugnato davanti al giudice amministrativo per vizio di legittimità.

A quali corpi idrici si applica l'articolo 231?

Si applica a corsi d'acqua e specchi d'acqua che attraversano centri abitati o sono nelle loro vicinanze, includendo quindi tratti fluviali urbani, laghi in area abitata e canali navigabili in contesti urbani.

Il concerto con il ministro per gli interni serve a garantire cosa?

Serve a coordinare la regolamentazione locale della navigazione con le esigenze di ordine pubblico e sicurezza in ambito urbano, garantendo che le norme comunali non contrastino con la gestione statale dell'ordine pubblico.

Vedi anche

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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