Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 210 D.Lgs. 259/2003 – Prevenzione ed eliminazione dei disturbi alle radiotrasmissioni ed alle radioricezioni

Codice delle comunicazioni elettroniche (D.Lgs. 1 agosto 2003, n. 259)

1. Salvo quanto previsto dal decreto legislativo 12 novembre 1996, n. 615 e dal decreto legislativo 9 maggio 2001, n. 269, è vietato immettere in commercio o importare nel territorio nazionale, a scopo di commercio, usare od esercitare, a qualsiasi titolo, apparati od impianti elettrici o linee di trasmissione di energia elettrica non rispondenti alle norme stabilite per la prevenzione e per la eliminazione dei disturbi alle radiotrasmissioni ed alle radioricezioni.

2. L’immissione in commercio e l’importazione a scopo di commercio dei materiali indicati nel comma 1 sono subordinate al rilascio di una certificazione, di un contrassegno, di una attestazione di rispondenza ovvero alla presentazione di una dichiarazione di rispondenza.

3. Con decreto del Ministro, di concerto con il Ministro delle attività produttive, è effettuata la designazione degli organismi o dei soggetti che rilasciano i contrassegni o gli attestati di rispondenza previsti dal comma 2.

In sintesi

  • È vietato immettere in commercio, importare, usare o esercitare apparati od impianti elettrici non rispondenti alle norme per la prevenzione e l'eliminazione dei disturbi alle radiotrasmissioni, salvo quanto previsto dai decreti legislativi n. 615/1996 e n. 269/2001.
  • L'immissione in commercio e l'importazione dei materiali potenzialmente interferenti è subordinata al rilascio di certificazione, contrassegno, attestazione o dichiarazione di rispondenza.
  • Il Ministero, di concerto con il Ministero delle attività produttive, designa gli organismi abilitati al rilascio dei contrassegni e attestati di rispondenza.
  • La norma tutela la qualità dello spettro radioelettrico contro le interferenze generate da apparati non conformi agli standard di compatibilità elettromagnetica.
Indice dei contenuti

La protezione dello spettro dalle interferenze involontarie

L'articolo 210 disciplina la prevenzione dei disturbi alle radiotrasmissioni causati da apparati elettrici e linee di trasmissione che non rispettano le norme di compatibilità elettromagnetica (EMC). Si tratta di uno dei profili più importanti della gestione dello spettro radioelettrico nella vita quotidiana: qualsiasi dispositivo elettrico - da un elettrodomestico a un motore industriale a un alimentatore switching - può generare emissioni elettromagnetiche non intenzionali che interferiscono con le comunicazioni radio. La norma costruisce un sistema di prevenzione che agisce sulle fasi di immissione in commercio e di importazione, prima ancora che i dispositivi vengano utilizzati.

Il divieto e le sue eccezioni

Il comma 1 pone un divieto generale: non è consentito immettere in commercio, importare a scopo di commercio, usare o esercitare apparati ed impianti elettrici o linee di trasmissione di energia non rispondenti alle norme EMC. Il divieto non riguarda solo i produttori e importatori, ma anche i semplici utilizzatori: anche l'uso o l'esercizio di apparati non conformi è vietato. Il rinvio al decreto legislativo n. 615/1996 (che ha attuato la direttiva europea sulla compatibilità elettromagnetica, ora sostituita da norme più recenti) e al decreto legislativo n. 269/2001 individua i testi normativi che definiscono le norme EMC di riferimento, creando un collegamento tra la disciplina delle comunicazioni elettroniche e quella della sicurezza dei prodotti elettrici.

La certificazione di conformità

Il comma 2 introduce l'obbligo di certificazione per l'immissione in commercio e l'importazione: i materiali potenzialmente interferenti devono essere accompagnati da una certificazione, un contrassegno, un'attestazione di rispondenza o una dichiarazione di rispondenza. Questo sistema di attestazione di conformità è il pilastro del sistema di prevenzione: consente all'autorità e al mercato di identificare i prodotti conformi agli standard EMC e di escludere quelli non conformi. La varietà delle forme di attestazione riflette la diversità dei sistemi di certificazione applicabili in funzione del tipo di prodotto.

La designazione degli organismi di certificazione

Il comma 3 attribuisce al Ministero, di concerto con il Ministero delle attività produttive, il potere di designare gli organismi e i soggetti abilitati al rilascio dei contrassegni e degli attestati di rispondenza. Questa competenza è fondamentale per garantire l'affidabilità del sistema di certificazione: non tutti possono emettere attestazioni di conformità EMC, ma solo organismi specificamente autorizzati che rispondono a requisiti di competenza tecnica, indipendenza e affidabilità. La designazione ministeriale è la garanzia che i certificatori siano qualificati.

Il raccordo con la normativa europea sulla compatibilità elettromagnetica

La norma si inserisce nel più ampio quadro della normativa europea sulla compatibilità elettromagnetica, che nel tempo ha subito significativi aggiornamenti (la Direttiva EMC 2014/30/UE ha sostituito le precedenti). I decreti legislativi richiamati dal comma 1 sono stati a loro volta aggiornati per recepire le direttive europee più recenti. Il sistema della marcatura CE per la conformità EMC dei prodotti elettrici è il principale strumento di attuazione pratica di questo sistema normativo.

Casi pratici

Caso 1: Importatore che commercializza apparati senza certificazione EMC

Beta Import S.r.l. importa dalla Cina un lotto di alimentatori switching per computer privi di attestazione di conformità EMC. I prodotti vengono immessi in commercio senza la documentazione richiesta dall'articolo 210, comma 2. Il Ministero, a seguito di verifiche di mercato, accerta la non conformità e ordina il ritiro dal mercato dei prodotti. Beta è sanzionata ai sensi dell'articolo 212 per aver violato il divieto del comma 1. I prodotti vengono confiscati e Beta deve sostenere i costi del ritiro.

Caso 2: Industria che utilizza macchinari che causano interferenze radio

Alfa Industrie S.p.A. utilizza un vecchio macchinario elettrico in una zona industriale adiacente a un aeroporto. Le emissioni del macchinario causano interferenze alle frequenze VHF delle comunicazioni aeronautiche. Il Ministero verifica che il macchinario non risponde alle norme di cui all'articolo 210 e diffida Alfa a sostituirlo o a dotarlo di idonei filtri di soppressione EMC. Alfa adegua il macchinario e ottiene la nuova attestazione di rispondenza, eliminando le interferenze alle comunicazioni aeronautiche.

Caso 3: Designazione di un organismo certificatore da parte del Ministero

Gamma Labs S.r.l., laboratorio specializzato in prove EMC, intende ottenere la designazione per il rilascio di attestazioni di rispondenza ai sensi dell'articolo 210, comma 3. Presenta domanda al Ministero allegando la documentazione sulla propria competenza tecnica, sull'accreditamento Accredia e sulla propria indipendenza dai produttori. Il Ministero, di concerto con il Ministero delle attività produttive, valuta la domanda e designa Gamma Labs come organismo abilitato, pubblicando la designazione nella Gazzetta Ufficiale. Da quel momento, Gamma Labs è autorizzata a rilasciare contrassegni e attestazioni di rispondenza EMC validi ai sensi dell'articolo 210.

Domande frequenti

Il divieto dell'articolo 210 riguarda solo i produttori o anche i semplici utilizzatori di apparati non conformi?

Il divieto riguarda anche gli utilizzatori. Il comma 1 vieta non solo l'immissione in commercio e l'importazione, ma anche l'uso e l'esercizio di apparati e impianti non rispondenti alle norme EMC. Chiunque utilizzi dispositivi non conformi agli standard di compatibilità elettromagnetica viola il divieto dell'articolo 210.

Quali forme di certificazione sono accettate ai sensi dell'articolo 210?

Il comma 2 prevede quattro forme di attestazione: certificazione, contrassegno, attestazione di rispondenza o dichiarazione di rispondenza. La varietà delle forme riflette i diversi sistemi di certificazione EMC applicabili, inclusa la marcatura CE per i prodotti soggetti alla Direttiva EMC europea e i sistemi nazionali di attestazione per i prodotti non coperti dalla normativa europea.

Chi può rilasciare le attestazioni di conformità EMC ai sensi dell'articolo 210?

Solo gli organismi e i soggetti designati dal Ministero ai sensi del comma 3. La designazione ministeriale garantisce che i certificatori abbiano le competenze tecniche, l'indipendenza e l'affidabilità necessarie per emettere attestazioni valide. Gli organismi accreditati da Accredia in materia EMC rientrano tipicamente in questa categoria.

Le norme EMC dell'articolo 210 si applicano anche ai prodotti già in uso al momento dell'entrata in vigore delle norme?

Il regime applicabile agli apparati già in uso dipende dalle disposizioni transitorie dei decreti attuativi richiamati dal comma 1. In linea di principio, l'uso e l'esercizio di apparati non conformi è vietato dall'articolo 210; i regimi transitori definiscono i termini entro cui i prodotti esistenti devono essere adeguati o dismessi.

A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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