In sintesi
- Il confinato che tenga buona condotta durante la misura può essere liberato condizionalmente prima del termine stabilito nell'ordinanza di assegnazione.
- Il potere di disporre la liberazione condizionale anticipata è attribuito al Ministro dell'interno, in via discrezionale.
- La liberazione è condizionale: il mancato rispetto delle condizioni eventualmente imposte può comportare la revoca del beneficio e la ripresa dell'esecuzione della misura.
- La disposizione introduce un meccanismo premiale che incentiva il confinato al rispetto delle prescrizioni e alla collaborazione con l'autorità di sorveglianza.
Testo dell'articoloVigente
Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 187 TULPS
R.D. 18 giugno 1931, n. 773 — Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza
Qualora il confinato tenga buona condotta, il Ministro dell'interno può liberarlo condizionalmente, prima del termine stabilito nell'ordinanza di assegnazione.
Stesso numero, altri codici
- Art. 187 D.Lgs. 209/2005 — (Integrazione del documento informativo precontrattuale aggiuntivo)
- Art. 187 Codice Civile: Obbligazioni contratte dai coniugi prima del
- Articolo 187 Codice della Crisi d'Impresa e dell’Insolvenza
- Art. 187 C.d.S.: Guida in stato di alterazione psico-fisica per
- Art. 187 c.p.c.: Provvedimenti del giudice istruttore
- Articolo 187 Codice di Procedura Penale: Oggetto della prova
Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Commento
Ratio e funzione della disposizione
L'art. 187 TULPS introduce un meccanismo di liberazione condizionale anticipata per il confinato di polizia, ispirato alla logica premiale già presente nell'istituto della liberazione condizionale in ambito penale. La disposizione mira a incentivare il confinato a tenere una condotta irreprensibile durante l'esecuzione della misura, attraverso la prospettiva di una riduzione anticipata della sua durata. Il potere di concedere il beneficio è rimesso alla discrezionalità del Ministro dell'interno, il che preserva il controllo politico sulla misura e ne ribadisce la natura amministrativa.
Il presupposto della buona condotta
L'unico presupposto espressamente previsto dalla norma per l'accesso alla liberazione condizionale anticipata è che il confinato tenga buona condotta. Il concetto di buona condotta rimanda all'osservanza delle prescrizioni imposte ai sensi degli artt. 185 e 186 TULPS: rispetto degli orari, adempimento dell'obbligo lavorativo, astensione dal porto di armi, presentazione periodica all'autorità, assenza di violazioni dei divieti di frequentazione. La valutazione della buona condotta è rimessa all'autorità di sorveglianza, che trasmette al Ministero i rapporti periodici sull'andamento della misura.
La norma non prevede un termine minimo di esecuzione del confino dopo il quale la liberazione condizionale può essere concessa: in teoria, il Ministro potrebbe disporre la liberazione anche in una fase molto iniziale della misura, purché il presupposto della buona condotta sia soddisfatto. In pratica, si trattava di un beneficio concesso solo dopo un periodo significativo di osservanza delle prescrizioni.
La discrezionalità ministeriale
Il verbo «può» utilizzato dalla norma è significativo: il Ministro dell'interno non è obbligato a concedere la liberazione condizionale anche in presenza di buona condotta, ma dispone di una facoltà discrezionale. Tale discrezionalità è ampia e non soggetta a sindacato: il Ministro può tenere conto di ragioni di ordine pubblico, di valutazioni sulla pericolosità residua del soggetto, o di considerazioni di opportunità politica, senza che il confinato possa rivendicare un diritto soggettivo alla liberazione anticipata. Nel sistema del 1931, l'assenza di controllo giurisdizionale su tale discrezionalità era coerente con la natura amministrativa dell'intera misura del confino.
La natura condizionale della liberazione
La liberazione è condizionale, non definitiva: il beneficio non estingue la misura del confino, ma ne sospende l'esecuzione a condizione che il liberato continui a tenere una condotta adeguata. In caso di violazione delle condizioni eventualmente imposte, il Ministro poteva revocare il beneficio e riprendere l'esecuzione del confino per la parte residua. La condizionalità della liberazione mantiene quindi il soggetto in uno stato di soggezione nei confronti dell'autorità anche dopo l'allontanamento dal luogo di confino.
Confronto con la liberazione condizionale penale e le misure attuali
L'istituto dell'art. 187 TULPS richiama per analogia la liberazione condizionale prevista in materia penale per i condannati a pena detentiva, anch'essa fondata sulla buona condotta e anch'essa revocabile. La differenza fondamentale è che nella liberazione condizionale penale il potere decisorio appartiene al Tribunale di sorveglianza — organo giurisdizionale indipendente — mentre nell'art. 187 TULPS appartiene al Ministro dell'interno, organo politico. Nel sistema attuale delle misure di prevenzione (D.Lgs. 159/2011), la revoca e la modifica delle misure applicate sono di competenza del Tribunale che le ha disposte, con le garanzie proprie del procedimento giurisdizionale.
Casi pratici
Caso 1: Richiesta di liberazione condizionale per buona condotta
Tizio, confinato per tre anni in un comune della Sardegna, trascorre i primi diciotto mesi osservando scrupolosamente tutte le prescrizioni imposte: si presenta all'autorità nei giorni stabiliti, svolge regolarmente il lavoro assegnatogli, rispetta gli orari di rientro e non incappa in alcuna contestazione. L'autorità di sorveglianza locale redige un rapporto positivo sulla condotta di Tizio e lo trasmette al Ministero dell'interno. Il Ministro, valutata la relazione favorevole, dispone la liberazione condizionale anticipata di Tizio, che può fare rientro al proprio domicilio prima della scadenza del confino.
Caso 2: Diniego della liberazione condizionale nonostante la buona condotta
Caia, confinata in un comune del Mezzogiorno, ha tenuto una condotta formalmente irreprensibile per tutto il primo anno di confino. Il suo difensore presenta istanza al Ministero dell'interno chiedendo la liberazione condizionale anticipata. Il Ministro, pur prendendo atto della relazione favorevole dell'autorità di sorveglianza, esercita la propria discrezionalità e rigetta l'istanza, ritenendo che le ragioni di ordine pubblico che avevano determinato il confino di Caia persistessero e che il periodo di esecuzione trascorso non fosse ancora sufficiente a garantire la cessazione della sua pericolosità.
Caso 3: Revoca della liberazione condizionale per violazione delle condizioni
Sempronio, liberato condizionalmente dopo un anno e mezzo di buona condotta in confino, torna al proprio domicilio ma, nel periodo successivo alla liberazione, viene segnalato per aver ripreso contatti con ambienti ritenuti pericolosi per l'ordine pubblico, violando le condizioni imposte dal Ministero in sede di liberazione condizionale. L'autorità di polizia trasmette rapporto al Ministero, che dispone la revoca della liberazione condizionale di Sempronio, il quale deve riprendere l'esecuzione del confino per la parte residua non ancora scontata.
Domande frequenti
Chi decide la liberazione condizionale anticipata del confinato?
Il Ministro dell'interno, in via discrezionale. Non si tratta di un diritto del confinato, ma di una facoltà ministeriale esercitabile quando il confinato abbia tenuto buona condotta durante l'esecuzione della misura.
Quando può essere concessa la liberazione condizionale anticipata?
In qualsiasi momento, se il confinato ha tenuto buona condotta. La norma non prevede un termine minimo di esecuzione della misura prima che il beneficio possa essere concesso: la valutazione è rimessa alla discrezionalità ministeriale.
La buona condotta obbliga il Ministro a concedere la liberazione anticipata?
No. Il verbo 'può' dell'art. 187 attribuisce al Ministro una facoltà discrezionale, non un obbligo. Anche in presenza di buona condotta, il Ministro può negare il beneficio per ragioni di ordine pubblico o di opportunità.
La liberazione condizionale estingue la misura del confino?
No. È una liberazione condizionale: il beneficio può essere revocato se il liberato non rispetta le condizioni imposte, con ripresa dell'esecuzione del confino per la parte residua.
Come viene valutata la 'buona condotta' del confinato?
Attraverso i rapporti periodici redatti dall'autorità di pubblica sicurezza preposta alla sorveglianza nel luogo di confino. La valutazione tiene conto dell'osservanza delle prescrizioni di cui agli artt. 185 e 186 TULPS: orari, lavoro, presentazioni all'autorità, assenza di violazioni.
Vedi anche