← Torna a TULPS — Pubblica Sicurezza (R.D. 773/1931)
Ultimo aggiornamento: 30 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
  • L'art. 172 TULPS elenca una serie di divieti comportamentali che la Commissione impone a tutti gli ammoniti, indipendentemente dalla categoria di appartenenza.
  • È vietato frequentare persone pregiudicate o sospette, in funzione di prevenzione delle recidive e del contagio criminale.
  • L'ammonito deve rispettare orari di rientro e di uscita fissati nell'ordinanza: non può rientrare la sera oltre una certa ora né uscire la mattina prima di un'altra ora.
  • È vietato portare armi in qualsiasi forma, rafforzando le limitazioni già previste dalla normativa sulle armi.
  • Sono vietate le frequentazioni abituali di osterie, bettole e case di prostituzione, nonché la partecipazione a pubbliche riunioni.

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 172 TULPS

R.D. 18 giugno 1931, n. 773 — Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza

La Commissione prescrive, inoltre, all'ammonito, di non associarsi a persone pregiudicate o sospette, di non rincasare la sera più tardi e di non uscire la mattina più presto di una data ora, di non portare armi, di non trattenersi abitualmente nelle osterie, bettole o in case di prostituzione e di non partecipare a pubbliche riunioni.

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Commento

Funzione e struttura della norma

L'art. 172 TULPS completa il quadro delle prescrizioni dell'ammonizione delineato dagli artt. 170 e 171. Mentre quelle norme differenziano i contenuti in funzione della categoria soggettiva del destinatario (ozioso, vagabondo, diffamato, pericoloso), l'art. 172 introduce un catalogo di divieti comuni e trasversali applicabili a tutti gli ammoniti. Si tratta di limitazioni che incidono su aspetti fondamentali della vita quotidiana: le relazioni sociali, la libertà di circolazione notturna, il porto di armi, la frequentazione di certi luoghi e la partecipazione alla vita pubblica.

Divieto di frequentare pregiudicati e sospetti

Il primo divieto — non associarsi a persone pregiudicate o sospette — mira a recidere i legami criminali che possono alimentare la pericolosità del soggetto. Sul piano pratico, la nozione di «persona pregiudicata» è relativamente determinata (chi ha subito condanne penali), mentre quella di «persona sospetta» presenta margini di discrezionalità valutativa. In sede applicativa, l'autorità documenta le frequentazioni attraverso osservazioni e segnalazioni, e la violazione del divieto costituisce inosservanza dell'ordinanza ai sensi dell'art. 174.

Limitazioni agli orari di uscita e rientro

L'obbligo di rientrare la sera non più tardi di una determinata ora e di non uscire la mattina prima di un'altra ora costituisce una forma di coprifuoco domestico parziale. Gli orari sono fissati nell'ordinanza della Commissione in modo discrezionale, tenendo conto delle particolarità del caso. Questa prescrizione consente alla polizia locale di verificare facilmente il rispetto dell'obbligo attraverso pattugliamenti o accessi al domicilio dell'ammonito.

Divieto di portare armi

Il divieto di portare armi si sovrappone — e in certa misura rafforza — le limitazioni già previste dalla disciplina generale del TULPS sulle armi (artt. 30 ss.) e dal Codice Penale (art. 699 c.p.). Per l'ammonito, il porto di armi costituisce sia un'autonoma fattispecie di reato (violazione delle norme sulle armi) sia un'inosservanza delle prescrizioni dell'ammonizione, con possibile concorso di fattispecie sanzionatorie.

Divieto di frequentare osterie, bettole e case di prostituzione

Il divieto di frequentare abitualmente osterie, bettole o case di prostituzione riflette la logica paternalistica e moralizzatrice del TULPS, che identifica in certi luoghi di aggregazione popolare un incubatore di comportamenti devianti. Il termine «abitualmente» è rilevante: non la frequentazione occasionale ma quella ripetuta e caratterizzante le abitudini di vita del soggetto. Oggi le «case di prostituzione» sono chiuse per effetto della L. 75/1958 (legge Merlin), quindi questa parte della disposizione ha perso rilievo pratico, mentre il riferimento alle osterie/bettole è da leggere in senso evolutivo come riferibile ai luoghi di aggregazione con frequentazione prevalente di soggetti criminali.

Divieto di partecipare a pubbliche riunioni

Il divieto di partecipare a pubbliche riunioni è la prescrizione più delicata dal punto di vista costituzionale, investendo direttamente la libertà di riunione garantita dall'art. 17 Cost. La limitazione è giustificata dall'esigenza di prevenire che soggetti pericolosi possano strumentalizzare le riunioni pubbliche per fini illeciti o per turbarne il regolare svolgimento. Tuttavia, la genericità del divieto — che non distingue tra riunioni politiche, manifestazioni sindacali, assemblee condominiali — ha fatto sorgere perplessità sulla sua compatibilità con i principi costituzionali, specie se applicato a soggetti ammoniti per ragioni di pericolosità politica (comma 2 dell'art. 170).

Casi pratici

Caso 1: Violazione del coprifuoco e accertamento

Tizio, ammonito con ordinanza che fissa l'orario di rientro alle ore 22:00, viene notato da una pattuglia della polizia locale alle ore 23:30 mentre passeggia in centro. I controlli confermano che si tratta proprio di Tizio, ancora fuori dalla sua abitazione. L'agente verbalizza l'inosservanza della prescrizione oraria e trasmette gli atti alla Procura della Repubblica. Tizio viene denunciato ai sensi dell'art. 174 TULPS per violazione delle prescrizioni dell'ammonizione, rischiando l'arresto da tre mesi a un anno.

Caso 2: Frequentazione di pregiudicati

Caia, ammonita con il divieto di associarsi a persone pregiudicate, viene ripetutamente vista in compagnia di Sempronio, già condannato per reati contro il patrimonio. I carabinieri documentano almeno quattro episodi nel giro di due settimane, fotografando gli incontri in un bar della zona. L'autorità di pubblica sicurezza segnala la violazione alla Commissione, che valuta la proposta di aggravamento delle prescrizioni e la trasmissione degli atti alla Procura per l'inosservanza dell'ordinanza di ammonizione.

Caso 3: Porto d'arma e concorso di illeciti

Sempronio, ammonito con il divieto di portare armi, viene fermato a un posto di blocco con un coltello a serramanico nella tasca del giubbotto. Oltre alla violazione del divieto di porto di strumenti atti ad offendere ai sensi dell'art. 4 L. 110/1975, Sempronio ha anche trasgredito la prescrizione contenuta nell'ordinanza di ammonizione. Si apre così un procedimento penale in cui confluiscono la contravvenzione sul porto di strumenti offensivi e l'inosservanza delle prescrizioni ex art. 174 TULPS, con possibile cumulo delle sanzioni.

Domande frequenti

I divieti dell'art. 172 si applicano a tutti gli ammoniti?

Sì, l'art. 172 prevede divieti trasversali validi per tutti gli ammoniti, indipendentemente dalla categoria (ozioso, vagabondo, diffamato, pericoloso). Si aggiungono alle prescrizioni specifiche degli artt. 170 e 171.

Cosa significa 'non frequentare abitualmente' osterie e bettole?

L'avverbio 'abitualmente' implica che non sia sufficiente una frequentazione occasionale per integrare la violazione: occorre una frequentazione ripetuta, sistematica e caratterizzante le abitudini di vita dell'ammonito.

Il divieto di portare armi riguarda anche le armi regolarmente detenute?

Il divieto riguarda il porto, non la semplice detenzione. Tuttavia, in molti casi l'ammonizione può accompagnarsi a un provvedimento di ritiro del porto d'armi eventualmente rilasciato, ai sensi delle norme speciali sulle armi.

Il divieto di partecipare a pubbliche riunioni è compatibile con l'art. 17 della Costituzione?

È una questione dibattuta. La norma limita un diritto costituzionale garantito, ma rientra nelle eccezioni per ragioni di sicurezza pubblica. La sua legittimità dipende da una lettura restrittiva che limiti il divieto alle situazioni di reale pericolosità documentata.

Quali prove sono necessarie per contestare la violazione degli orari di rientro?

È sufficiente la documentazione da parte delle forze dell'ordine della presenza dell'ammonito fuori dalla dimora oltre l'orario prescritto, come un verbale di polizia, fotografie, o dichiarazioni di agenti intervenuti.

Vedi anche

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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