Testo dell'articoloVigente
Art. 138 Codice della Navigazione – Stazzatura nel Regno
R.D. 30 marzo 1942, n. 327 – Codice della navigazione
Salve le eccezioni stabilite da leggi e regolamenti speciali, la stazzatura delle navi marittime è eseguita nel Regno dal Registro italiano navale, quale delegato del ministero per le comunicazioni, a mezzo di ingegneri navali, o di altri periti stazzatori abilitati a norma del regolamento. Per la navigazione interna il Registro italiano navale provvede alla stazzatura delle navi per le quali è obbligatoria la classificazione. Negli altri casi provvedono l'ispettorato compartimentale o gli altri organi stabiliti da leggi e da regolamenti speciali. La stazzatura è eseguita secondo le norme stabilite da leggi e regolamenti speciali. Eseguita la stazzatura, il certificato di stazza è depositato presso l'ufficio del porto d'iscrizione della nave.
In sintesi
Indice dei contenuti
Nozione e funzione della stazza
La stazza è la misura convenzionale della capacità interna di una nave, espressa in unità di volume. Non coincide con il peso della nave né con la sua portata: si tratta di un valore tecnico determinato secondo specifici metodi di misurazione e convenzionalmente indicato in tonnellate di stazza lorda (TSL) o netta (TSN). La stazza svolge una molteplicità di funzioni nell'ordinamento della navigazione: è il principale parametro di individuazione della nave ai sensi dell'art. 137; determina l'obbligo o meno di classificazione; influisce sul calcolo dei diritti portuali e sulla determinazione dell'equipaggio minimo prescritto; è rilevante ai fini della responsabilità limitata dell'armatore e dei limiti di debito in caso di incidenti. L'art. 138 disciplina le modalità di esecuzione della stazzatura all'interno del territorio nazionale (all'epoca, il «Regno»).
Il Registro italiano navale come soggetto delegato
Il Registro italiano navale (oggi noto come Rina S.p.A., o più propriamente Registro Italiano Navale, ente di diritto privato che opera come società di classifica) è l'organismo tecnico specializzato cui il Ministero per le comunicazioni ha delegato l'esecuzione della stazzatura per le navi marittime. La delega ministeriale si giustifica con la natura tecnica altamente specializzata delle operazioni di stazza, che richiedono competenze navali e strumentazioni di misurazione non disponibili all'interno dell'amministrazione pubblica ordinaria. Il Rina opera attraverso i propri ingegneri navali e periti stazzatori abilitati, che procedono alle misurazioni delle stive, delle cisterne, degli spazi interni e degli altri locali rilevanti, calcolando infine la stazza secondo i metodi normativamente prescritti. La delega ministeriale qualifica le operazioni di stazzatura del Rina come esercizio di funzioni pubbliche, con le relative conseguenze in termini di responsabilità e di efficacia giuridica del certificato emesso.
Disciplina specifica per la navigazione interna
Per le navi della navigazione interna, la norma introduce una distinzione: il Registro italiano navale provvede alla stazzatura solo delle navi per le quali è obbligatoria la classificazione. Per le navi escluse dall'obbligo di classificazione, la stazzatura è invece eseguita dall'ispettorato compartimentale o dagli altri organi stabiliti da leggi e regolamenti speciali. Questa duplicità di soggetti competenti riflette la diversa complessità tecnica e il diverso impatto sulla sicurezza pubblica delle navi della navigazione interna rispetto a quelle marittime: le imbarcazioni di maggiori dimensioni e più complesse, soggette all'obbligo di classificazione, richiedono l'intervento del Rina con la sua expertise tecnica specializzata; le imbarcazioni più semplici possono essere stazzate dagli organi amministrativi ordinari.
Il certificato di stazza
Al termine delle operazioni di misurazione e calcolo, il soggetto competente emette il certificato di stazza. Si tratta di un documento pubblico che attesta la stazza della nave (lorda e netta), i metodi di calcolo utilizzati e le caratteristiche dimensionali rilevanti. Il certificato è depositato presso l'ufficio del porto d'iscrizione della nave, dove costituisce parte del fascicolo documentale della stessa. Il deposito presso l'ufficio portuale assicura che il certificato sia accessibile alle autorità competenti per tutte le finalità che richiedono la conoscenza della stazza (determinazione dei diritti portuali, verifica dell'obbligo di equipaggio minimo, controlli di sicurezza). La correttezza e l'aggiornamento del certificato di stazza hanno dunque rilevanza pratica immediata nella vita operativa della nave.
Le norme tecniche e il coordinamento internazionale
La stazzatura è eseguita «secondo le norme stabilite da leggi e regolamenti speciali». Per la navigazione marittima, la stazzatura internazionale è oggi regolata dalla Convenzione internazionale sulla stazzatura delle navi del 1969 (Convenzione di Londra, ratificata dall'Italia con L. 108/1982), che ha introdotto il sistema internazionale di stazza lorda e netta universalmente adottato. Per le navi della navigazione interna che operano esclusivamente sulle acque interne nazionali, le norme possono differire da quelle internazionali, in quanto l'armonizzazione internazionale riguarda principalmente la navigazione marittima. Tuttavia, per le navi che transitano su vie d'acqua internazionali come il Reno o il Danubio, possono applicarsi norme tecniche di stazzatura armonizzate a livello europeo o convenzionale.
Casi pratici
Caso 1: Tizio e la stazzatura di un nuovo traghetto lacustre
Tizio acquista un traghetto lacustre di 500 tonnellate di stazza lorda soggetto all'obbligo di classificazione: deve richiedere al Registro italiano navale l'esecuzione della stazzatura, al termine della quale il Rina rilascerà il certificato di stazza da depositarsi presso l'ufficio del porto d'iscrizione, come richiesto dall'art. 138 cod. nav.
Caso 2: Caio e la piccola barca fluviale non classificata
Caio è proprietario di una piccola imbarcazione fluviale non soggetta all'obbligo di classificazione: la stazzatura non viene eseguita dal Registro italiano navale ma dall'ispettorato compartimentale competente per territorio, come previsto dall'art. 138 cod. nav. per le navi della navigazione interna escluse dalla classificazione obbligatoria.
Caso 3: Sempronio e il certificato di stazza scaduto
Sempronio presenta la sua nave fluviale alla visita periodica dell'ufficio di porto e si accorge che il certificato di stazza depositato è riferito a una versione precedente dello scafo, modificata con l'aggiunta di una nuova stiva: deve richiedere una nuova stazzatura al soggetto competente per aggiornare il certificato, poiché i dati di stazza influiscono direttamente sui diritti portuali e sulla sicurezza della navigazione.
Domande frequenti
Chi esegue la stazzatura delle navi marittime in Italia?
Il Registro italiano navale (Rina), quale delegato del Ministero per le comunicazioni, a mezzo di ingegneri navali o periti stazzatori abilitati, ai sensi dell'art. 138 cod. nav.
Chi stazza le navi della navigazione interna non soggette a classificazione obbligatoria?
L'ispettorato compartimentale o altri organi stabiliti da leggi e regolamenti speciali, in quanto per queste navi il Registro italiano navale interviene solo se la classificazione è obbligatoria.
Cosa contiene il certificato di stazza e dove viene depositato?
Il certificato attesta la stazza lorda e netta della nave, le caratteristiche dimensionali e i metodi di calcolo. Al termine della stazzatura, è depositato presso l'ufficio del porto d'iscrizione della nave.
Le norme di stazzatura per le navi italiane sono le stesse di quelle internazionali?
Per la navigazione marittima si applica la Convenzione di Londra del 1969 sulla stazzatura internazionale. Per la navigazione interna su acque nazionali possono vigere norme diverse, disciplinate da leggi e regolamenti speciali, salvo che la nave operi su vie d'acqua internazionali soggette a norme armonizzate europee o convenzionali.