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La Corte restituisce gli atti a cinque tribunali per una nuova valutazione. La questione riguardava l’arresto obbligatorio dello straniero che non ottemperava all’ordine di lasciare il territorio: la norma censurata era stata nel frattempo modificata dal d.l. n. 241/2004.

Di cosa si tratta

Il Testo unico sull’immigrazione prevedeva che lo straniero trovato nel territorio dopo la scadenza del termine fissato dal questore commettesse un reato contravvenzionale (art. 14, c. 5-ter d.lgs. 286/1998), e che per questo reato fosse previsto l’arresto obbligatorio in flagranza (art. 14, c. 5-quinquies). Più tribunali avevano sollevato dubbi di legittimità in ordine ai principi di libertà personale e ragionevolezza.

La questione di legittimità costituzionale

Il Tribunale di Milano, il Tribunale di Bologna, il Tribunale di Castrovillari, il Tribunale di Venezia e il Tribunale di Firenze hanno sollevato questione di legittimità costituzionale dell’art. 14, comma 5-quinquies, del d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286, in riferimento agli artt. 3 e 13 della Costituzione, sostenendo che l’arresto obbligatorio per una contravvenzione violasse la libertà personale e il principio di ragionevolezza.

La decisione della Corte

La Corte ha disposto la restituzione degli atti a tutti i giudici rimettenti, perché il d.l. 14 settembre 2004, n. 241 (conv. l. n. 271/2004) aveva modificato la norma censurata successivamente all’ordinanza di rimessione. I giudici devono rivalutare la rilevanza nel quadro normativo aggiornato.

Il principio

La sopravvenienza di modifiche normative alla disposizione impugnata obbliga la Corte a restituire gli atti al giudice rimettente: è quest’ultimo a dover valutare se, nel nuovo contesto legislativo, la questione di legittimità costituzionale mantenga rilevanza e non manifesta infondatezza.

Domande e risposte

L’arresto obbligatorio per una contravvenzione è compatibile con la Costituzione?

La libertà personale è inviolabile (art. 13 Cost.) e ogni restrizione deve essere giustificata in modo proporzionato alla gravità del fatto. Per le contravvenzioni — reati di minore gravità — l’arresto obbligatorio può risultare sproporzionato, anche se la Corte non si è pronunciata nel merito in questo procedimento.

Cos’è il reato di inottemperanza all’ordine del questore?

È il reato commesso dallo straniero che, pur essendo destinatario di un provvedimento di espulsione con intimazione a lasciare il territorio entro un certo termine, viene trovato ancora in Italia dopo la scadenza. Il d.lgs. 286/1998 prevedeva per questo fatto sanzioni penali e l’arresto.

La disciplina dell’immigrazione è cambiata più volte?

Sì. Il sistema sanzionatorio per gli stranieri irregolari è stato modificato ripetutamente (legge Bossi-Fini 2002, d.l. 241/2004, poi ancora modificato). Per questo la Corte ha spesso dovuto restituire gli atti ai giudici per verificare la rilevanza della questione nel quadro normativo vigente.

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Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
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