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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
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La Corte dichiara manifestamente infondata la questione sollevata dal Tribunale di Vercelli sull’art. 2, terzo comma, della legge n. 110/1975. Il legislatore non è tenuto a specificare in modo analitico i parametri di temperatura, umidità e massa dei proiettili per verificare la soglia di 7,5 joule: spetta al giudice risolvere il problema interpretativo caso per caso.

Di cosa si tratta

Il Tribunale di Vercelli, in un procedimento penale per illegale detenzione di una carabina ad aria compressa, aveva rilevato che la potenza dell’arma variava in base a condizioni ambientali (temperatura, umidità) e alla massa dei pallini utilizzati. La norma impugnata, che fissa a 7,5 joule il limite oltre il quale un’arma ad aria compressa diventa arma comune da sparo, non indica tali parametri di misurazione.

La questione di legittimità costituzionale

Il Tribunale di Vercelli ha impugnato l’art. 2, terzo comma, della legge 18 aprile 1975, n. 110, come modificato dall’art. 11 della legge n. 526/1999, nella parte in cui non specifica i parametri di temperatura, umidità e massa dei proiettili per la verifica della soglia energetica di 7,5 joule. I parametri invocati erano gli artt. 3, 24, secondo comma, e 27, primo comma, della Costituzione.

La decisione della Corte

La Corte ha dichiarato la questione manifestamente infondata. Il principio di determinatezza dell’illecito penale non può essere spinto fino a imporre al legislatore la definizione analitica, in termini numerici, di tutte le componenti astrattamente suscettive di incidere sulla valutazione del fatto. La soglia di 7,5 joule esprime una caratteristica dell’arma in sé, e spetta al giudice accertare nel concreto la responsabilità penale con gli ordinari strumenti ermeneutici.

Il principio

Il principio di determinatezza della fattispecie penale non impone al legislatore di specificare analiticamente ogni variabile tecnica di misurazione: il giudice, con gli strumenti ermeneutici a disposizione, è chiamato a risolvere il problema interpretativo relativo alla conformità del fatto al modello legale tipico.

Domande e risposte

Un’arma ad aria compressa è sempre un’arma comune da sparo?

No. Solo se i proiettili erogano un’energia cinetica superiore a 7,5 joule l’arma rientra nella definizione di arma comune da sparo ex art. 2, terzo comma, della legge n. 110/1975. Le armi a bassa potenza sono presuntivamente inidonee all’offesa, salvo diversa valutazione della Commissione consultiva.

Come rileva la variabilità della potenza in base alle condizioni ambientali?

Secondo la Corte, si tratta di un profilo attinente all’accertamento concreto della fattispecie, che spetta al giudice risolvere. La soglia normativa esprime una caratteristica intrinseca dell’arma, non una misura da eseguire in condizioni standardizzate predeterminate per legge.

La norma violava il principio di uguaglianza o il diritto di difesa?

No. La Corte ha escluso la violazione degli artt. 3 e 24, secondo comma, Cost.: una volta risolto il problema interpretativo sulla soglia, l’accertamento in concreto avviene in modo uguale per tutti gli imputati e consente l’esercizio del diritto di difesa.

Norme collegate

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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