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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
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La Corte costituzionale ha dichiarato manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 58 dell’allegato A al regio decreto n. 148 del 1931, che attribuisce al giudice amministrativo la giurisdizione sulle controversie disciplinari degli autoferrotranvieri. La specialità del rapporto di lavoro e la peculiarità dell’interesse collettivo al buon funzionamento dei trasporti giustificano la differenziazione rispetto al pubblico impiego privatizzato.

Di cosa si tratta

Un dipendente dell’Azienda trasporti milanesi (ATM) spa aveva impugnato la propria destituzione disposta dal Consiglio di disciplina. Il Tribunale di Milano, sezione lavoro, si è interrogato sulla costituzionalità della norma che attribuisce la giurisdizione su tali controversie disciplinari al giudice amministrativo, anziché al giudice ordinario come avviene per i dipendenti pubblici in regime privatizzato.

La questione di legittimità costituzionale

Norma impugnata: art. 58 dell’allegato A al regio decreto 8 gennaio 1931, n. 148, nel combinato disposto con la legge n. 628 del 1952 e la legge n. 1054 del 1960, nella parte in cui attribuisce al giudice amministrativo, anziché al giudice ordinario, la giurisdizione sulle controversie disciplinari relative agli autoferrotranvieri. Parametro: art. 3 della Costituzione (principio di eguaglianza). Rimettente: Tribunale di Milano, sezione lavoro.

La decisione della Corte

La Corte ha dichiarato la manifesta infondatezza. La questione era già stata esaminata e dichiarata non fondata con la sentenza n. 62 del 1996 e manifestamente infondata con l’ordinanza n. 161 del 2002. Non sono mutati i presupposti di fatto e di diritto: il d.lgs. n. 29 del 1993 (privatizzazione del pubblico impiego) preesisteva alla sentenza del 1996, e il d.lgs. n. 80 del 1998 ne costituisce mero completamento. La specialità residuale del rapporto di lavoro degli autoferrotranvieri e l’esigenza di garantire la sicurezza e il buon funzionamento dei trasporti in concessione giustificano il diverso regime giurisdizionale.

Il principio

La specialità del rapporto di lavoro degli autoferrotranvieri e la peculiarità dell’interesse collettivo al buon funzionamento e alla sicurezza dei trasporti in concessione costituiscono ragioni obiettive che giustificano il mantenimento della giurisdizione del giudice amministrativo sulle controversie disciplinari, senza che ciò comporti violazione del principio di eguaglianza rispetto ai lavoratori pubblici in regime privatizzato.

Domande e risposte

Un dipendente di un’azienda di trasporti in concessione che impugna un provvedimento disciplinare deve rivolgersi al giudice ordinario o al TAR?

Al giudice amministrativo (TAR), secondo la disciplina speciale del r.d. n. 148 del 1931. La Corte ha confermato che tale attribuzione è costituzionalmente legittima nonostante la privatizzazione del pubblico impiego in generale.

La privatizzazione del pubblico impiego degli anni ’90 ha cambiato la situazione degli autoferrotranvieri?

No, secondo la Corte. La riforma generale del pubblico impiego non ha assorbito la disciplina speciale degli autoferrotranvieri, che mantiene il proprio carattere peculiare legato alla sicurezza dei trasporti.

Esiste una tutela per il dipendente autoferrotranviere destituito ingiustamente?

Sì, attraverso il ricorso al giudice amministrativo, che può annullare il provvedimento disciplinare illegittimo. La scelta del giudice è diversa rispetto ai lavoratori ordinari, ma la tutela giurisdizionale è comunque garantita.

Norme collegate

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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