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La Corte dichiara ammissibile il conflitto di attribuzione tra la Corte d’assise d’appello di Roma e il Comitato parlamentare per i servizi di informazione: l’opposizione del segreto di Stato su documenti richiesti nel corso di un processo penale configura una materia idonea a un conflitto costituzionale.
Di cosa si tratta
Nel corso di un processo penale per sottrazione di documenti concernenti la sicurezza dello Stato (a carico di un dipendente del SISDE), la Corte d’assise d’appello di Roma aveva richiesto l’esibizione di alcuni atti in possesso del Comitato parlamentare per i servizi di informazione e di sicurezza (COPASIS). Il Presidente del Comitato aveva opposto il vincolo del segreto ai sensi dell’art. 11 della legge n. 801/1977. La Corte d’assise aveva sollevato conflitto di attribuzione.
La questione di legittimità costituzionale
La Corte d’assise d’appello di Roma ha sollevato conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato nei confronti del Comitato parlamentare per i servizi di informazione e di sicurezza e per il segreto di Stato, sostenendo che l’opposizione del segreto fosse avvenuta senza i presupposti richiesti dalla legge e ledesse le attribuzioni del potere giudiziario.
La decisione della Corte
La Corte dichiara ammissibile il conflitto. In questa fase preliminare (senza contraddittorio), la Corte verifica solo se sussistano i requisiti soggettivi (legittimazione delle parti) e oggettivi (materia di conflitto) previsti dall’art. 37 della legge n. 87/1953. Entrambi i requisiti sono soddisfatti: la Corte d’assise è un organo giurisdizionale indipendente legittimato a sollevare conflitti; il Comitato parlamentare è legittimato a resistere; l’opposizione del segreto può integrare una lesione delle attribuzioni costituzionali dell’autorità giudiziaria. La Corte ordina quindi la notifica del ricorso al Comitato.
Il principio
Il singolo organo giurisdizionale, in quanto titolare di funzioni giurisdizionali in posizione di piena indipendenza costituzionalmente garantita, è legittimato a sollevare conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato. La dichiarazione di ammissibilità del conflitto non pregiudica alcuna decisione definitiva nel merito.
Domande e risposte
Cos’è il conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato?
Il conflitto di attribuzione è un procedimento davanti alla Corte Costituzionale attraverso cui un potere dello Stato (es. autorità giudiziaria) contesta che un altro potere (es. Parlamento, Governo) abbia leso o usurpato le sue attribuzioni costituzionalmente garantite.
Cosa è il COPASIS (Comitato parlamentare per i servizi di informazione)?
Il Comitato parlamentare per i servizi di informazione e di sicurezza e per il segreto di Stato era l’organo bicamerale di controllo parlamentare sui servizi segreti (SISDE e SISMI), istituito dalla legge n. 801/1977. Era composto da parlamentari delle diverse forze politiche. La disciplina è stata poi riformata dalla legge n. 124/2007.
L’ammissibilità significa che la Corte ha già deciso nel merito?
No: la dichiarazione di ammissibilità è solo una valutazione preliminare che apre la fase del contraddittorio. Il merito del conflitto (se l’opposizione del segreto fosse legittima o meno) verrà deciso in una fase successiva, dopo che tutte le parti avranno potuto esporre le proprie ragioni.
Norme collegate
- Art. 24 della Costituzione — diritto di difesa in giudizio
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