Testo dell'articoloIn aggiornamento

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Leggi la decisione integrale
Testo integrale ufficiale della pronuncia (Consulta OnLine) e PDF dal sito della Corte.

📄 Leggi il testo integrale →PDF dal sito della Corte costituzionale

La Corte dichiara parzialmente illegittimi gli artt. 37, quinto comma, della l.r. Puglia n. 56/1980 e 17, comma 2, della l.r. Puglia n. 20/2001: le norme regionali pugliesi sono incostituzionali nella parte in cui prorogano a tempo indeterminato vincoli urbanistici espropriativi già scaduti, senza prevedere durata e indennizzo.

Di cosa si tratta

Privati proprietari di un’area destinata a verde pubblico attrezzato dal PEEP di Bari agiscono per il risarcimento dei danni derivanti dall’impossibilità di utilizzare il bene, anche dopo la scadenza del piano attuativo. Le norme regionali pugliesi prevedono la protrazione automatica dell’obbligo di osservare le previsioni non attuate dello strumento urbanistico, anche dopo la scadenza, senza durata determinata e senza indennizzo.

La questione di legittimità costituzionale

Norme impugnate: art. 37, quinto comma, l.r. Puglia 31 maggio 1980, n. 56, e art. 17, comma 2, l.r. Puglia 27 luglio 2001, n. 20. Parametro: art. 42, secondo e terzo comma, della Costituzione. Giudice rimettente: Tribunale di Bari.

La decisione della Corte

La Corte accoglie la questione nei limiti precisati: dichiara incostituzionale il combinato disposto delle norme regionali nella parte in cui si riferisce a vincoli scaduti preordinati all’espropriazione o sostanzialmente espropriativi, senza previsione di durata e di indennizzo. Rimangono validi i vincoli meramente conformativi (verde condominiale, accessi privati) che non incidono strutturalmente sul contenuto della proprietà.

Il principio

La reiterazione o proroga di vincoli urbanistici espropriativi oltre il primo periodo di ordinaria durata richiede, per non violare l’art. 42 Cost., sia una durata determinata sia la previsione di un indennizzo; diversamente i vincoli si trasformano in espropriazioni di fatto prive di ristoro.

Domande e risposte

Qual è la differenza tra vincolo espropriativo e vincolo conformativo?

Il vincolo espropriativo svuota in modo rilevante il contenuto della proprietà perché l’area può essere utilizzata solo mediante un’opera pubblica (es. verde pubblico attrezzato). Il vincolo conformativo delimita il modo d’uso da parte del proprietario (es. verde condominiale privato) senza impedirne l’utilizzo.

Cosa deve prevedere il legislatore regionale per prorogare un vincolo espropriativo scaduto?

Deve fissare una durata determinata per la proroga e prevedere un indennizzo a favore del proprietario per il periodo di protrazione del vincolo oltre la “franchigia” di ordinaria tollerabilità.

Questa pronuncia si applicava anche al futuro d.P.R. n. 327/2001 sul testo unico espropriazioni?

No: l’art. 38 del d.P.R. n. 327/2001 (disciplina dell’indennizzo per reiterazione di vincoli) non era ancora entrato in vigore al momento della pronuncia (l’entrata in vigore era differita al 30 giugno 2003).

Norme collegate

Scheda in aggiornamento. Il commento professionale, i casi pratici e le FAQ per questo articolo sono in corso di redazione.
Per il testo normativo integrale e aggiornato consulta Normattiva.it.
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.