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La Corte dichiara manifestamente inammissibili le questioni sull’art. 32, comma 1, del d.P.R. n. 448/1988 (requisito del consenso del minore per la sentenza di non luogo a procedere): la norma è già stata dichiarata parzialmente incostituzionale dalla sentenza n. 195/2002.
Di cosa si tratta
Tre ordinanze del GUP del Tribunale per i minorenni di Catanzaro denunciano l’art. 32, comma 1, del d.P.R. n. 448/1988, nella parte in cui richiede il consenso dell’imputato minorenne anche per la definizione del procedimento con sentenza di non luogo a procedere pienamente liberatoria o per improcedibilità. Tali questioni erano già state risolte dalla Corte con la sentenza n. 195/2002.
La questione di legittimità costituzionale
Norma impugnata: art. 32, comma 1, del d.P.R. 22 settembre 1988, n. 448, come modificato dall’art. 22 della l. n. 63/2001. Parametri: artt. 3 e 111, commi 2, 4 e 5, della Costituzione. Giudice rimettente: GUP del Tribunale per i minorenni di Catanzaro (tre ordinanze riunite).
La decisione della Corte
La Corte riunisce i giudizi e dichiara le questioni manifestamente inammissibili. Con la sentenza n. 195/2002 la Corte aveva già dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 32, comma 1, del d.P.R. n. 448/1988, nella parte in cui, in mancanza del consenso dell’imputato, preclude al giudice di pronunciare sentenza di non luogo a procedere che non presuppone un accertamento di responsabilità.
Il principio
Le questioni di legittimità costituzionale relative a norme già dichiarate incostituzionali, in identità di oggetto e parametro, sono manifestamente inammissibili per difetto di rilevanza: la norma è già espunta dall’ordinamento.
Domande e risposte
Dopo la sentenza n. 195/2002, il giudice dell’udienza preliminare minorile può pronunciare il non luogo a procedere senza il consenso del minore?
Sì, limitatamente alle sentenze di non luogo a procedere che non presuppongono un accertamento di responsabilità (es. improcedibilità, assenza di condizioni di procedibilità).
Perché la questione viene dichiarata inammissibile anziché fondata?
Perché la norma è già stata espunta dall’ordinamento dalla sentenza n. 195/2002; una nuova pronuncia di accoglimento sarebbe priva di effetto.
Il consenso dell’imputato è ancora richiesto per le sentenze di condanna nell’udienza preliminare?
No: l’art. 32, comma 2, del d.P.R. n. 448/1988 prevede che la condanna nell’udienza preliminare avvenga senza necessità del consenso dell’imputato.
Norme collegate
- Art. 3 della Costituzione — principio di uguaglianza, invocato per disparità di trattamento
- Art. 111 della Costituzione — giusto processo e diritto al contraddittorio dibattimentale
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