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La Corte ordina la restituzione degli atti al Tribunale di Bologna in un terzo gruppo di giudizi aventi ad oggetto l’art. 14, comma 5-quinquies, TU immigrazione, con identica soluzione processuale agli analoghi giudizi definiti con le ordinanze nn. 398 e 399 del 2004.
Di cosa si tratta
Come per le ordinanze nn. 398 e 399/2004, si tratta di ulteriori procedimenti del Tribunale di Bologna aventi ad oggetto l’art. 14, comma 5-quinquies, del TU immigrazione (arresto obbligatorio dello straniero inottemperante all’ordine del questore). Questo terzo gruppo comprende ordinanze depositate tra il 2002 e il 2004, in parte relative a fattispecie analoghe a quelle degli altri giudizi riuniti.
La questione di legittimità costituzionale
Norma impugnata: art. 14, comma 5-quinquies, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 (TU immigrazione), inserito dall’art. 13 della legge 30 luglio 2002, n. 189 (legge Bossi-Fini). Parametri: artt. 3 e 13 della Costituzione. Rimettente: Tribunale di Bologna, con ordinanze del 2002-2004.
La decisione della Corte
La Corte riunisce i giudizi e ordina la restituzione degli atti al Tribunale di Bologna, per le stesse ragioni degli altri giudizi analoghi: sopravvenienze normative che impongono al giudice rimettente di rivalutare rilevanza e non manifesta infondatezza della questione.
Il principio
La pronuncia di restituzione degli atti non equivale a dichiarazione di inammissibilità né a rigetto della questione nel merito: il giudice rimettente conserva la facoltà di risollevare la questione con nuova ordinanza dopo aver valutato il mutato quadro normativo.
Domande e risposte
Quante ordinanze del Tribunale di Bologna erano coinvolte complessivamente nei giudizi nn. 398, 399 e 400?
Decine di ordinanze, tutte aventi il medesimo oggetto (art. 14, comma 5-quinquies, TU immigrazione) e analoghe motivazioni. La Corte le ha raggruppate per affinità procedurale, definendole con tre distinte ordinanze (398, 399 e 400) tutte depositate il 21 dicembre 2004.
Qual era il contesto pratico dell’applicazione della norma?
I tribunali procedevano a udienze di convalida dell’arresto di stranieri fermati nel territorio nazionale dopo la scadenza del termine imposto dal questore per lasciare il paese, spesso in casi in cui lo straniero era privo di documenti e di risorse economiche per espatriare.
Perché la legge Bossi-Fini aveva introdotto l’arresto obbligatorio?
L’intento dichiarato era rafforzare la deterrenza verso la permanenza irregolare nel territorio nazionale e rendere più efficace il sistema di espulsione degli stranieri privi di titolo di soggiorno, attraverso lo strumento del giudizio direttissimo.
Norme collegate
- Art. 3 della Costituzione — principio di uguaglianza
- Art. 13 della Costituzione — libertà personale
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