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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
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La Corte dichiara ammissibile il conflitto di attribuzioni sollevato dalla Corte d’appello di Milano nei confronti della Camera dei deputati in relazione alla delibera di insindacabilità delle dichiarazioni rese dall’on. Vittorio Sgarbi nella trasmissione televisiva “Sgarbi quotidiani” nei confronti del dott. Andrea Padalino.

Di cosa si tratta

Il dott. Andrea Padalino ottiene in primo grado la condanna di Vittorio Sgarbi al risarcimento del danno per espressioni lesive pronunciate nella trasmissione “Sgarbi quotidiani” del 1994. In appello, la Camera delibera che quei fatti riguardano opinioni espresse nell’esercizio delle funzioni parlamentari (art. 68, comma 1, Cost.). La Corte d’appello solleva conflitto di attribuzioni.

La questione di legittimità costituzionale

La Corte d’appello di Milano censura la delibera della Camera del 7 ottobre 2003, sostenendo l’assenza del nesso funzionale tra le dichiarazioni rese in televisione dall’on. Sgarbi e l’attività parlamentare. La delibera menomarebbe le attribuzioni giurisdizionali della Corte d’appello in un processo già condotto in primo grado.

La decisione della Corte

La Corte dichiara ammissibile il conflitto: la Corte d’appello è un potere dello Stato; la delibera della Camera è idonea a menomare le sue attribuzioni giurisdizionali, anche in pendenza del giudizio di appello. Rinvia al merito in separata pronuncia, riservando ogni definitivo giudizio anche sull’ammissibilità in senso stretto.

Il principio

Anche nel corso di un giudizio di appello — dopo una sentenza di primo grado già emessa — una delibera parlamentare di insindacabilità può menomare le attribuzioni giurisdizionali del giudice d’appello, legittimandolo a sollevare conflitto di attribuzioni davanti alla Corte costituzionale.

Domande e risposte

Perché la Camera ha deliberato l’insindacabilità durante il giudizio di appello?

Non è infrequente che il Parlamento deliberi sull’insindacabilità in corso di causa. La Camera è sovrana nella valutazione interna, ma quella valutazione è soggetta al controllo della Corte costituzionale tramite il conflitto di attribuzioni.

Dichiarazioni in una trasmissione televisiva possono essere “opinioni parlamentari”?

In linea di principio sì, se la trasmissione è una forma di divulgazione di atti o opinioni già espressi in Parlamento con il necessario nesso funzionale. Semplici opinioni politiche o giudizi personali resi in televisione, senza corrispondenza con specifici atti parlamentari, non godono dell’immunità.

Cosa accade alla sentenza di primo grado se il conflitto viene accolto?

Se la Corte nel merito annulla la delibera di insindacabilità, il processo di appello riprende nel merito. La sentenza di primo grado (condanna al risarcimento) sarà rivalutata dalla Corte d’appello applicando le ordinarie norme sulla responsabilità civile.

Norme collegate

Scheda in aggiornamento. Il commento professionale, i casi pratici e le FAQ per questo articolo sono in corso di redazione.
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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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