La guida

Leggi la decisione integrale
Testo integrale ufficiale della pronuncia (Consulta OnLine) e PDF dal sito della Corte.

📄 Leggi il testo integrale →PDF dal sito della Corte costituzionale

Il Tribunale di Trento aveva sollevato questione di legittimità costituzionale sull’arresto obbligatorio dello straniero che non lascia il territorio dopo l’ordine del questore. La Corte restituisce gli atti al giudice rimettente perché la norma impugnata è già stata dichiarata illegittima con la sentenza n. 223 del 2004.

Di cosa si tratta

L’art. 14, comma 5-quinquies, del d.lgs. n. 286 del 1998 (Testo Unico Immigrazione), inserito dall’art. 13 della legge n. 189 del 2002 (legge Bossi-Fini), prevedeva l’arresto obbligatorio in flagranza per lo straniero che, senza giustificato motivo, si trattiene nel territorio dello Stato violando l’ordine del questore di lasciarlo entro cinque giorni. Più Tribunali avevano sollevato questione di costituzionalità di tale previsione, ritenendo sproporzionato l’arresto obbligatorio per una contravvenzione.

La questione di legittimità costituzionale

Norma impugnata: art. 14, comma 5-quinquies, del d.lgs. n. 286 del 1998, nella parte in cui prevede l’arresto obbligatorio dello straniero colto in flagranza della contravvenzione di cui al comma 5-ter (inottemperanza all’ordine del questore). Parametri invocati: artt. 3, 13 e 97 della Costituzione. Giudice rimettente: Tribunale di Trento.

La decisione della Corte

La Corte dispone la restituzione degli atti al giudice rimettente. Successivamente alle ordinanze di rimessione, con la sentenza n. 223 del 2004 la Corte aveva già dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 14, comma 5-quinquies, nella parte in cui prevedeva l’arresto obbligatorio per il reato di cui al comma 5-ter. Inoltre il d.l. n. 241 del 2004 ha sostituito la norma, prevedendo l’arresto obbligatorio solo per il più grave delitto di cui al comma 5-quater. Il giudice rimettente deve quindi rivalutare la rilevanza della questione.

Il principio

La restituzione degli atti al giudice rimettente si impone quando, successivamente all’ordinanza di rimessione, interviene una pronuncia della stessa Corte che decide la questione relativa alla medesima norma, ovvero quando il legislatore modifica la norma impugnata. Il giudice a quo deve rivalutare se la questione mantenga rilevanza alla luce del mutato quadro normativo.

Domande e risposte

Cosa prevedeva la norma dichiarata incostituzionale?

L’art. 14, comma 5-quinquies, d.lgs. n. 286 del 1998 (nella versione Bossi-Fini) stabiliva che per il reato contravvenzionale di mancata ottemperanza all’ordine del questore di lasciare il territorio (art. 14 co. 5-ter) fosse obbligatorio l’arresto dell’autore in flagranza. La Corte con la sent. n. 223/2004 aveva ritenuto questo automatismo incompatibile con la Costituzione.

Perché l’arresto obbligatorio era incostituzionale?

L’art. 13 Cost. tutela la libertà personale: ogni limitazione deve essere proporzionata e giustificata. Rendere obbligatorio l’arresto per una semplice contravvenzione (reato meno grave) senza possibilità di valutare il caso concreto risultava sproporzionato e violava i principi di ragionevolezza.

Cosa è cambiato dopo la sentenza 223/2004?

Il d.l. n. 241 del 2004 ha riscritto la norma: l’arresto obbligatorio in flagranza è rimasto solo per il delitto (reato più grave) di cui al comma 5-quater (reiterata inottemperanza), mentre per la contravvenzione del comma 5-ter non è più previsto in forma obbligatoria.

Norme collegate

Contenuto redatto con l’assistenza di strumenti di intelligenza artificiale (L. 132/2025). La selezione delle fonti, la verifica sui testi ufficiali e la revisione finale sono a cura del responsabile editoriale. Metodo editoriale →
Scheda in aggiornamento. Il commento professionale, i casi pratici e le FAQ per questo articolo sono in corso di redazione.
Per il testo normativo integrale e aggiornato consulta Normattiva.it.
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. È un progetto individuale: la selezione delle fonti, la stesura dei commenti e la revisione sono curate direttamente dall’autore. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
Informazione giuridica di carattere generale. Il testo della norma riproduce la fonte ufficiale vigente; il commento che segue è redazionale e ha finalità divulgativa. Questo contenuto non sostituisce in alcun modo il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato o a un consulente iscritto all'albo.