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La Corte ordina la restituzione degli atti al Tribunale di Rossano che aveva sollevato questione sulla disciplina dei contratti di lavoro a tempo determinato successivi (d.lgs. n. 368 del 2001). Modifiche normative sopravvenute impongono al giudice di rivalutare la rilevanza della questione.
Di cosa si tratta
Un lavoratore (Umberto Novellis) aveva prestato servizio per un’azienda olearia dal 1965 al 2002 con una serie di contratti a tempo determinato. Cessato il rapporto, aveva chiesto la riassunzione sostenendo che la successione di contratti a termine integrasse un abuso. Il Tribunale di Rossano ha dubitato della legittimità costituzionale degli artt. 10 e 11 del d.lgs. n. 368 del 2001, che attuavano la direttiva europea sul lavoro a tempo determinato.
La questione di legittimità costituzionale
Il Tribunale di Rossano ha sollevato questione di legittimità costituzionale degli artt. 10, commi 9 e 10, e 11, commi 1 e 2, del d.lgs. 6 settembre 2001, n. 368, in riferimento all’art. 3 della Costituzione, per presunta irragionevolezza nella disciplina delle conseguenze dell’abuso nella successione di contratti a termine.
La decisione della Corte
La Corte ordina la restituzione degli atti al giudice a quo. Nel frattempo il quadro normativo è mutato: sono intervenute modifiche legislative che incidono sulla disciplina in esame. Il Tribunale di Rossano deve rivalutare se la questione mantenga la sua rilevanza e non manifesta infondatezza alla luce dello ius superveniens prima di eventualmente risollevarla.
Il principio
Quando il quadro normativo rilevante muta dopo la sollevazione della questione di legittimità costituzionale, la Corte restituisce gli atti al giudice a quo per una nuova valutazione di rilevanza. Questo meccanismo evita che la Corte giudichi una questione che potrebbe essere divenuta irrilevante per il giudizio concreto.
Domande e risposte
Cosa prevede il d.lgs. n. 368 del 2001 sui contratti a tempo determinato?
Il decreto, in attuazione della direttiva 1999/70/CE, disciplina i contratti di lavoro a tempo determinato prevedendo la necessità di ragioni giustificatrici (poi abolite dalla riforma del 2012) e misure anti-abuso per la successione reiterata di contratti a termine.
Qual è la sanzione per l’abuso nella successione di contratti a termine?
Il dibattito si concentrava sulle conseguenze: se la successione abusiva determinasse la conversione del rapporto in contratto a tempo indeterminato o se fossero previste sole sanzioni risarcitorie. La questione di merito non è stata decisa dalla Corte.
Cosa deve fare il Tribunale di Rossano dopo la restituzione degli atti?
Deve rivalutare la fattispecie concreta alla luce del nuovo quadro normativo. Se ritiene la questione ancora rilevante e non manifestamente infondata, può risollevarla alla Corte con una nuova ordinanza.
Norme collegate
- Art. 3 della Costituzione — principio di ragionevolezza, parametro della questione sollevata
Per il testo normativo integrale e aggiornato consulta Normattiva.it.