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La Corte dichiara manifestamente infondata la questione: il decreto di espulsione deve essere eseguito anche nei confronti dello straniero extracomunitario irregolare che abbia una relazione affettiva con una cittadina italiana in stato di gravidanza, poiché la norma protegge la gestante, non il partner.

Di cosa si tratta

Un cittadino straniero in posizione irregolare era destinatario di un decreto di espulsione. Egli sosteneva di non poter essere espulso in quanto convivente con una cittadina italiana in stato di gravidanza. Il Giudice di pace di Genova sollevava questione sull’art. 19, comma 2, lett. d) del TU immigrazione, che vieta l’espulsione della «donna in stato di gravidanza».

La questione di legittimità costituzionale

Il Giudice di pace di Genova impugnò l’art. 19, comma 2, lettera d), del d.lgs. 286/1998 (TU immigrazione), nella parte in cui non estende il divieto di espulsione al partner straniero di una donna italiana in stato di gravidanza, in riferimento agli artt. 2, 30 e 32 della Costituzione.

La decisione della Corte

La Corte dichiara la manifesta infondatezza della questione. La norma è finalizzata alla tutela della salute della gestante e del nascituro, non a proteggere il partner straniero. La situazione del convivente non è equiparabile a quella di chi beneficia del divieto (gestante, madre/padre nei sei mesi dopo il parto): si tratta di categorie giuridicamente e fattiziamente distinte.

Il principio

Il divieto di espulsione previsto per la donna in stato di gravidanza tutela la salute della gestante e del nascituro, non estende la propria protezione al convivente straniero. La normativa vigente non è irragionevole poiché le due situazioni non sono comparabili ai fini del principio di uguaglianza.

Domande e risposte

Chi non può essere espulso dall’Italia secondo l’art. 19 TU immigrazione?

Non possono essere espulsi, tra gli altri: chi rischia persecuzioni nel Paese di origine, la donna in stato di gravidanza o nei sei mesi successivi al parto, il convivente della donna in gravidanza o nei sei mesi dopo il parto (questa tutela per il convivente è stata introdotta successivamente con successive modifiche normative).

Perché la tutela della gestante non si estende automaticamente al partner?

Perché la norma protegge specificamente la salute e l’integrità psico-fisica della madre e del nascituro, non i diritti familiari del partner. La tutela del legame affettivo con lo straniero non era oggetto della norma nella versione vigente all’epoca.

Come sono protetti i legami familiari degli stranieri nel diritto italiano?

Il TU immigrazione prevede il ricongiungimento familiare per i parenti di primo grado e il coniuge. Per i conviventi di fatto non coniugati, la tutela è meno automatica e dipende dal caso concreto.

Norme collegate

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
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