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La Corte costituzionale ha dichiarato manifestamente inammissibile la questione relativa alla ripartizione dell’indennità premio di servizio tra il coniuge superstite e gli orfani maggiorenni di un dipendente di ente locale deceduto. La questione era già stata affrontata in precedenti pronunce e la rimettente non aveva adeguatamente motivato la rilevanza nel caso concreto.
Di cosa si tratta
I figli di Carmine Petruzzo, dipendente di un ente locale deceduto in servizio, avevano agito contro l’INPDAP per ottenere il 60% dell’indennità premio di servizio che l’istituto aveva invece corrisposto integralmente alla moglie in seconde nozze. Il Tribunale di Lecce aveva sollevato questione di costituzionalità sostenendo che la legge del 1968 non prevedeva la ripartizione dell’indennità tra coniuge e orfani maggiorenni come invece previsto per i dipendenti statali.
La questione di legittimità costituzionale
Il Tribunale di Lecce ha impugnato l’art. 3 della legge 8 marzo 1968, n. 152 (Nuove norme in materia previdenziale per il personale degli Enti locali), nella parte in cui non prevede la ripartizione dell’indennità premio di servizio tra coniuge superstite e orfani maggiorenni secondo le previsioni dell’art. 5, terzo comma, del d.P.R. n. 1032/1973 valido per i dipendenti statali. Il parametro invocato era l’art. 3 della Costituzione (uguaglianza).
La decisione della Corte
La Corte ha dichiarato manifestamente inammissibile la questione. La norma censurata aveva già formato oggetto di numerosi interventi della Corte stessa (sentenze n. 763 e n. 821 del 1988 tra le altre), che ne avevano dichiarato l’illegittimità sotto vari aspetti. Il rimettente non aveva dimostrato che il caso concreto ricadesse in una lacuna diversa da quelle già colmate dalla giurisprudenza costituzionale, né aveva motivato adeguatamente la persistente rilevanza della questione nel giudizio principale.
Il principio
Quando una norma è già stata ripetutamente oggetto di pronunce di incostituzionalità parziale, il giudice rimettente che solleva una nuova questione sul medesimo articolo deve specificare con rigore in quale residuo spazio normativo si colloca il dubbio di costituzionalità e in che modo esso è rilevante nel giudizio pendente, pena la manifesta inammissibilità della questione.
Domande e risposte
Cos’è l’indennità premio di servizio per i dipendenti di enti locali?
È una prestazione previdenziale corrisposta al dipendente o, in caso di decesso, ai suoi superstiti. È analoga all’indennità di buonuscita dei dipendenti statali. La sua disciplina è contenuta nella legge n. 152/1968 e nel tempo è stata oggetto di vari interventi della Corte costituzionale per eliminare differenze di trattamento ingiustificate.
Perché gli orfani maggiorenni rivendicavano una quota dell’indennità?
Perché per i dipendenti statali la legge prevede esplicitamente che l’indennità venga ripartita tra coniuge e orfani concorrenti. Per i dipendenti degli enti locali la legge del 1968, invece, non prevedeva questa ripartizione, creando una disparità rispetto al settore statale che il Tribunale di Lecce riteneva incostituzionale.
Cosa è cambiato dopo questa pronuncia?
Nulla, per effetto di questa specifica ordinanza, poiché la questione è stata dichiarata inammissibile per difetto di motivazione. Il Tribunale di Lecce avrebbe potuto riproporre la questione con una motivazione più puntuale sulla rilevanza nel caso concreto.
Norme collegate
- Art. 3 della Costituzione — principio di uguaglianza, unico parametro invocato dal rimettente
Per il testo normativo integrale e aggiornato consulta Normattiva.it.