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La Corte costituzionale dichiara manifestamente inammissibile la questione che censurava l’assenza di un termine massimo per l’emissione dell’ordinanza-ingiunzione nella procedura sanzionatoria amministrativa (art. 18, l. 689/1981). Il rimettente non aveva correttamente esplorato le possibilità interpretative e aveva proposto un quesito non sufficientemente determinato.
Di cosa si tratta
Un trasgressore del codice della strada era stato sottoposto a una violazione amministrativa per la quale non era ammesso il pagamento in misura ridotta: il verbale veniva quindi trasmesso d’ufficio al prefetto per l’emissione dell’ordinanza-ingiunzione. Il Giudice di pace di Sorgono riteneva che l’art. 18 della l. 689/1981, non prevedendo alcun termine entro il quale il prefetto dovesse emettere tale ordinanza, consentisse di fatto all’autorità di procrastinare la definizione del procedimento fino al limite quinquennale di prescrizione, con violazione del diritto di difesa e della ragionevole durata.
La questione di legittimità costituzionale
Il Giudice di pace di Sorgono ha impugnato l’art. 18 della legge 24 novembre 1981, n. 689 (Modifiche al sistema penale), nella parte in cui non prevede alcun termine per l’emissione dell’ordinanza-ingiunzione, in riferimento agli artt. 3, 24 e 111 della Costituzione.
La decisione della Corte
La Corte dichiara la manifesta inammissibilità per diversi profili: il rimettente aveva proposto un petitum alternativo e indeterminato; non aveva esplorato sufficientemente l’applicabilità del termine generale previsto dalla l. 241/1990; la questione era già stata esaminata e risolta dalla Corte in precedenti pronunce.
Il principio
Una questione di legittimità costituzionale deve avere un petitum preciso e determinato: il giudice rimettente non può chiedere genericamente alla Corte di colmare una lacuna normativa senza indicare quale specifica norma la Corte dovrebbe introdurre. L’indeterminatezza del petitum rende la questione inammissibile.
Domande e risposte
Esiste un termine per l’emissione dell’ordinanza-ingiunzione nelle sanzioni amministrative?
L’art. 18 della l. 689/1981 non prevede espressamente un termine, ma la prescrizione delle sanzioni amministrative è quinquennale (art. 28 della stessa legge). Le Sezioni Unite della Cassazione (sentenza n. 9591/2006) hanno escluso l’applicabilità del termine generale ex l. 241/1990 alle sanzioni amministrative.
Come si garantisce la ragionevole durata del procedimento sanzionatorio?
Il codice della strada (art. 204) prevede termini specifici per i procedimenti avviati su ricorso del trasgressore. Per le procedure d’ufficio il quadro normativo era meno definito al momento di questa pronuncia.
Che cosa è un petitum indeterminato?
Il petitum è ciò che il giudice rimettente chiede alla Corte di dichiarare. Se la richiesta è generica (“introduca un termine” senza specificare quale) la Corte non può pronunciarsi utilmente e dichiara la questione inammissibile.
Norme collegate
- Art. 3 della Costituzione — principio di uguaglianza e ragionevolezza
- Art. 24 della Costituzione — diritto di difesa nei procedimenti sanzionatori
- Art. 111 della Costituzione — giusto processo e ragionevole durata
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