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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
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La Corte ha dichiarato manifestamente inammissibili le questioni sollevate dal Giudice di pace di Bianco sull’obbligo di inserire nel decreto di citazione l’avviso all’imputato della possibilità di richiedere l’oblazione. Le ordinanze di rimessione mancavano di una sufficiente descrizione delle fattispecie concrete e di adeguata motivazione sulla rilevanza e sul contrasto con l’art. 24 Cost.

Di cosa si tratta

Nel procedimento penale davanti al giudice di pace, l’imputato può estinguere il reato mediante oblazione – cioè pagando una somma di denaro – ai sensi del decreto legislativo n. 274/2000. Il Giudice di pace di Bianco si è chiesto se il decreto di citazione a giudizio debba contenere, a pena di nullità, l’avviso all’imputato di questa possibilità, ritenendo che l’omissione violi il diritto di difesa.

La questione di legittimità costituzionale

Il Giudice di pace di Bianco ha sollevato, con più ordinanze del 2005 e 2007, questione di legittimità costituzionale dell’art. 20, comma 2, del decreto legislativo 28 agosto 2000, n. 274, nella parte in cui non prevede che il decreto di citazione a giudizio contenga, quale requisito necessario, l’avviso per l’imputato della possibilità di proporre domanda di oblazione, in riferimento all’art. 24 della Costituzione.

La decisione della Corte

La Corte ha dichiarato manifestamente inammissibili tutte le questioni. Le ordinanze di rimessione mancavano di una sufficiente descrizione delle concrete fattispecie sottoposte a giudizio e difettavano di adeguata motivazione sia sulla rilevanza nei procedimenti a quibus sia sulle ragioni del contrasto con l’art. 24 Cost. Alcune ordinanze presentavano anche specifiche cause di inammissibilità aggiuntive.

Il principio

L’ordinanza di rimessione alla Corte costituzionale deve contenere una sufficiente descrizione della fattispecie concreta sottoposta a giudizio e una motivazione adeguata sia sulla rilevanza della questione nel procedimento principale sia sul contrasto tra la norma censurata e il parametro costituzionale invocato; in mancanza, la questione è manifestamente inammissibile.

Domande e risposte

Che cos’è l’oblazione nel procedimento penale davanti al giudice di pace?

L’oblazione è un istituto che consente all’imputato, per determinati reati, di estinguere il reato pagando una somma di denaro prima dell’apertura del dibattimento; nel procedimento davanti al giudice di pace è disciplinata dall’art. 35 del d.lgs. n. 274/2000.

Perché il giudice di pace riteneva necessario inserire l’avviso nel decreto di citazione?

Perché senza quell’avviso l’imputato potrebbe ignorare la possibilità di estinguere il reato con il pagamento, con conseguente compressione del diritto di difesa garantito dall’art. 24 Cost.

Cosa deve contenere un’ordinanza di rimessione per essere ammissibile?

Deve descrivere il fatto concreto sottoposto a giudizio, spiegare perché la norma censurata è rilevante per la decisione e motivare in modo adeguato le ragioni per cui essa contrasta con la Costituzione.

Norme collegate

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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