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La Corte costituzionale ha dichiarato incostituzionale l’art. 2, comma 4, della legge n. 244/2007 (legge finanziaria 2008), che rendeva irripetibili le somme versate a titolo di ICI sugli immobili strumentali delle cooperative agricole per i periodi 2004-2007, pur avendo lo stesso legislatore riconosciuto l’esenzione di tali immobili. La norma violava l’art. 3 della Costituzione per irragionevolezza e disparità di trattamento.
Di cosa si tratta
L’imposta comunale sugli immobili (ICI) era applicata anche sugli immobili strumentali delle cooperative agricole, che però ritenevano di averne diritto all’esenzione. Alcune cooperative avevano pagato l’ICI per gli anni 2004-2007 e poi chiesto il rimborso. La legge finanziaria 2008 intervenne con una norma interpretativa che, da un lato, confermava implicitamente che l’obbligo tributario non sussisteva, ma dall’altro dichiarava irripetibili le somme già versate. Due giudici tributari hanno sollevato la questione di legittimità costituzionale.
La questione di legittimità costituzionale
La Commissione tributaria regionale dell’Emilia-Romagna (sezione di Parma) e la Commissione tributaria provinciale di Chieti hanno sollevato questione di legittimità costituzionale dell’art. 2, comma 4, della legge n. 244/2007, in riferimento agli artt. 3, 24 e 53 della Costituzione. La norma censurata rendeva irripetibili le somme pagate a titolo di ICI da cooperative agricole per immobili strumentali, nonostante il legislatore avesse riconosciuto l’inesistenza dell’obbligo tributario per quei periodi.
La decisione della Corte
La Corte ha accolto la questione con riferimento all’art. 3 Cost., ritenendo la norma irragionevole: il legislatore, avendo sancito l’insussistenza dell’obbligazione tributaria, non poteva coerentemente negare la restituzione di quanto pagato sine causa. Ha altresì rilevato la disparità di trattamento tra chi aveva già versato l’imposta — cui veniva negato il rimborso — e chi, pur nelle stesse condizioni, non aveva pagato. L’accoglimento del vizio ex art. 3 Cost. ha assorbito le censure relative agli artt. 24 e 53 Cost.
Il principio
È incostituzionale per irragionevolezza (art. 3 Cost.) la norma di interpretazione autentica che, dopo aver sancito l’inesistenza di un’obbligazione tributaria, dispone l’irripetibilità delle somme versate in adempimento di quell’obbligazione. Tale soluzione genera inoltre un’ingiustificata disparità di trattamento tra chi ha già pagato e chi non ha ancora corrisposto nulla.
Domande e risposte
Cosa significa «irripetibilità» di una somma pagata?
Significa che chi ha versato del denaro non può ottenerne la restituzione, anche se il pagamento era privo di causa giuridica. Il legislatore può in astratto prevederla, ma — come chiarito dalla Corte — non quando si contraddice affermando prima che il debito non esiste e poi negando il rimborso.
Perché gli immobili strumentali delle cooperative agricole erano esenti da ICI?
Perché la normativa fiscale esclude dall’ICI i fabbricati rurali strumentali all’attività agricola, considerati non produttivi di reddito fondiario autonomo. Le cooperative che li avevano pagato ritenevano dunque di avere diritto al rimborso.
Qual è la conseguenza pratica della sentenza?
Le cooperative agricole che avevano versato l’ICI sugli immobili strumentali per i periodi 2004-2007 e ne avevano chiesto il rimborso, dopo questa sentenza hanno potuto ottenere la restituzione delle somme, non essendo più valido il divieto legislativo di ripetizione.
Norme collegate
- Art. 3 della Costituzione — Principio di eguaglianza e ragionevolezza: parametro su cui la Corte ha accolto la questione
- Art. 53 della Costituzione — Principio di capacità contributiva: censura assorbita dall’accoglimento ex art. 3
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