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La Corte Costituzionale ha dichiarato cessata la materia del contendere nel giudizio sul ricorso del Governo contro la legge della Regione Abruzzo n. 45/2007 in materia di rifiuti. La Regione aveva modificato la normativa impugnata adeguandosi alle censure statali, e il Governo aveva rinunciato al ricorso: venute meno le ragioni della controversia, la Corte ha preso atto della cessazione.
Di cosa si tratta
Il Presidente del Consiglio dei ministri aveva impugnato diverse disposizioni della legge della Regione Abruzzo 19 dicembre 2007, n. 45, recante norme per la gestione integrata dei rifiuti, per contrasto con la normativa statale in materia ambientale. Successivamente, la Regione Abruzzo aveva adottato la legge regionale n. 16/2008 che modificava le norme impugnate in conformità a quanto concordato con il Dipartimento degli Affari Regionali. Il Governo aveva quindi rinunciato al ricorso.
La questione di legittimità costituzionale
Il Presidente del Consiglio dei ministri aveva impugnato gli artt. 3, comma 1, lettere j) e m), 52, comma 1, 53, comma 1, e 55, commi 4 e 5, della legge della Regione Abruzzo n. 45/2007 (Norme per la gestione integrata dei rifiuti), ritenendo le disposizioni contrastanti con la normativa statale di riferimento in materia ambientale.
La decisione della Corte
La Corte ha dichiarato cessata la materia del contendere. Il successivo intervento normativo della Regione Abruzzo (legge n. 16/2008) aveva modificato le norme impugnate recependo sostanzialmente le censure statali. Il Governo aveva rinunciato al ricorso, e le norme impugnate non avevano medio tempore trovato applicazione. Pur in assenza di formale accettazione della rinuncia da parte della Regione, la Corte ha ritenuto venute meno le ragioni della controversia.
Il principio
La cessazione della materia del contendere può essere dichiarata anche quando la rinuncia al ricorso non sia stata formalmente accettata dalla controparte, qualora l’intervento normativo successivo sia satisfattivo della pretesa avanzata, le norme impugnate non abbiano avuto applicazione nel frattempo e il contenuto dell’atto di rinuncia sia inequivoco.
Domande e risposte
Cosa significa «cessazione della materia del contendere»?
Significa che, nel corso del giudizio, è venuta meno la ragione stessa della controversia: la Regione ha modificato le norme impugnate in senso conforme alle censure del Governo, e quest’ultimo ha rinunciato al ricorso. Non vi è più nulla su cui la Corte debba pronunciarsi nel merito.
La rinuncia al ricorso deve sempre essere accettata dalla controparte?
In linea di principio sì, la rinuncia non accettata non comporta l’estinzione del processo. Tuttavia, può fondare — insieme ad altri elementi (come la modifica normativa satisfattiva e la mancata applicazione delle norme impugnate) — una dichiarazione di cessazione della materia del contendere, che è un esito diverso dall’estinzione formale del giudizio.
Le norme abruzzesi sui rifiuti erano effettivamente incostituzionali?
La Corte non si è pronunciata nel merito: ha dichiarato cessata la materia del contendere senza valutare la fondatezza delle censure. Ciò significa che non sappiamo se le originarie disposizioni della legge n. 45/2007 fossero effettivamente illegittime o meno.
Norme collegate
- Art. 117 della Costituzione — riparto di competenze legislative Stato-Regioni in materia ambientale
Per il testo normativo integrale e aggiornato consulta Normattiva.it.