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La Corte costituzionale ha accolto il conflitto di attribuzioni sollevato dalla Camera dei deputati e dal Senato, dichiarando che non spettava al Ministro dell’economia, d’intesa con il Presidente del Consiglio, revocare un consigliere di amministrazione della RAI senza la previa deliberazione della Commissione parlamentare di vigilanza. Gli atti di revoca sono stati annullati.
Di cosa si tratta
Nel maggio 2007, il Ministro dell’economia e il Presidente del Consiglio avevano avviato la procedura di revoca del prof. Petroni dalla carica di consigliere di amministrazione della RAI, senza attendere una previa deliberazione della Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi. La Camera e il Senato avevano sollevato conflitto di attribuzioni, sostenendo che tale comportamento ledeva le prerogative del Parlamento sul servizio pubblico radiotelevisivo.
La questione di legittimità costituzionale
Il giudizio aveva la forma di un conflitto di attribuzioni tra poteri dello Stato: la Camera dei deputati e il Senato della Repubblica contro il Ministro dell’economia e delle finanze e il Presidente del Consiglio dei ministri. Il parametro era la normativa sul servizio pubblico radiotelevisivo e la competenza della Commissione parlamentare di vigilanza RAI.
La decisione della Corte
La Corte ha dichiarato che non spettava al Ministro dell’economia, d’intesa con il Presidente del Consiglio, richiedere e votare nell’Assemblea degli azionisti della RAI la revoca di un consigliere di amministrazione in assenza di previa deliberazione della Commissione parlamentare di vigilanza. Ha annullato la nota del Ministro dell’economia, quella del Presidente del Consiglio, quella del Ministro rivolta al Direttore generale del Tesoro e quella del Direttore generale del Tesoro alla RAI.
Il principio
Il Governo non può procedere alla revoca di un consigliere di amministrazione della RAI senza la previa deliberazione della Commissione parlamentare per la vigilanza dei servizi radiotelevisivi. Tale deliberazione è condizione necessaria affinché il potere di nomina e revoca spettante allo Stato azionista venga esercitato nel rispetto delle prerogative parlamentari sul servizio pubblico radiotelevisivo.
Domande e risposte
Cos’è la Commissione parlamentare di vigilanza RAI?
La Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi è un organo parlamentare bicamerale che esercita le funzioni di indirizzo e vigilanza sul servizio pubblico radiotelevisivo. La sua composizione e i suoi poteri sono disciplinati dalla legge n. 103/1975 e successive modifiche.
In che senso il Governo aveva violato le prerogative parlamentari?
Avviando la procedura di revoca del consigliere Petroni senza attendere la deliberazione della Commissione parlamentare, il Governo aveva esercitato il potere di azionista della RAI in modo da eludere il controllo parlamentare sul servizio pubblico radiotelevisivo, ledendo le attribuzioni costituzionali delle Camere.
Il Governo può mai esercitare il diritto di voto in assemblea RAI in modo autonomo?
Sì, per le deliberazioni ordinarie che non riguardano la composizione del consiglio di amministrazione. Ma per la nomina e la revoca dei consiglieri è necessaria la previa deliberazione della Commissione parlamentare di vigilanza, che esprime l’indirizzo del Parlamento sul servizio pubblico.
Norme collegate
- Art. 3 della Costituzione — principio di ragionevolezza nell’esercizio delle attribuzioni dei poteri dello Stato
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