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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
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La Corte costituzionale ha dichiarato manifestamente inammissibili le questioni relative alla norma che manteneva la rilevanza penale delle violazioni sugli apparecchi da gioco commesse prima del 2006, nonostante la successiva depenalizzazione. Le questioni erano state proposte senza sufficiente motivazione sulla loro non manifesta infondatezza.

Di cosa si tratta

La legge finanziaria 2006 (art. 1, comma 547, legge n. 266/2005) aveva stabilito che per le violazioni dell’art. 110, comma 9, del TULPS (Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza) commesse prima del 1° gennaio 2006, si continuassero ad applicare le norme penali vigenti al momento del fatto. Poiché le condotte erano state depenalizzate (trasformate in illecito amministrativo), questa clausola di salvaguardia manteneva la punibilità penale solo per i fatti pregressi.

La questione di legittimità costituzionale

Il Tribunale di Lucera (sezione distaccata di Apricena) ha sollevato questioni di legittimità costituzionale: dell’art. 1, comma 547, legge n. 266/2005, in riferimento agli artt. 3 e 25 Cost.; e dell’art. 110, comma 9, del r.d. n. 773/1931, in riferimento all’art. 117, primo comma, Cost.

La decisione della Corte

La Corte ha dichiarato la manifesta inammissibilità di entrambe le questioni. Le ordinanze di rimessione non contenevano una motivazione adeguata sulla non manifesta infondatezza, limitandosi a prospettare dubbi generici senza confrontarsi con la giurisprudenza costituzionale pertinente.

Il principio

Il giudice rimettente ha l’onere di motivare adeguatamente non soltanto la rilevanza della questione nel giudizio principale, ma anche la non manifesta infondatezza. La mancanza di una motivazione sufficiente su questo secondo requisito rende la questione manifestamente inammissibile.

Domande e risposte

Cosa prevede il principio di irretroattività della legge penale più favorevole?

Quando una condotta viene depenalizzata (trasformata da reato in illecito amministrativo), il principio di retroattività della legge penale più favorevole (art. 2, comma 2, c.p.) imporrebbe di applicare retroattivamente la norma più mite. Una clausola di salvaguardia che esclude tale retroattività può sollevare problemi di legittimità costituzionale.

Perché la Corte ha dichiarato inammissibili le questioni invece di esaminarle nel merito?

Perché le ordinanze di rimessione non motivavano adeguatamente perché le questioni non fossero manifestamente infondate. Il giudice rimettente non si era confrontato con la giurisprudenza costituzionale esistente sul punto, rendendo le ordinanze carenti sotto il profilo della motivazione.

Cosa si intende per “manifesta inammissibilità” di una questione di legittimità costituzionale?

Una questione è dichiarata manifestamente inammissibile quando mancano i requisiti formali o sostanziali di ammissibilità in modo evidente: ad esempio, per difetto di rilevanza nel giudizio principale, per motivazione insufficiente, o perché la norma impugnata non esiste o non è quella effettivamente applicabile.

Norme collegate

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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