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La Corte costituzionale dichiara inammissibile il ricorso per conflitto di attribuzioni promosso dal delegato effettivo e supplente del Comune di San Michele al Tagliamento: tali soggetti non costituiscono “poteri dello Stato” ai sensi dell’art. 134 Cost. e non sono perciò legittimati a sollevare il conflitto.
Di cosa si tratta
Il Comune di San Michele al Tagliamento aveva avviato una procedura referendaria per distaccarsi dalla Regione Veneto e aggregarsi alla Regione Friuli-Venezia Giulia, ai sensi dell’art. 132, secondo comma, della Costituzione. I delegati nominati dal Consiglio comunale per seguire la procedura referendaria avevano impugnato davanti alla Corte costituzionale gli atti dell’Ufficio centrale per il referendum, del Consiglio dei ministri e del Presidente della Repubblica, lamentando una menomazione delle proprie competenze.
La questione di legittimità costituzionale
I delegati sostenevano di essere “poteri dello Stato” legittimati al conflitto, sul modello dei promotori del referendum abrogativo ex art. 75 Cost. La Corte ha esaminato la questione in camera di consiglio il 19 novembre 2008 (relatore Ugo De Siervo).
La decisione della Corte
La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso: il delegato comunale — sia effettivo sia supplente — non è un potere dello Stato ai sensi degli artt. 134 e 137 Cost. La legislazione vigente non gli riconosce alcun potere autonomo nella fase di proclamazione dei risultati referendari, né tale ruolo è assimilabile a quello dei soggetti promotori del referendum abrogativo.
Il principio
Il delegato comunale nel referendum ex art. 132 Cost. non è un “potere dello Stato” e non può promuovere conflitto di attribuzioni davanti alla Corte costituzionale.
Domande e risposte
Cosa è il conflitto di attribuzioni tra poteri dello Stato?
Il conflitto di attribuzioni sorge quando un organo ritiene che un altro abbia invaso le proprie competenze costituzionali. Può essere proposto solo da soggetti qualificati come “poteri dello Stato”, cioè organi dotati di attribuzioni costituzionalmente garantite.
Chi è il delegato comunale nel referendum ex art. 132 Cost.?
Il delegato è il soggetto nominato dal Consiglio comunale per seguire, in rappresentanza della comunità locale, la procedura di variazione territoriale. La legge n. 352/1970 gli attribuisce compiti di carattere tecnico-procedimentale, ma non autonomi poteri costituzionali.
Perché il delegato comunale è diverso dal promotore del referendum abrogativo?
Il comitato promotore del referendum ex art. 75 Cost. ha una legittimazione esplicitamente riconosciuta dalla giurisprudenza costituzionale perché raccoglie le firme e promuove il referendum. Il delegato comunale, invece, non raccoglie firme né avvia la procedura: segue solo gli atti già avviati dal Consiglio comunale.
Norme collegate
- Art. 132 della Costituzione — Disciplina del referendum per il distacco di Comuni da una Regione e aggregazione ad altra Regione
Per il testo normativo integrale e aggiornato consulta Normattiva.it.