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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
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La Corte costituzionale ha dichiarato incostituzionale l’art. 180, comma 4, del codice della strada nella parte in cui non estendeva a tutti i veicoli delle aziende fornitrici di servizi pubblici essenziali la facoltà di tenere a bordo una fotocopia autenticata della carta di circolazione, anziché l’originale.

Di cosa si tratta

Il codice della strada obbliga i conducenti a tenere a bordo del veicolo la carta di circolazione in originale. Una norma del 2003 aveva esteso la facoltà di usare una fotocopia autenticata ai veicoli di alcune aziende di servizi pubblici, ma non a tutte. L’AMIU di Genova (azienda municipale igiene urbana) si era vista irrogare una sanzione per non aver esibito l’originale, nonostante svolgesse un servizio pubblico essenziale.

La questione di legittimità costituzionale

Il Giudice di pace di Genova ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell’art. 180, comma 4, del d.lgs. n. 285 del 1992 (codice della strada), come integrato dall’art. 3, comma 17, del d.l. n. 151 del 2003, in riferimento agli artt. 3 e 41 della Costituzione. La norma consentiva ad alcune aziende di usare fotocopie autenticate, ma non a tutte quelle erogatrici di servizi pubblici essenziali.

La decisione della Corte

La Corte ha dichiarato l’illegittimità costituzionale della norma nella parte in cui non estendeva a tutti i veicoli delle aziende fornitrici di servizi pubblici essenziali (ai sensi dell’art. 1 della l. n. 146 del 1990) la facoltà di tenere a bordo una fotocopia autenticata della carta di circolazione.

Il principio

Una disciplina che riconosce un beneficio (uso di fotocopia autenticata anziché originale) ad alcune categorie di aziende di servizi pubblici ma non ad altre che si trovano in posizione identica viola il principio di uguaglianza di cui all’art. 3 della Costituzione. La disparità di trattamento non è giustificata da alcuna differenza sostanziale tra le categorie.

Domande e risposte

Quali sono i servizi pubblici essenziali ai sensi della legge n. 146 del 1990?

Sono i servizi la cui interruzione può pregiudicare il godimento di diritti fondamentali: sanità, igiene pubblica, raccolta dei rifiuti, trasporti pubblici, erogazione di acqua, gas ed energia, protezione civile e altri. La raccolta rifiuti urbani rientra in questa categoria.

Cosa deve tenere oggi a bordo il conducente di un veicolo aziendale?

Le imprese fornitrici di servizi pubblici essenziali possono tenere a bordo una fotocopia della carta di circolazione autenticata dal proprietario del veicolo, in luogo dell’originale. La sentenza ha esteso questa facoltà a tutte le categorie di servizi essenziali.

Perché il giudice di pace di Genova ha sollevato la questione?

Nel corso del giudizio di opposizione proposto da AMIU s.p.a. contro un verbale di contestazione, il Giudice di pace ha rilevato che l’azienda — che gestisce la raccolta dei rifiuti urbani, servizio pubblico essenziale — si trovava in una posizione identica ad aziende già esentate dalla norma senza poter fruire dello stesso beneficio.

Norme collegate

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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