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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
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Il Tribunale di Pesaro aveva sollevato la questione di legittimità dell’art. 10-bis del T.U. immigrazione (reato di soggiorno illegale), ma la Corte ha dichiarato manifestamente inammissibile la questione per difetti di rilevanza: il rimettente aveva già individuato una ragione per assolvere l’imputato dal reato originariamente contestato, senza necessità di una pronuncia di incostituzionalità.

Di cosa si tratta

Il Tribunale di Pesaro procedeva nei confronti di un cittadino senegalese imputato di inottemperanza all’ordine del questore di lasciare il territorio (art. 14, comma 5-ter, d.lgs. n. 286 del 1998). Il giudice aveva già ritenuto che l’imputato dovesse essere assolto per quel reato, perché l’ordine era ineseguibile (l’imputato era privo di documenti per l’espatrio). Il Tribunale aveva però riqualificato la condotta successiva all’entrata in vigore della legge n. 94 del 2009 come reato ex art. 10-bis e aveva sollevato la questione di legittimità di quest’ultima norma.

La questione di legittimità costituzionale

L’art. 10-bis del d.lgs. n. 286 del 1998 era censurato in riferimento agli artt. 2, 3, 10 e 27 della Costituzione, dal Tribunale di Pesaro in composizione monocratica (r.o. n. 286 del 2009).

La decisione della Corte

La Corte ha dichiarato manifestamente inammissibile la questione. La complessa ricostruzione operata dal rimettente — che aveva già individuato una soluzione per il periodo precedente alla legge n. 94 del 2009 e aveva poi riqualificato il fatto per il periodo successivo — non consentiva di valutare con chiarezza la rilevanza della questione nel giudizio. Le alternative ricostruttive prospettate dal giudice (assoluzione, riqualificazione, rimessione) rendevano la motivazione sulla rilevanza insufficiente.

Il principio

La questione di legittimità costituzionale deve essere rilevante nel giudizio principale, nel senso che la decisione della Corte deve essere necessaria per definire quel giudizio. Se il giudice ha già individuato una soluzione per assolvere l’imputato o per definire altrimenti il processo, la questione difetta di rilevanza.

Domande e risposte

Il reato di soggiorno illegale (art. 10-bis) si applica anche se il rimpatrio era impossibile?

Il Tribunale di Pesaro aveva ritenuto che la mancanza del giustificato motivo — clausola presente nell’art. 14, comma 5-ter, ma non nell’art. 10-bis — potesse escludere la punibilità in caso di impossibilità oggettiva di lasciare il territorio. La Corte non ha esaminato il merito, avendo dichiarato inammissibile la questione.

Cosa si intende per manifesta inammissibilità per difetto di rilevanza?

La rilevanza della questione significa che la risposta della Corte è necessaria per decidere il giudizio principale. Se il giudice può già definire il processo a prescindere dall’esito della questione costituzionale, questa manca di rilevanza.

In cosa differisce l’art. 10-bis dall’art. 14, comma 5-ter, del T.U. immigrazione?

L’art. 14, comma 5-ter, punisce l’inottemperanza a un ordine specifico del questore di allontanarsi e richiede l’assenza di un «giustificato motivo». L’art. 10-bis punisce invece genericamente l’ingresso o il trattenimento irregolare senza questa clausola esplicita.

Norme collegate

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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