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La Corte costituzionale dichiara manifestamente inammissibile la questione di legittimità dell’art. 124 del codice penale sul termine di tre mesi per proporre querela, sollevata dal Giudice di pace di Messina per assoluta carenza di motivazione e mancanza di rilevanza nel giudizio principale.
Di cosa si tratta
L’art. 124 del codice penale prevede un termine perentorio di tre mesi per proporre querela nei reati perseguibili a querela di parte. Il Giudice di pace di Messina aveva sollevato questione di legittimità sostenendo che il termine di «tre mesi» — poiché i mesi hanno durata variabile (28, 30 o 31 giorni) — creerebbe una disparità di trattamento rispetto a un termine fisso di 90 giorni, in violazione dell’art. 3 Cost.
La questione di legittimità costituzionale
Questione di legittimità costituzionale dell’art. 124 del codice penale, nella parte in cui prevede il termine perentorio di tre mesi per proporre querela e non quello di novanta giorni, in riferimento agli artt. 3 e 24 della Costituzione. Sollevata dal Giudice di pace di Messina nel procedimento penale a carico di C.G.
La decisione della Corte
La Corte dichiara manifestamente inammissibile la questione per molteplici profili: assoluta mancanza di motivazione sulla non manifesta infondatezza, e irrilevanza della questione nel giudizio principale (nel caso concreto non vi era contestazione alcuna sul rispetto del termine di querela). Il Presidente del Consiglio aveva già eccepito questi difetti.
Il principio
Il giudice a quo deve motivare adeguatamente sia la rilevanza sia la non manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale. L’assenza di qualsiasi argomentazione giuridica a sostegno della censura e la mancanza di un nesso con il giudizio principale rendono la questione manifestamente inammissibile.
Domande e risposte
Quanto dura il termine per proporre querela?
L’art. 124 c.p. prevede un termine di tre mesi dal momento in cui il querelante ha avuto notizia del fatto che costituisce reato. Per alcuni reati gravi (come la violenza sessuale) il termine è esteso a dodici mesi. Il termine decorre dalla conoscenza del reato, non necessariamente dalla sua commissione.
La differenza tra «tre mesi» e «90 giorni» è giuridicamente rilevante?
Raramente nella pratica. La questione sollevata dal Giudice di pace era eccessivamente formalistica: la differenza di qualche giorno tra i mesi non crea una reale disparità di trattamento rilevante ai fini dell’art. 3 Cost. Inoltre, nel caso concreto, nessuno contestava che il termine fosse stato rispettato.
Cosa deve contenere l’ordinanza di rimessione alla Corte costituzionale?
L’ordinanza di rimessione deve indicare: (1) la norma impugnata; (2) i parametri costituzionali violati; (3) la descrizione del giudizio principale; (4) la motivazione sulla rilevanza (perché la norma si applica al caso); (5) la motivazione sulla non manifesta infondatezza (perché la norma potrebbe essere incostituzionale). La carenza di uno di questi elementi rende la questione inammissibile.
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