Testo dell'articoloIn aggiornamento
📄 Leggi il testo integrale →PDF dal sito della Corte costituzionale
La Corte costituzionale ha dichiarato inammissibile la questione sollevata dal GUP di Modena sull’assenza di un termine per il deposito del fascicolo delle indagini difensive e del correlativo diritto del PM alla controprova nel giudizio abbreviato, per difetto di motivazione sulla non manifesta infondatezza.
Di cosa si tratta
Nel processo penale, quando la difesa deposita un fascicolo di indagini difensive e contestualmente chiede il rito abbreviato, il pubblico ministero si trova nell’impossibilità di esercitare un diritto di controprova sulle risultanze difensive. Il GUP del Tribunale di Modena, investito di un processo per reati tributari, ha ritenuto che questa situazione di asimmetria tra le parti violasse il principio del contraddittorio e della parità delle armi, sanciti dall’art. 111 della Costituzione.
La questione di legittimità costituzionale
Il GUP del Tribunale di Modena ha sollevato questione in riferimento all’art. 111 della Costituzione (giusto processo), contestando gli artt. 391-octies e 442, comma 1-bis, del codice di procedura penale nella parte in cui non prevedono, in caso di deposito del fascicolo delle indagini difensive e richiesta di giudizio abbreviato, un termine processuale per il deposito con facoltà del PM di esercitare il diritto alla controprova.
La decisione della Corte
La Corte ha dichiarato inammissibile la questione, rilevando che l’ordinanza di rimessione non sviluppava adeguatamente le ragioni di non manifesta infondatezza: il rimettente si era limitato ad affermare la «chiara asimmetria» tra le parti senza approfondire perché questa situazione si traducesse in una violazione dell’art. 111 Cost. né aveva considerato gli strumenti già previsti dall’ordinamento per ovviare al problema.
Il principio
Il giudice rimettente ha l’onere di motivare adeguatamente non solo la rilevanza della questione nel giudizio a quo, ma anche la non manifesta infondatezza, illustrando le ragioni per cui la norma censurata è incompatibile con il parametro costituzionale indicato; una motivazione meramente assertiva non soddisfa questo requisito e rende la questione inammissibile.
Domande e risposte
Cosa succede quando la difesa deposita indagini difensive e chiede il rito abbreviato?
Il giudice acquisisce il fascicolo e decide il merito del processo in quella sede. Il PM, che può essere sorpreso da materiale probatorio nuovo e potenzialmente favorevole alla difesa, non ha uno specifico strumento per contrastare o integrare quel materiale nel contesto del rito abbreviato.
La Corte ha escluso che esista un problema di parità delle armi?
No. La pronuncia di inammissibilità non equivale a dire che la norma sia costituzionalmente legittima; significa solo che la questione non era stata adeguatamente motivata. La questione potrebbe essere riproposta in modo più argomentato da altri giudici.
L’art. 111 Cost. garantisce sempre la parità tra accusa e difesa?
L’art. 111 Cost. garantisce la parità delle armi nel contraddittorio, ma il rito abbreviato è un rito speciale che il codice struttura in modo diverso dal dibattimento; la Corte ha già riconosciuto che alcune differenze rispetto al rito ordinario sono compatibili con la Costituzione, purché non comportino uno squilibrio intollerabile.
Norme collegate
- Art. 111 della Costituzione — principi del giusto processo, contraddittorio e parità delle armi
Per il testo normativo integrale e aggiornato consulta Normattiva.it.