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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
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La Corte costituzionale ha dichiarato manifestamente inammissibili le questioni sollevate dal Giudice di pace di Vigevano sull’art. 10-bis del d.lgs. n. 286/1998 (reato di immigrazione irregolare), per carenze motivazionali nelle ordinanze di rimessione: il rimettente non aveva descritto adeguatamente la fattispecie concreta e aveva affermato la rilevanza in termini puramente assiomatici.

Di cosa si tratta

L’art. 10-bis del d.lgs. n. 286/1998 (Testo unico immigrazione), introdotto dalla legge n. 94/2009, punisce con ammenda da 5.000 a 10.000 euro lo straniero che fa ingresso o si trattiene illegalmente nel territorio dello Stato. Il Giudice di pace di Vigevano aveva sollevato più questioni di legittimità costituzionale di tale disposizione, in riferimento agli artt. 2, 3, 25 secondo comma e 97 Cost., lamentando che la norma sanzionasse non una condotta ma una condizione personale.

La questione di legittimità costituzionale

Il Giudice di pace di Vigevano ha sollevato, in riferimento agli artt. 2, 3, 25 secondo comma e 97 Cost., questioni di legittimità costituzionale dell’art. 10-bis del d.lgs. n. 286/1998, lamentando: disparità di trattamento rispetto al più grave art. 14 comma 5-ter (che prevede l’esimente del giustificato motivo); sanzionamento di una condizione personale anziché di una condotta; lesione del principio di buon andamento per la duplicazione dei procedimenti (penale e amministrativo).

La decisione della Corte

La Corte ha dichiarato le questioni manifestamente inammissibili, conformemente a quanto già deciso in analoghe vicende sollevate dallo stesso rimettente (ordinanze n. 149, n. 86 e n. 3 del 2011, n. 253 del 2010). Le ordinanze di rimessione presentavano carenze strutturali: la descrizione della fattispecie concreta si limitava a parafrasare il capo di imputazione, senza fornire gli elementi necessari per verificare la rilevanza della questione, che era affermata in termini meramente assiomatici.

Il principio

Le ordinanze di rimessione alla Corte costituzionale devono descrivere adeguatamente la vicenda concreta e motivare specificatamente la rilevanza della questione, indicando perché la norma censurata debba essere applicata nel giudizio principale. Ordinanze che si limitano a parafrasare la norma penale nel capo di imputazione e ad affermare la rilevanza in modo assiomatico sono inammissibili per difetto di motivazione.

Domande e risposte

Cosa si intende per “rilevanza” della questione di costituzionalità?

La questione è rilevante quando il giudice deve necessariamente applicare la norma censurata per decidere il caso sottoposto al suo esame. Il giudice deve spiegare, nell’ordinanza di rimessione, perché la norma si applica nel caso concreto: non basta richiamare il testo della norma stessa.

L’art. 10-bis del TU immigrazione è stato poi dichiarato incostituzionale in altri giudizi?

La Corte ha successivamente esaminato nel merito la norma in altri procedimenti (ordinanza n. 250/2010), senza dichiararne l’incostituzionalità, ritenendo infondate le censure. Tuttavia il dibattito sull’art. 10-bis è rimasto aperto anche in sede europea.

Perché la Corte ha riunito più ordinanze di rimessione?

Le ordinanze sollevavano questioni identiche (stesso articolo, stessi parametri, stesso rimettente), pertanto la Corte ha riunito i relativi giudizi per decidere con un’unica pronuncia, per ragioni di economia processuale.

Norme collegate

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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