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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
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La Corte costituzionale ha dichiarato inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell’art. 335 del codice penale (violazione colposa degli obblighi del custode di cose sottoposte a sequestro), per omessa ricerca di un’interpretazione costituzionalmente conforme. Il Tribunale di Nola aveva dubitato della ragionevolezza della norma nella parte in cui punisce più gravemente chi colposamente agevola la circolazione di un veicolo sequestrato, rispetto a chi lo usa volontariamente.

Di cosa si tratta

A seguito di una sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione del 2010, la circolazione abusiva del veicolo da parte del custode stesso era stata depenalizzata (art. 213, comma 4, Codice della strada). Il Tribunale di Nola si interrogava se, per effetto di questa pronuncia, fosse irragionevole che il custode che colposamente consente ad altri di far circolare il veicolo risponda del più grave reato penale dell’art. 335 c.p., mentre chi lo fa direttamente risponde solo dell’illecito amministrativo.

La questione di legittimità costituzionale

Il Tribunale di Nola in composizione monocratica ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell’art. 335 del codice penale, in riferimento all’art. 3 della Costituzione (principio di ragionevolezza). Giudice rimettente: Tribunale di Nola.

La decisione della Corte

La Corte ha dichiarato la questione inammissibile perché il rimettente non aveva esplorato la possibilità di un’interpretazione conforme alla Costituzione. In particolare, il Tribunale avrebbe dovuto verificare se il custode che colposamente agevola la circolazione altrui potesse rispondere di concorso colposo nell’illecito amministrativo (artt. 5 legge n. 689 del 1981 e 213, comma 4, d.lgs. n. 285 del 1992), escludendo l’autonomo reato dell’art. 335 c.p.

Il principio

Il giudice è tenuto a ricercare, prima di sollevare questione di costituzionalità, una interpretazione della norma che sia conforme alla Costituzione. Se tale interpretazione è possibile, la questione è inammissibile. Nel caso di specie, la possibilità di configurare il concorso colposo nell’illecito amministrativo avrebbe risolto il prospettato squilibrio sanzionatorio senza necessità di intervento della Corte.

Domande e risposte

Cosa prevede l’art. 335 del codice penale?

L’art. 335 c.p. punisce chiunque, essendo obbligato alla custodia di cose sottoposte a sequestro, le sottrae, disperde, distrugge, deteriora o le agevola colposamente a tali condotte da parte di terzi. La fattispecie colposa tutela l’integrità delle cose sequestrate dall’autorità.

Come si risolve il paradosso dopo la sentenza Sezioni Unite 2010?

Le Sezioni Unite avevano stabilito che il custode che fa circolare il veicolo risponde solo dell’illecito amministrativo del Codice della strada (depenalizzazione). La Corte costituzionale indica che il custode che colposamente ne consente la circolazione ad altri può rispondere di concorso colposo nell’illecito amministrativo ex art. 5 legge n. 689 del 1981, evitando così il più grave reato del 335 c.p.

Cosa significa interpretazione costituzionalmente conforme?

Prima di rimettere una questione alla Corte, il giudice deve verificare se la norma impugnata possa essere interpretata in un modo che la renda compatibile con la Costituzione. Solo se non è possibile alcuna interpretazione conforme, il giudice può sollevare l’incidente di costituzionalità. Se esistono interpretazioni conformi praticabili e il giudice non le ha esplorate, la Corte dichiara la questione inammissibile.

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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