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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
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La Corte costituzionale ha dichiarato parzialmente illegittima la legge della Regione Molise n. 18 del 2012 in materia di piani attuativi edilizi, nella parte in cui non prevedeva l’obbligo dei Comuni di trasmettere alla Regione copia dei piani attuativi conformi allo strumento urbanistico vigente. L’obbligo di trasmissione è un principio fondamentale di governo del territorio sancito dalla legge statale n. 47 del 1985, che le Regioni non possono sopprimere.

Di cosa si tratta

La Regione Molise aveva approvato una legge che semplificava l’approvazione dei piani attuativi conformi agli strumenti urbanistici vigenti, attribuendo la competenza definitiva alla Giunta comunale. La norma regionale non prevedeva però l’obbligo — invece previsto dall’art. 24 della legge statale n. 47 del 1985 — di trasmettere copia dei piani approvati alla Regione. Il Presidente del Consiglio ha impugnato la norma per violazione del principio fondamentale del governo del territorio.

La questione di legittimità costituzionale

Il Presidente del Consiglio ha impugnato l’art. 1 della legge reg. Molise n. 18 del 2012 e l’art. 1, comma 3, della legge reg. Molise n. 1 del 2013 in riferimento all’art. 117, terzo comma, Cost. (governo del territorio), per contrasto con l’art. 24 della legge n. 47 del 1985.

La decisione della Corte

La Corte ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 1, comma 1, della legge reg. Molise n. 18 del 2012 «nella parte in cui non prevede che copia dei piani attuativi conformi allo strumento urbanistico generale, per i quali non è prevista l’approvazione regionale, sia trasmessa dai Comuni alla Regione». Ha dichiarato invece inammissibili le questioni sugli altri commi, perché nel frattempo la successiva legge reg. n. 1 del 2013 aveva modificato la disciplina aggiungendo un comma 1-bis che recepiva proprio l’obbligo di trasmissione. La Corte ha quindi dichiarato inammissibile anche la questione su quest’ultima legge perché la norma aveva già risolto il problema.

Il principio

L’obbligo di trasmettere alla Regione copia dei piani attuativi approvati dai Comuni è un principio fondamentale della legislazione statale in materia di governo del territorio (art. 24, legge n. 47 del 1985): le Regioni non possono introdurre semplificazioni procedurali che lo eliminino, pur potendo regolare nei dettagli il procedimento di approvazione.

Domande e risposte

A cosa serve l’obbligo di trasmettere i piani attuativi alla Regione?

Serve a consentire alla Regione di esercitare la propria funzione di coordinamento urbanistico e di eventualmente formulare osservazioni ai Comuni. Non è una forma di controllo preventivo che blocca l’efficacia del piano, ma una forma di informazione istituzionale che permette la pianificazione territoriale regionale.

Cosa sono i «piani attuativi» in materia urbanistica?

Sono gli strumenti di pianificazione urbanistica di dettaglio (piani di lottizzazione, piani particolareggiati, ecc.) che danno attuazione concreta allo strumento urbanistico generale (il piano regolatore generale). Quando sono «conformi» allo strumento generale, non richiedono l’approvazione regionale ma solo quella comunale.

La successiva legge regionale che ha introdotto l’obbligo di trasmissione ha sanato il vizio?

Parzialmente: ha rimediato al problema per il futuro (tant’è che la questione sulla legge n. 1 del 2013 è stata dichiarata inammissibile). Tuttavia non poteva sanare l’illegittimità della norma originaria, che la Corte ha comunque colpito per il periodo di sua vigenza.

Norme collegate

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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