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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
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La Corte costituzionale ha dichiarato ammissibile il conflitto di attribuzione sollevato dalla Corte d’appello di Milano contro la delibera della Camera dei deputati che aveva ritenuto insindacabili, ai sensi dell’art. 68, primo comma, della Costituzione, le dichiarazioni rese dall’on. Enrico La Loggia in un’intervista al «Corriere della Sera» del 18 giugno 2006 riguardanti presunte irregolarità elettorali. La Corte ha ammesso il conflitto e disposto la notifica alla Camera per procedere al merito.

Di cosa si tratta

Tre magistrati dell’Ufficio centrale circoscrizionale estero avevano citato in giudizio il deputato Enrico La Loggia per ottenere il risarcimento dei danni derivanti da dichiarazioni ritenute diffamatorie, contenute in un articolo di stampa del 2006. La Camera dei deputati aveva deliberato che quelle opinioni rientravano nell’insindacabilità prevista dall’art. 68, primo comma, della Costituzione. La Corte d’appello di Milano, investita della causa civile di risarcimento, ha sollevato conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato, contestando che quelle dichiarazioni potessero essere coperte da immunità parlamentare.

La questione di legittimità costituzionale

Il conflitto riguarda la delibera della Camera dei deputati del 19 dicembre 2008, con cui l’Assemblea ha affermato l’insindacabilità delle opinioni espresse dall’on. La Loggia, applicando l’art. 68, primo comma, Cost. Il giudice rimettente è la Corte d’appello di Milano, seconda sezione civile.

La decisione della Corte

La Corte costituzionale, con ordinanza n. 262 del 2013, ha dichiarato ammissibile il conflitto di attribuzione ai sensi dell’art. 37 della legge n. 87 del 1953. Ha riconosciuto sia la legittimazione attiva della Corte d’appello, in quanto organo giurisdizionale in posizione di indipendenza costituzionalmente garantita, sia la legittimazione passiva della Camera dei deputati, quale organo competente a dichiarare definitivamente la propria volontà in ordine all’applicabilità dell’art. 68 Cost. Ha quindi disposto la notifica del ricorso alla Camera, rinviando la decisione nel merito.

Il principio

La legittimazione a sollevare conflitto di attribuzione in materia di insindacabilità parlamentare spetta al giudice ordinario ogni volta che la delibera parlamentare invada la sfera di attribuzione giurisdizionale: in tali casi la questione è ammissibile e il conflitto deve essere notificato all’organo parlamentare per la successiva decisione nel merito.

Domande e risposte

Cosa si intende per insindacabilità parlamentare ai sensi dell’art. 68, primo comma, Cost.?

L’insindacabilità tutela i parlamentari per le opinioni espresse e i voti dati nell’esercizio delle loro funzioni: non possono essere perseguiti né civilmente né penalmente. Il confine è però tracciato dalla connessione funzionale con l’attività parlamentare.

Chi può sollevare conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato in questa materia?

Il giudice investito della causa civile o penale contro un parlamentare può sollevare conflitto di attribuzione se ritiene che la delibera parlamentare di insindacabilità non abbia i presupposti richiesti dalla Costituzione, ledendo la propria sfera giurisdizionale.

Qual è l’effetto della dichiarazione di ammissibilità del conflitto?

La dichiarazione di ammissibilità è una fase preliminare: la Corte verifica solo se il conflitto è proponibile, rinviando al merito la valutazione sulla fondatezza. Il giudice deve poi notificare il ricorso all’organo parlamentare e rideporlo in cancelleria.

Norme collegate

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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