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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
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La Corte ha dichiarato non fondata la questione relativa al divieto per le parafarmacie di vendere farmaci di fascia C soggetti a prescrizione medica: il legislatore può legittimamente limitare la libertà di impresa delle parafarmacie per ragioni di tutela della salute, senza violare gli artt. 3 e 41 della Costituzione.

Di cosa si tratta

Una farmacista aveva chiesto di essere autorizzata a vendere nella propria parafarmacia farmaci di fascia C soggetti a prescrizione medica — oggi venduti solo nelle farmacie tradizionali. Il TAR Calabria aveva dubitato che questo divieto fosse giustificato, rilevando che le parafarmacie possono già vendere farmaci da banco senza ricetta (con maggiore responsabilità del farmacista) e che permettere la vendita di farmaci con ricetta avrebbe favorito la concorrenza e ridotto i prezzi per i consumatori.

La questione di legittimità costituzionale

Il Tribunale amministrativo regionale per la Calabria, Sezione staccata di Reggio Calabria, ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell’art. 5, comma 1, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito dalla legge n. 248 del 2006, in riferimento agli artt. 3 e 41 della Costituzione, nella parte in cui non consente alle parafarmacie la vendita di medicinali di fascia C soggetti a prescrizione medica.

La decisione della Corte

La Corte ha dichiarato non fondata la questione. Il divieto di vendita dei farmaci con ricetta nelle parafarmacie risponde a ragioni di tutela della salute pubblica che il legislatore può legittimamente ponderare, anche limitando la libertà di impresa. La giurisprudenza della Corte di giustizia UE conferma che gli Stati membri hanno un margine di discrezionalità nel disciplinare la distribuzione dei farmaci per ragioni sanitarie. La differenza tra parafarmacie e farmacie tradizionali non è irragionevole.

Il principio

La libertà di iniziativa economica delle parafarmacie può essere limitata per ragioni di tutela della salute pubblica. Il legislatore ha un ampio margine di discrezionalità nel disciplinare la distribuzione dei farmaci soggetti a prescrizione, senza che ciò integri una violazione degli artt. 3 e 41 della Costituzione.

Domande e risposte

Cosa può vendere una parafarmacia?

Le parafarmacie possono vendere farmaci da banco (SOP) e farmaci di automedicazione (OTC), cosmetici, integratori e altri prodotti per la salute. Non possono vendere farmaci soggetti a prescrizione medica, compresi quelli di fascia C (a totale carico del paziente).

Perché la Corte ha considerato non irragionevole il divieto?

Perché la vendita di farmaci soggetti a prescrizione richiede un sistema di controllo e responsabilità più stringente che il legislatore ha riservato alle farmacie tradizionali, inserite in una rete di distribuzione capillare con obblighi di servizio pubblico. La Corte di giustizia UE conferma che questo tipo di restrizione può essere giustificato da ragioni di tutela della salute.

Potrebbe cambiare la legge in futuro?

Sì. La questione è rimessa alla discrezionalità del legislatore, che potrebbe scegliere di liberalizzare ulteriormente la distribuzione dei farmaci di fascia C con ricetta. La sentenza conferma solo che l’attuale divieto non è incostituzionale, non che sia l’unica soluzione possibile.

Norme collegate

Scheda in aggiornamento. Il commento professionale, i casi pratici e le FAQ per questo articolo sono in corso di redazione.
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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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