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La Corte costituzionale ha dichiarato inammissibili le questioni relative all’automatismo nel diniego del rinnovo del permesso di soggiorno a seguito di condanna per fatti di lieve entità in materia di stupefacenti, per eccessiva manipolatività del petitum proposto dal rimettente.
Di cosa si tratta
Il TRGA di Trento aveva sollevato questione di legittimità costituzionale degli artt. 4 comma 3 e 5 comma 5 del T.U. immigrazione (d.lgs. n. 286/1998), che prevedono il diniego automatico del rinnovo del permesso di soggiorno in caso di condanna per reati inerenti gli stupefacenti – anche se si trattava di fatti di lieve entità (art. 73 comma 5 d.P.R. n. 309/1990) con arresto facoltativo.
La questione di legittimità costituzionale
Erano censurati gli artt. 4 comma 3 e 5 comma 5 del d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286 (T.U. immigrazione), nella parte in cui fanno derivare automaticamente il diniego di rinnovo del permesso dalla condanna per reati che prevedono l’arresto facoltativo ex art. 381 c.p.p., senza permettere alla PA di valutare la concreta pericolosità del soggetto. Parametro: art. 3 Cost. Due ordinanze del TRGA Trento. Giudice relatore: Paolo Grossi.
La decisione della Corte
La Corte ha dichiarato inammissibili le questioni per manifesta manipolatività del petitum. Il rimettente chiedeva di eliminare ogni automatismo per i reati con arresto facoltativo, ma ciò avrebbe creato un sistema del tutto nuovo e alternativo rispetto a quello costruito dal legislatore, che aveva scelto come criterio ostativo non la gravità astratta del fatto bensì la tipologia dei reati (per settori di criminalità).
Il principio
La Corte può intervenire sulle norme per renderle costituzionalmente conformi, ma non può creare sistemi normativi del tutto nuovi e alternativi rispetto a quelli prefigurati dal legislatore. Quando il petitum del rimettente avrebbe comportato una riscrittura radicale del regime delle condizioni ostative all’immigrazione, la questione è inammissibile per eccessiva manipolatività.
Domande e risposte
Un extracomunitario condannato per detenzione di lieve entità di stupefacenti può vedersi negare il permesso di soggiorno?
Sì, secondo la normativa vigente analizzata dalla Corte, la condanna per reati inerenti gli stupefacenti (anche di lieve entità ex art. 73 comma 5 d.P.R. n. 309/1990) rientra tra le condizioni ostative al rinnovo del permesso di soggiorno. La questione della ragionevolezza di questo automatismo è stata ritenuta inammissibile dalla Corte per le modalità in cui era stata posta.
Come ha cambiato la giurisprudenza costituzionale la tutela degli stranieri in materia di permesso di soggiorno?
Le sentenze n. 202/2013 e n. 172/2012 avevano ampliato la tutela degli stranieri, riducendo gli automatismi. Tuttavia, la Corte ha ritenuto che il petitum del TRGA Trento andasse oltre la semplice deroga all’automatismo, chiedendo in realtà la costruzione di un sistema normativo alternativo.
Cosa significa «petitum manipolativo» nel linguaggio della Corte costituzionale?
Una questione ha un petitum manipolativo quando l’accoglimento richiederebbe alla Corte non solo di eliminare la parte incostituzionale della norma, ma di aggiungere o sostituire un contenuto normativo che non è costituzionalmente obbligato, invadendo la sfera di discrezionalità del legislatore.
Norme collegate
- Art. 3 della Costituzione — Principio di uguaglianza e ragionevolezza degli automatismi normativi
Per il testo normativo integrale e aggiornato consulta Normattiva.it.