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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
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La Corte costituzionale dichiara parzialmente illegittimo l’art. 517 del codice di procedura penale: quando in dibattimento viene contestata una circostanza aggravante già risultante dagli atti di indagine, l’imputato deve poter chiedere il giudizio abbreviato per il reato così aggravato.

Di cosa si tratta

Nel processo penale il pubblico ministero può contestare in dibattimento nuove circostanze (le cosiddette contestazioni suppletive). Il problema riguardava il caso in cui l’aggravante risultasse già dagli atti di indagine fin dall’inizio: in tale ipotesi all’imputato era preclusa la possibilità di accedere al rito abbreviato, pur trovandosi davanti a un’accusa più grave.

La questione di legittimità costituzionale

I Tribunali ordinari di Lecce e di Padova avevano sollevato questione di legittimità costituzionale dell’art. 517 c.p.p., in riferimento agli artt. 3 e 24 della Costituzione, lamentando la disparità di trattamento e la lesione del diritto di difesa per l’imputato che non poteva chiedere il giudizio abbreviato a fronte della contestazione tardiva di un’aggravante già nota.

La decisione della Corte

La Corte ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 517 c.p.p. nella parte in cui, in caso di contestazione di una circostanza aggravante già risultante dagli atti al momento dell’esercizio dell’azione penale, non prevede la facoltà dell’imputato di chiedere il giudizio abbreviato per il reato oggetto della nuova contestazione. Ha invece dichiarato non fondata la questione nella parte relativa all’estensione del rito ai reati diversi da quello oggetto della nuova contestazione.

Il principio

L’imputato che subisce in dibattimento la contestazione di un’aggravante già desumibile dagli atti di indagine deve poter recuperare l’accesso al giudizio abbreviato per quel reato, a tutela della parità di trattamento e del diritto di difesa rispetto a chi sia stato accusato sin dall’inizio della stessa imputazione.

Domande e risposte

Cosa cambia con questa sentenza?

Quando in dibattimento viene contestata un’aggravante che già risultava dagli atti di indagine, l’imputato può ora chiedere il giudizio abbreviato per il reato così aggravato.

Vale per qualsiasi contestazione suppletiva?

No. La Corte ha esteso la facoltà al reato oggetto della nuova contestazione, dichiarando invece non fondata la pretesa di estenderla a reati diversi da quello oggetto della contestazione.

Su quali parametri si basa la decisione?

Sugli artt. 3 e 24 della Costituzione, cioè il principio di uguaglianza e il diritto di difesa.

Norme collegate

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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