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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
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La Corte costituzionale ha dichiarato manifestamente infondata la questione sull’art. 89, comma 4, del t.u. stupefacenti, nella parte in cui esclude gli arresti domiciliari terapeutici per chi è indagato di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti. La norma resta in vigore.

Di cosa si tratta

Un giudice per le indagini preliminari di Catanzaro doveva decidere sulla richiesta di sostituire la custodia in carcere con gli arresti domiciliari presso una comunità terapeutica, avanzata da un tossicodipendente indagato anche per associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga. La legge però vieta questa misura quando si procede per i reati più gravi, tra cui appunto l’associazione del t.u. stupefacenti.

La questione di legittimità costituzionale

Era impugnato l’art. 89, comma 4, del d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, per asserita violazione degli artt. 3 e 32 della Costituzione, nella parte in cui non fa salva l’ipotesi in cui risulti l’assenza di esigenze cautelari di eccezionale rilevanza. La questione era sollevata dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Catanzaro.

La decisione della Corte

La Corte ha dichiarato la manifesta infondatezza della questione, sollevata in riferimento agli artt. 3 e 32 Cost. La scelta del legislatore di precludere la misura terapeutica per i reati associativi più gravi rientra nella sua discrezionalità e non risulta irragionevole.

Il principio

La preclusione degli arresti domiciliari terapeutici per i delitti di maggiore allarme sociale, come l’associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, rientra nelle scelte discrezionali del legislatore e non viola di per sé né il principio di eguaglianza né il diritto alla salute.

Domande e risposte

Che cosa prevede l’art. 89 del t.u. stupefacenti?

Consente, in chiave di tutela della salute, di sostituire la custodia in carcere con gli arresti domiciliari presso una comunità terapeutica per chi è tossicodipendente e segue un programma di recupero, salvo esigenze cautelari di eccezionale rilevanza.

Perché nel caso esaminato la misura era preclusa?

Perché l’indagato era accusato anche di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, reato per cui il comma 4 esclude l’applicazione del beneficio.

Che effetto ha una pronuncia di «manifesta infondatezza»?

La norma resta pienamente in vigore: la Corte ritiene che i dubbi di costituzionalità siano palesemente privi di fondamento.

Norme collegate

Scheda in aggiornamento. Il commento professionale, i casi pratici e le FAQ per questo articolo sono in corso di redazione.
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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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