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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
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La Corte costituzionale dichiara non fondate le questioni sull’art. 12, commi 3 e 3-ter, del Testo unico immigrazione (d.lgs. n. 286 del 1998), che prevedono una multa in misura fissa per ogni persona trasportata nel delitto di procurato ingresso illegale di stranieri.

Di cosa si tratta

Il Testo unico sull’immigrazione punisce chi procura l’ingresso illegale di stranieri nel territorio dello Stato. Per queste condotte la legge stabilisce una multa fissa per ciascuna persona trasportata, e non una pena variabile tra un minimo e un massimo.

La questione di legittimità costituzionale

Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale ordinario di Ragusa aveva sollevato questioni di legittimità dell’art. 12, commi 3 e 3-ter, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, in riferimento agli artt. 3 e 27 della Costituzione, ritenendo irragionevole e sproporzionato l’automatismo sanzionatorio della pena pecuniaria fissa.

La decisione della Corte

La Corte ha dichiarato non fondate le questioni di legittimità costituzionale sollevate dal GIP di Ragusa.

Il principio

La previsione di una multa in misura fissa per il favoreggiamento dell’immigrazione illegale, parametrata al numero di persone trasportate, non è stata ritenuta in contrasto con i principi di uguaglianza, ragionevolezza e finalità rieducativa della pena.

Domande e risposte

Che cosa prevede l’art. 12 del Testo unico immigrazione?

Sanziona penalmente il procurato ingresso illegale di stranieri, con una multa fissa per ogni persona trasportata, più elevata nelle ipotesi aggravate.

Perché il giudice dubitava della norma?

Perché riteneva che la pena pecuniaria fissa, non graduabile, fosse irragionevole e impedisse di adeguare la sanzione al caso concreto.

Quali parametri sono stati invocati?

Gli artt. 3 e 27 della Costituzione, cioè uguaglianza e ragionevolezza e la funzione rieducativa della pena.

Norme collegate

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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