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La Corte ha salvato il reato di indebita compensazione (art. 10-quater del d.lgs. n. 74 del 2000, testo anteriore al 2015): la soglia di punibilità prevista non viola il principio di eguaglianza, perché le soglie rispondono a logiche diverse rispetto al dosaggio delle pene.

Di cosa si tratta

L’art. 10-quater del d.lgs. n. 74 del 2000 punisce chi non versa le somme dovute utilizzando in compensazione crediti non spettanti o inesistenti. Il giudice penale dubitava della ragionevolezza della soglia oltre la quale scatta la rilevanza penale.

La questione di legittimità costituzionale

Il Tribunale ordinario di Busto Arsizio dubitava, in riferimento all’art. 3 della Costituzione, della legittimità dell’art. 10-quater del d.lgs. n. 74 del 2000, nel testo anteriore alle modifiche del d.lgs. n. 158 del 2015.

La decisione della Corte

La Corte ha dichiarato non fondata la questione di legittimità costituzionale.

Il principio

Non esiste un principio di necessaria proporzionalità tra il livello delle soglie di rilevanza penale e l’intensità della sanzione: nell’esercizio della sua discrezionalità il legislatore può mantenere la stessa soglia di punibilità senza violare l’eguaglianza.

Domande e risposte

Cos’è l’indebita compensazione punita dall’art. 10-quater?

È il mancato versamento di somme dovute realizzato utilizzando in compensazione, tramite il modello unitario, crediti non spettanti o inesistenti.

Cos’è una soglia di punibilità?

È l’importo al di sotto del quale il fatto non costituisce reato: serve a limitare la rilevanza penale ai casi più significativi.

Perché la soglia non viola l’eguaglianza?

Perché la quantificazione delle soglie risponde a logiche distinte da quelle del dosaggio delle pene e rientra nella discrezionalità del legislatore.

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
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