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La Corte dichiara manifestamente infondata la questione sull’esonero contributivo per le nuove assunzioni a tempo indeterminato introdotto dalle leggi di stabilità 2015 e 2016. Escludere dal beneficio i lavoratori già occupati a tempo indeterminato nei sei mesi precedenti non viola la Costituzione.

Di cosa si tratta

Per incentivare le assunzioni stabili, le leggi di stabilità 2015 e 2016 avevano previsto un esonero dai contributi previdenziali a carico del datore di lavoro per le nuove assunzioni a tempo indeterminato. Il beneficio era però escluso quando il lavoratore, nei sei mesi precedenti, era già risultato occupato a tempo indeterminato. Una società si è rivolta al giudice contro l’INPS contestando questa esclusione.

La questione di legittimità costituzionale

Era impugnato l’art. 1, comma 118, della legge n. 190 del 2014 (legge di stabilità 2015) e l’art. 1, comma 178, della legge n. 208 del 2015 (legge di stabilità 2016), nella parte in cui escludono dall’esonero le assunzioni di lavoratori già occupati a tempo indeterminato nei sei mesi precedenti. Giudice rimettente: il Tribunale ordinario di Trento, sezione lavoro, nel giudizio tra la Silvelox Europe spa e l’INPS.

La decisione della Corte

La Corte ha dichiarato la manifesta infondatezza della questione. La scelta del legislatore di riservare l’agevolazione alle assunzioni che creano effettiva nuova occupazione stabile, escludendo chi già godeva di un rapporto a tempo indeterminato, rientra nella sua discrezionalità e non è irragionevole.

Il principio

Nelle politiche di incentivo all’occupazione il legislatore dispone di ampia discrezionalità nel selezionare i beneficiari: subordinare l’esonero contributivo alla creazione di occupazione realmente nuova, escludendo chi era già stabilmente occupato, è coerente con la finalità della misura e non viola il principio di eguaglianza.

Domande e risposte

Che cos’è una pronuncia di manifesta infondatezza?

È un’ordinanza con cui la Corte respinge la questione perché palesemente priva di fondamento, senza necessità di una sentenza articolata; la norma impugnata resta in vigore.

Perché l’esclusione è legittima?

Perché l’esonero serviva a incentivare occupazione realmente nuova: chi era già occupato a tempo indeterminato non rappresentava un incremento occupazionale, quindi poteva essere ragionevolmente escluso.

Il datore di lavoro può comunque assumere quei lavoratori?

Sì, la decisione non vieta l’assunzione: stabilisce soltanto che in quei casi non spetta il beneficio dell’esonero contributivo.

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
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