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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
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Con la sentenza n. 218 del 2019 la Corte costituzionale ha dichiarato illegittima la norma che assoggettava il riscatto della posizione di previdenza complementare dei dipendenti pubblici a un regime fiscale meno favorevole rispetto a quello dei lavoratori privati. Per i dipendenti pubblici si applica ora la tassazione agevolata.

Di cosa si tratta

L’art. 23, comma 6, del decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252, prevedeva che il riscatto della posizione individuale dei dipendenti pubblici nelle forme pensionistiche complementari fosse tassato secondo il regime previgente (art. 52, comma 1, lettera d-ter, del d.P.R. n. 917 del 1986), anziché con il regime più favorevole introdotto dallo stesso d.lgs. n. 252 del 2005 per i dipendenti privati.

La questione di legittimità costituzionale

La Commissione tributaria provinciale di Vicenza aveva sollevato le questioni, ravvisando una disparità di trattamento fiscale tra dipendenti pubblici e privati a parità di prestazione di previdenza complementare.

La decisione della Corte

La Corte ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 23, comma 6, del d.lgs. n. 252 del 2005 nella parte in cui assoggetta il riscatto a imposta secondo il vecchio regime, anziché secondo quello più favorevole degli artt. 14, commi 4 e 5, dello stesso d.lgs. n. 252 del 2005.

Il principio

A parità di prestazione di previdenza complementare, i dipendenti pubblici non possono essere assoggettati a un trattamento fiscale deteriore rispetto ai dipendenti privati: la diversità di regime impositivo sul riscatto, priva di giustificazione ragionevole, viola il principio di eguaglianza.

Domande e risposte

Quale regime fiscale si applica ora al riscatto per i dipendenti pubblici?

Quello più favorevole previsto dall’art. 14, commi 4 e 5, del d.lgs. n. 252 del 2005, come già per i dipendenti privati.

Perché la vecchia disciplina era incostituzionale?

Determinava una disparità di trattamento fiscale ingiustificata tra dipendenti pubblici e privati a parità di prestazione.

Chi aveva sollevato la questione?

La Commissione tributaria provinciale di Vicenza, nell’ambito di un contenzioso fiscale.

Norme collegate

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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