Testo dell'articoloIn aggiornamento

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

La Corte respinge o dichiara inammissibili le questioni sull’art. 120 del codice della strada, che esclude dalla patente chi è stato condannato per reati di stupefacenti. Dopo la sentenza n. 22 del 2018, che aveva reso facoltativa la revoca, le ulteriori censure non sono fondate.

Di cosa si tratta

Il codice della strada subordina il rilascio e il mantenimento della patente a «requisiti morali»: non può conseguirla, tra gli altri, chi è stato condannato per i reati in materia di stupefacenti previsti dagli artt. 73 e 74 del d.P.R. n. 309 del 1990. Si discuteva se questa disciplina avesse natura sanzionatoria e violasse i principi penali.

La questione di legittimità costituzionale

Il Tribunale di Torino ha sollevato questioni sull’art. 120, commi 1 e 2, del d.lgs. 30 aprile 1992, n. 285, in riferimento agli artt. 3, 11, 16, 25, 111 e 117, primo comma, della Costituzione, quest’ultimo in relazione all’art. 7 CEDU, dubitando del carattere automatico e sanzionatorio della revoca della patente per i condannati per droga.

La decisione della Corte

La Corte ha dichiarato inammissibili le questioni riferite al comma 2 e non fondate quelle riferite al comma 1: la disciplina resta in vigore nei termini già corretti dalla precedente giurisprudenza.

Il principio

Dopo la sentenza n. 22 del 2018, che aveva reso facoltativa (e non più automatica) la revoca della patente conseguente a condanna successiva al rilascio, la disciplina dei requisiti morali non ha natura propriamente punitiva e non viola le garanzie penali invocate.

Domande e risposte

Chi è condannato per droga perde sempre la patente?

No: dopo la sentenza n. 22 del 2018 la revoca non è più automatica, ma rimessa a una valutazione del prefetto.

La revoca della patente è una sanzione penale?

Secondo la Corte non ha natura propriamente punitiva, quindi non si applicano le garanzie penali invocate dal rimettente.

Cosa sono i «requisiti morali» per la patente?

Sono le condizioni soggettive, previste dall’art. 120 del codice della strada, che precludono il rilascio del titolo a chi abbia determinati precedenti.

Norme collegate

Leggi la decisione integrale
Testo integrale ufficiale della pronuncia (Consulta OnLine) e PDF dal sito della Corte.

📄 Leggi il testo integrale →PDF dal sito della Corte costituzionale

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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