Testo dell'articoloIn aggiornamento
Con l’ordinanza n. 24/2023 la Corte costituzionale ha corretto alcuni errori materiali contenuti nella motivazione della propria sentenza n. 253 del 2022.
Di cosa si tratta
Non tutte le pronunce della Corte costituzionale decidono questioni di legittimità: alcune servono a sistemare aspetti tecnici delle decisioni già adottate. È il caso di questa ordinanza, che interviene per correggere meri errori materiali presenti nella motivazione di una precedente sentenza, la n. 253 del 2022. Per errore materiale si intende uno sbaglio di scrittura o di trascrizione che non incide sul contenuto della decisione: ad esempio una parola di troppo o un refuso che altera la lettura del testo senza modificarne il significato giuridico. La correzione lascia del tutto intatto il merito della sentenza e serve solo a rendere il testo chiaro e coerente. È uno strumento ordinario, previsto per garantire l’esattezza formale dei provvedimenti, e non comporta alcuna nuova valutazione delle questioni già decise.
La questione di legittimità costituzionale
Nel procedimento per la correzione dell’errore materiale, la Corte ha riscontrato che nella sentenza n. 253 del 2022, al punto 1.2. del Considerato in diritto, erano presenti parole superflue dovute a mero errore di trascrizione.
La decisione della Corte
La Corte ha disposto la correzione degli errori materiali della sentenza n. 253 del 2022, espungendo dal quarto capoverso del punto 1.2. del Considerato in diritto alcune parole inserite per refuso. La decisione non incide in alcun modo sul contenuto sostanziale della pronuncia corretta.
Il principio
Gli errori materiali presenti nelle pronunce della Corte possono essere corretti con apposita ordinanza, senza che ciò modifichi il contenuto sostanziale della decisione.
Domande e risposte
Cos’è un errore materiale?
È uno sbaglio di scrittura o trascrizione (un refuso, una parola di troppo) che non incide sul significato giuridico della decisione e può essere corretto in qualsiasi momento.
La correzione cambia l’esito della sentenza n. 253 del 2022?
No. Riguarda solo la forma del testo: il contenuto e la decisione restano identici.
Perché serve un’ordinanza apposita?
Per garantire la certezza e l’esattezza dei provvedimenti: la correzione formale è disposta con un atto autonomo che dà conto delle modifiche apportate.
Vedi anche
Per il testo normativo integrale e aggiornato consulta Normattiva.it.